{"id":10802,"date":"2020-11-12T16:05:57","date_gmt":"2020-11-12T15:05:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/?p=10802"},"modified":"2020-11-12T16:06:16","modified_gmt":"2020-11-12T15:06:16","slug":"michael-snow-suoni-di-snow-a-base-progetti-per-larte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=10802","title":{"rendered":"Michael Snow: Suoni di Snow a Base Progetti per l&#8217;arte"},"content":{"rendered":"<p><b>Michael Snow<br \/>\n<\/b><em><b>Suoni di Snow<\/b><\/em><b><\/b><b><\/b><\/p>\n<p>Venerd\u00ec 13 novembre 2020 dalle ore 17:00 alle ore 19:00<br \/>\nDiretta streaming sul profilo Instagram di Base \/ Progetti per l&#8217;arte (base_progettiperlarte_firenze)<\/p>\n<p><em>English text below<\/em><b><\/b><\/p>\n<p>Base \/ Progetti per l&#8217;arte presenta il nuovo progetto del noto artista canadese Michael Snow, che compir\u00e0 92 anni il prossimo 10 dicembre, ideato appositamente per lo spazio fiorentino sia nella sua forma fisica che virtuale.<br \/>\n<!--more--><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Michael-Snow-Room_201701.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10803\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Michael-Snow-Room_201701-246x300.jpg\" alt=\"\" width=\"246\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Michael-Snow-Room_201701-246x300.jpg 246w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Michael-Snow-Room_201701-768x937.jpg 768w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Michael-Snow-Room_201701-840x1024.jpg 840w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Michael-Snow-Room_201701-866x1056.jpg 866w\" sizes=\"(max-width: 246px) 100vw, 246px\" \/><\/a><br \/>\nIl titolo del progetto <b>Suoni di Snow<\/b> mette al centro l&#8217;importanza che da sempre ricopre l&#8217;esperienza sonora nella ricerca dell&#8217;artista, noto fin dalla fine degli anni Cinquanta per la sperimentazione di differenti media come la scultura, la pittura, il film e la video installazione. La mostra fiorentina \u00e8 pensata come un&#8217;esperienza totalizzante in cui le singole opere visivo-sonore, per mezzo di un programma di temporalizzazione, fanno \u201crisuonare\u201d lo spazio e gli elementi in esso contenuti. Tale approccio apre la questione su cosa si possa intendere per \u201cesperienza dal vivo\u201d in un orizzonte globale caratterizzato dalle piattaforme digitali e, oggi, anche da una pandemia mondiale che conduce l&#8217;Europa in un secondo inevitabile lockdown. L&#8217;artista descrive, a tal proposito, la sua mostra\/evento di Firenze in forma di partitura musicale: \u201cLa sequenza deve essere ripetuta per due volte: prima l&#8217;opera video (proiettata nella sala grande): <b>Snow In Vienna<\/b> &#8211; 34 minuti, seguita dall&#8217;opera audio (diffusa nella seconda stanza con una cassa amplificata): <b>Room<\/b> &#8211; 6 minuti (3 minuti, ma ripetuto per due volte). L&#8217;esperienza continua con l&#8217;opera video (proiettata nella sala grande): <b>Cityscape<\/b> &#8211; 9 minuti, seguita a sua volta dall&#8217;opera sonora (diffusa nella seconda stanza con una cassa amplificata): <b>Room<\/b> &#8211; 9 minuti (3 minuti, ma ripetuti per 3 volte).\u201d<\/p>\n<p><b>La speciale diretta streaming di due ore non solo propone un dialogo inedito tra le opere sonore e quelle video che Michael Snow ha pensato per la mostra di Firenze, punta inoltre a creare un&#8217;esperienza unica ed originale, trasmessa online e per un pubblico virtuale.