{"id":184,"date":"2008-07-03T12:02:42","date_gmt":"2008-07-03T10:02:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/home\/?p=184"},"modified":"2015-05-27T15:22:02","modified_gmt":"2015-05-27T13:22:02","slug":"il-sentimento-della-natura-del-pittore-di-lucca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=184","title":{"rendered":"Il sentimento della natura del &#8220;pittore di Lucca&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>IL SENTIMENTO DELLA NATURA<br \/>\nNELL&#8217;OPERA DI ALFREDO MESCHI<\/strong><br \/>\n5 luglio &#8211; 14 settembre 2008<br \/>\nFondazione Ricci Onlus &#8211; Barga (LU)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.fondazionericcionlus.it\"> www.fondazionericcionlus.it<\/a><\/p>\n<p>La <strong>Fondazione Ricci Onlus<\/strong> inaugura sabato 5 luglio la mostra <em><strong>Il sentimento della natura nell&#8217;opera di Alfredo Meschi<\/strong><\/em> (Lucca 1905 &#8211; 1981) curata da Gioela Massagli e Giovanni Battista Meschi, allestita presso la Fondazione Ricci Onlus di Barga.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2008\/07\/lago-santo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"lago-santo\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2008\/07\/lago-santo-298x300.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>&#8220;&#8230; Posso dire di aver scoperto il paesaggio per la prima volta, e con emozione volta a volta diversa e sempre di rinnovata fascinazione, seguendo il Meschi nella sua ricerca appassionata e silenziosa, anzi dissimulata, del paesaggio dell&#8217;anima e dell&#8217;ora. Ed era il paesaggio della Lucchesia&#8230;&#8221;\u009d. <\/em>Cos\u00ec Carlo Ludovico Ragghianti, amico di Alfredo Meschi e frequentatore sin da giovane del suo studio, scrive nel catalogo che accompagnava la mostra dell&#8217;artista a Palazzo Mansi del 1979. E al paesaggio senza dubbio l&#8217;artista si \u00e8 dedicato tutta la vita, cercando di equilibrare, sempre secondo Ragghianti, fantasia e realt\u00e0, evidenziando una certa componente romantica, e non di rendere un&#8217;analisi della natura esclusivamente ottico-percettiva.<br \/>\nLa mostra ricostruisce attentamente l&#8217;attivit\u00e0 di questo particolarissimo artista, nato a Lucca nel 1905 dove visse fino alla