<\/b><\/p>\n<p>Le opere presenti a Base a Firenze sono: Il video <b>Snow In Vienna<\/b>, della durata di 34 minuti, della regista Laurie Kwasnik che documenta un raro concerto per pianoforte che l&#8217;artista ha tenuto alla Wiener Konzerthaus nel 2012 e di cui lui \u00e8 particolarmente orgoglioso. <b>Cityscape<\/b> \u00e8 il video, della durata di 8,28 minuti e realizzato nel 2019, con cui Snow si \u00e8 concentrato sull&#8217;orizzonte della sua citt\u00e0 (Toronto) amplificando, per mezzo delle nuove tecnologie, i movimenti di camera \u2013panoramica e rotazione a velocit\u00e0 diverse \u2013 gi\u00e0 usati nel suo film La R\u00e9gion Centrale del 1971. Lo scopo \u00e8 quello di attivare una percezione inedita dello skyline \u2013 permesso anche dalla colonna sonora che enfatizza e dona ritmo ai movimenti di camera \u2013 e rimanda all&#8217;energia potente che emana la citt\u00e0 moderna. <b>Room<\/b> \u00e8 l&#8217;installazione sonora di 2,16 minuti costituita da una composizione eseguita da \u00a0Snow nel 2017 al pianoforte e poi diffusa, per la prima volta, in un vecchio fienile per il Festival di Leve in Spagna. Infine, per la mostra a Base l\u2019artista propone uno speciale manifesto\/edizione realizzato assemblando le immagini del suo concerto a Vienna, conferendo cos\u00ec alla documentazione una nuova presenza capace di far riflettere sull&#8217;importanza della condivisione del gesto del fare musica e del fare arte come se fosse sempre la prima volta.<\/p>\n<p>Dal 3 dicembre la mostra sar\u00e0 visibile, nel rispetto dei provvedimenti restrittivi dell\u2019ultimo DPCM e salvo nuovi aggiornamenti, in maniera contingentata e su prenotazione in linea con la normativa vigente in termini di sicurezza.<\/p>\n<p><b>Michael Snow<\/b> (Toronto, Canada, 1928; vive e lavora a Toronto) nella sua lunga carriera ha indagato differenti media per realizzare una riflessione radicale sulla natura degli strumenti adottati, ma anche per stimolare le potenzialit\u00e0 percettive e interpretative del fruitore. Ha lasciato un segno indelebile nel linguaggio del cinema sperimentate gi\u00e0 dall&#8217;opera <i>New York Eye and Ear Control<\/i> del 1964 in cui fa dialogare cinema d\u2019animazione e immagini reali, oltre ad introdurre il suono della musica jazz come chiave di svolta narrativa. Il suo film <i>Wavelength<\/i>, che nel 1967 viene presentato a vari festival di cinema sperimentale, \u00e8 considerato da subito un capolavoro. Snow nel corso degli anni Settanta (con opere fotografiche come <i>Authorization<\/i> del 1969 e <i>Sink<\/i> del 1970) indaga in direzioni differenti l\u2019istante in cui l\u2019oggetto della realt\u00e0 viene tradotto in un\u2019immagine. Indagine che porta avanti anche con il film <i>Breakfast (Table Top Dolly)<\/i> del 1976 \u2013 in cui la macchina da presa si avvicina al tavolo imbandito fino a spingersi oltre e comprimere tutto contro la parete \u2013 o con il quadro <i>The Squerr (Ch\u2019art)<\/i> del 1978, in cui una griglia di linee rosse \u00e8 dipinta sulla tela con distorsioni come se fosse deformata in quanto osservata da una lente. Dagli anni Ottanta, con sculture e grandi installazioni nello spazio pubblico, di cui un buon esempio \u00e8\u00a0<i>The Audience<\/i> (1988\/89) al Rogers Centre di Toronto,\u00a0realizza al contempo un omaggio ironico e una critica antropologica al pubblico dei grandi eventi. Mentre l\u2019evoluzione delle tecniche di intrattenimento digitali che si sviluppano dagli anni Novanta inducono Snow \u2013 con opere sonore come il vinile dal titolo <i>The last LP<\/i> del 1987 e film come <i>See You Later<\/i>, <i>Au Revoir<\/i> del 1990 dal titolo o <i>The Solar Breath del\u00a0<\/i>2002\u00a0&#8211; a proporre un suo personale concetto di spettacolarizzazione di un evento minimo e che normalmente passerebbe inosservato, oltre al far analizzare la tensione che il soggetto vive tra il \u201cqui\u201d e \u201cl\u00ec\u201d per mezzo delle piattaforme social e dalle informazioni globalizzate. Tra le molte mostre personali a cui ha partecipato l&#8217;artista recentemente ricordiamo: <i>Closed Circuit<\/i>, Guggenheim Museum Bilbao, Bilbao, Spain, 2018; <i>Photo-Centric<\/i>, Philadelphia Museum of Art, 2014; <i>Recent Works<\/i>, Vienna Secession, Vienna, Austria, 2012; <i>Recent Snow<\/i>, The Power Plant, Toronto, 2010. Mentre tra le mostre collettive sono da citare: 3D: <i>Double Vision<\/i>, <i>Art of the Americas Building<\/i>, LACMA, Los Angeles, California, 2019; <i>Biennale de l\u2019Image Possible<\/i>, Les Chiroux, Centre culturelde Liege, Liege, Belgium, 2016; <i>Pliure<\/i>, Foundation Calouste Gulbenkian, Paris, France, 2015; <i>Michael Snow: The Legacy of Wavelength<\/i>, MoMa, New York, 2014; <i>Builders<\/i>: Canadian Biennial 2012, National Gallery of Canada, Ottawa, 2012; <i>Essential Cinema<\/i>, Toronto International Film Festival (TIFF) Light Box, Toronto, 2010.<\/p>\n<p><b>Base \/ Progetti per l&#8217;arte<\/b> \u00e8 un\u2019idea di artisti per altri artisti. BASE \u00e8 un luogo unico per la pratica dell\u2019arte in Italia, la cui attivit\u00e0 iniziata nel 1998, viene curata da un collettivo di artisti che vivono e operano in Toscana e che si fanno promotori di presentare a Firenze alcuni aspetti, tra i pi\u00f9 interessanti dell\u2019arte del duemila. BASE \u00e8 un dialogo sulla contemporaneit\u00e0 aperto ad un confronto internazionale. Attualmente fanno parte del collettivo di BASE \/ Progetti per l\u2019arte: Mario Air\u00f2, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Vittorio Cavallini, Yuki Ichihashi, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori, Enrico Vezzi. Fino adesso si sono tenute a BASE mostre di Sol Lewitt, Marco Bagnoli, Alfredo Pirri, Cesare Pietroiusti, Jan Vercruysse, Niele Toroni, Michael Galasso, Luca Pancrazzi, John Nixon &amp; Marco Fusinato, Heimo Zobernig, Ingo Springenschmid, Paolo Masi &amp; Pier Luigi Tazzi, Antonio Muntadas, Robert Barry, Luca Vitone, Gino De Dominicis, Liliana Moro, Claude Closky, Remo Salvadori, Pietro Sanguineti, Liam Gillick, Massimo Bartolini, Mario Air\u00f2, Eva Marisaldi, Rainer Ganahl, Fran\u00e7ois Morellet, Bernhard R\u00fcdiger, Nedko Solakov e Slava Nakovska, Olaf Nicolai, Giuliano Scabia, Kinkaleri, Steve Piccolo &amp; Gak Sato, Rirkrit Tiravanija, Matt Mullican, Michel Verjux, Elisabetta Benassi, Pedro Cabrita Reis, Pietro Riparbelli, Simone Berti, Jeppe Hein, Gerwald Rockenschaub, Jonathan Monk, Peter Kogler, Carsten Nicolai, Surasi Kusulwong, Franz West, Tino Sehgal, Nico Dockx, Grazia Toderi, Armin Linke, Davide Bertocchi, Pierre Bismuth, Olivier Mosset, Stefano Arienti, Erwin Wurm, Thomas Bayrle, Hans Schabus, Maurizio Mochetti, Lawrence Weiner, Basetalks(!) (Gum Studio, Brown Project Space, 26cc, Sottobosco, Trastevere 259), Amedeo Martegani, Gianni Caravaggio, Piero Golia, David Tremlett, Franco Vaccari, Radicaltools (Ufo, Gianni Pettena, Archizoom, Zziggurat, Remo Buti, 9999, Superstudio), Koo Jeong-A, Christian Jankowski, Giuseppe Gabellone, Martin Creed, Ken Lum, BaseOpen (Margherita Moscardini, Francesco Fonassi, Giuseppe Stampone, Giulio Delv\u00e9, Gaia Geraci, Marcello Spada, Jacopo Miliani, Riccardo Giacconi, Jaya Cozzani\/Marco Andrea Magni\/Agostino Osio), Ji\u0159\u00ed Kovanda, Nicole Miller, Luca Trevisani, Richard Long, Roman Ondak, Ryan Gander, Gerhard Merz, Ian Kiaer, vedovamazzei, Karin Sander, Francesco Arena che hanno presentato progetti inediti pensati per lo spazio di BASE. Prossime mostre: Cesare Viel, Deimantas Narkevicius, Jose Davila, Simon Fujiwara, Pierre Huyghe, Rosa Barba, Adrian Paci, &#8230;.<\/p>\n<p>3 dicembre \/ 17 dicembre 2020<br \/>\ngio-sab 18-20 | come vetrina<br \/>\nBase \/ Progetti per l\u2019arte<br \/>\nVia San Niccolo 18r \/ Firenze<br \/>\nInfo: +39 3286927 778 | +39 3292298 348 | +39 347 7210222<br \/>\n<a href=\"mailto:info@baseitaly.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">info@baseitaly.org<\/a> \/\u00a0<a href=\"http:\/\/www.baseitaly.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/www.baseitaly.org&amp;source=gmail&amp;ust=1605274249927000&amp;usg=AFQjCNG_vQ6Jh7YyhhWd6Q_mUqU6JDT0-Q\">www.baseitaly.org<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><span lang=\"EN-US\">Michael Snow<br \/>\n<em>Suoni di Snow<\/em><\/span><\/b><\/p>\n<p><b><span lang=\"EN-US\">Friday, November 13, 2020 from 5pm \u2013 7pm<br \/>\nLive streaming on Base \/ Progetti per l\u2019arte Instagram (base_progettiperlarte_<wbr \/>firenze)<\/span><\/b><\/p>\n<p>Base \/ Progetti per l\u2019arte presents the new project specially conceived for the Base space, both in its physical and virtual form, by the famous Canadian artist Michael Snow, who will turn 92 on 10 December.<\/p>\n<p>The title of the project <b>Suoni di Snow<\/b> focuses on the importance that has always overlaid the sound experience in the artist&#8217;s research, known since the end of the 1950s for experimenting with different media such as sculpture, painting, film and video installation. The exhibition in Florence is conceived as an all-encompassing experience in which the individual visual-sound works, by means of a temporalization program, make the space and the elements it contains \u201cresonate\u201d. This approach raises the question of what can be understood by \u201clive experience\u201d in a global horizon characterized by digital platforms and, today, also by a global pandemic that leads Europe into an inevitable second lockdown. In this regard, the artist recounts his exhibition \/ event in Florence in the form of a musical score: \u201cThe following performance must be repeated in its entirety twice. First the video work [shown in the great hall]: <b>Snow In Vienna<\/b> &#8211; 34 minutes. It is followed by the audio work [played in the second room with an amplified speaker]: <b>Room<\/b> &#8211; 6 minutes (3 minutes, but repeated twice). The experience continues with the video work [projected in the great hall]: <b>Cityscape<\/b> &#8211; 9 minutes. In turn followed by the audio work [broadcast in the second room with an amplified speaker]: <b>Room<\/b> &#8211; 9 minutes (3 minutes, but repeated 3 times).<br \/>\n<b><br \/>\nThe two-hour live broadcast offers an unpublished dialogue between the sound and video works that Michael Snow has created specifically for the space of Base in Florence that can be used online and specifically dedicated to the virtual public.<\/b><\/p>\n<p>The works on display at Base in Florence are: <b>Snow In Vienna<\/b>, 34 minutes, colour, sound, is a chapter from a long-form documentary project called Fields of Snow that director Laurie Kwasnik has been producing about Snow\u2019s music. The film documents a rare solo piano concert Snow gave at the Wiener Konzerthaus in 2012, a performance that the prolific musician is particularly proud of. <b>Cityscape<\/b>, 8:28 minutes, colour, sound 2019, invited to create a new film in ultra large format IMAX, Snow elected to focus on a view of his home city Toronto, as seen from the islands offshore.\u00a0 Recalling his three-hour landscape film La R\u00e9gion Centrale (1971), Snow applies similar camera movements &#8211; panning and rotating at different speeds &#8211; to activate the city skyline.\u00a0 The soundtrack is built on the Amen drum break, central to Drum and Bass music, an expression of the energy of the city. The sound uses playback speed as a compositional element, rhythmically in sync with the camera movements. <b>Room, <\/b>Sound installation 2017 2:16 minutes, starts at the bottom and goes to the top.\u00a0 Originally commissioned by LEVE (near Leon, Spain) for their annual sound edition, Snow performed and recorded this piano piece to be played back in an old barn in the oak forests of La Cepeda region that had been repurposed as a sound studio. For BASE, the original process is applied, in this room in Florence.<\/p>\n<p>From December 3, the exhibition will be visible, in compliance with the restrictive measures of the latest Prime Minister&#8217;s Decree and subject to new updates, on a contingent basis and by reservation in line with current legislation in terms of safety.<\/p>\n<p><b>Michael Snow<\/b> (Toronto, Canada, 1928; lives and works in Toronto) in his long career has investigated different media to make a radical reflection on the nature of the tools used, but also to stimulate the perceptive and interpretative potential of the user. He left an indelible mark on the language of cinema in the 1964 work <i>New York Eye and Ear Control<\/i> in which he creates a dialogue between animation and real images, as well as introducing the sound of jazz music as a narrative turning point. His film <i>Wavelength<\/i>, which in 1967 was presented in various experimental film festivals and\u00a0was immediately considered a masterpiece. Snow during the Seventies (with photographic works such as <i>Authorization<\/i> from 1969 and <i>Sink<\/i> from 1970) investigates in different directions the instant in which the reality of the object is translated into an image. Further his research also in the 1976 film\u00a0<i>Breakfast (Table Top Dolly)<\/i> \u2013 in which the camera approaches the set table until it goes further and compresses everything against the wall &#8211; or with the painting <i>The Squerr (Ch&#8217;art)<\/i> of 1978, in which a grid of red lines is painted on the canvas with distortions as if it were deformed when viewed by a lens. Since the Eighties, with sculptures and large installations in public spaces,\u00a0<span lang=\"EN-US\">of which a good example is <i>The Audience<\/i> (1988\/89) presented at Rogers Centre in Toronto<\/span><span lang=\"EN-US\">, he has created both an ironic homage and an anthropological critique of the public at great events. While the evolution of digital entertainment techniques that have developed since the 1990s leads Snow &#8211; with sound works such as vinyl entitled <i>The last LP<\/i> from 1987 and with films such as that of 1990 entitled <i>See You Later, Au Revoir <\/i>or that of 2002 entitled <i>The Solar Breath<\/i> &#8211; to propose his own personal concept of spectacularization of a minimal event that would normally go unnoticed, in addition to analyzing the tension that the subject lives between the &#8220;here&#8221; and &#8220;there&#8221; by means of social platforms and globalized information. Among the many solo exhibitions of note in which the artist has recently participated: <i>Closed Circuit<\/i>, Guggenheim Museum Bilbao, Bilbao, Spain, 2018; <i>Photo-Centric<\/i>, Philadelphia Museum of Art, 2014; <i>Recent Works<\/i>, Vienna Secession, Vienna, Austria, 2012; <i>Recent Snow<\/i>, The Power Plant, Toronto, 2010. While among the group exhibitions to be mentioned: <i>3D: Double Vision<\/i>, Art of the Americas Building, LACMA, Los Angeles, California, 2019; <i>Biennale de l&#8217;Image Possible<\/i>, Les Chiroux, Center culturelde Liege, Liege, Belgium, 2016; <i>Pliure<\/i>, Foundation Calouste Gulbenkian, Paris, France, 2015; <i>Michael Snow: The Legacy of Wavelength<\/i>, MoMa, New York, 2014; <i>Builders: Canadian Biennial<\/i> <i>2012<\/i>, National Gallery of Canada, Ottawa, 2012; <i>Essential Cinema<\/i>, Toronto International Film Festival (TIFF) Light Box, Toronto, 2010.<\/span><\/p>\n<p><b>Base \/ Progetti per l\u2019arte<\/b>\u00a0is an idea of artists for artists. Base is a unique place for art practice in Italy. The activity, begun in 1998, is curated by a collective of artists who live and work in Tuscany, promoting in Florence, some of the most interesting aspects of art today. Base is a dialogue on contemporaneity open to an international discourse. Currently the Base artist collective is: Mario Air\u00f2, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Vittorio Cavallini, Yuki Ichihashi, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori, Enrico Vezzi. Since its foundation, there have been more than sixty exhibitions including:\u00a0Sol Lewitt, Marco Bagnoli, Alfredo Pirri, Cesare Pietroiusti, Jan Vercruysse, Niele Toroni, Michael Galasso, Luca Pancrazzi, John Nixon &amp; Marco Fusinato, Heimo Zobernig, Ingo Springenschmid, Paolo Masi &amp; Pier Luigi Tazzi, Antonio Muntadas, Robert Barry, Luca Vitone, Gino De Dominicis, Liliana Moro, Claude Closky, Remo Salvadori, Pietro Sanguineti, Liam Gillick, Massimo Bartolini, Mario Air\u00f2, Eva Marisaldi, Rainer Ganahl, Fran\u00e7ois Morellet, Bernhard R\u00fcdiger, Nedko Solakov e Slava Nakovska, Olaf Nicolai, Giuliano Scabia, Kinkaleri, Steve Piccolo &amp; Gak Sato, Rirkrit Tiravanija, Matt Mullican, Michel Verjux, Elisabetta Benassi, Pedro Cabrita Reis, Pietro Riparbelli, Simone Berti, Jeppe Hein, Gerwald Rockenschaub, Jonathan Monk, Peter Kogler, Carsten Nicolai, Surasi Kusulwong, Franz West, Tino Sehgal, Nico Dockx, Grazia Toderi, Armin Linke, Davide Bertocchi, Pierre Bismuth, Olivier Mosset, Stefano Arienti, Erwin Wurm, Thomas Bayrle, Hans Schabus, Maurizio Mochetti, Lawrence Weiner, Basetalks(!) (Gum Studio, Brown Project Space, 26cc, Sottobosco, Trastevere 259), Amedeo Martegani, Gianni Caravaggio, Piero Golia, David Tremlett, Franco Vaccari, Radicaltools (Ufo,\u00a0Gianni Pettena, Archizoom, Zziggurat, Remo Buti, 9999, Superstudio), Koo Jeong-A, Christian Jankowski, Giuseppe Gabellone, Martin Creed, Ken Lum, BaseOpen (Margherita Moscardini, Francesco Fonassi, Giuseppe Stampone, Giulio\u00a0Delv\u00e9, Gaia Geraci, Marcello Spada, Jacopo Miliani, Riccardo Giacconi, Jaya Cozzani\/Marco Andrea Magni\/Agostino Osio), Ji\u0159\u00ed Kovanda, Nicole Miller, Luca Trevisani, Richard Long, Roman Ondak, Ryan Gander, Gerhard Merz, Ian Kiaer, vedovamazzei, Karin Sander, Francesco Arena who have presented new projects conceived for the space.\u00a0Next exhibitions: Cesare Viel, Deimantas\u00a0Narkevicius, Jose Davila, Simon Fujiwara,\u00a0Pierre Huyghe, Rosa Barba, Adrian Paci,\u00a0&#8230;.<\/p>\n<p><span lang=\"EN-US\">December 3 &#8211; December 17, 2020<br \/>\nBase \/ Progetti per l\u2019arte<br \/>\nvia San Niccol\u00f2 18r \/ Firenze<br \/>\nThursday-Saturday 6-8pm | through the window<br \/>\nInfo: +39 3286927 778 | +39 3292298 348 | +39 347 7210222<br \/>\n<\/span><a href=\"mailto:info@baseitaly.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span lang=\"EN-US\">info@baseitaly.org<\/span><\/a><span lang=\"EN-US\"> \/\u00a0<\/span><a href=\"http:\/\/www.baseitaly.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/www.baseitaly.org&amp;source=gmail&amp;ust=1605274249927000&amp;usg=AFQjCNG_vQ6Jh7YyhhWd6Q_mUqU6JDT0-Q\"><span lang=\"EN-US\">www.baseitaly.org<\/span><\/a><span lang=\"EN-US\">\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Michael Snow Suoni di Snow Venerd\u00ec 13 novembre 2020 dalle ore 17:00 alle ore 19:00 Diretta streaming sul profilo Instagram di Base \/ Progetti per l&#8217;arte (base_progettiperlarte_firenze) English text below Base \/ Progetti per l&#8217;arte presenta il nuovo progetto del noto artista canadese Michael Snow, che compir\u00e0 92 anni il prossimo 10 dicembre, ideato appositamente &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=10802\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Michael Snow: Suoni di Snow a Base Progetti per l&#8217;arte&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":10803,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10802"}],"collection":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10802"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10802\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10806,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10802\/revisions\/10806"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10803"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10802"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10802"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10802"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}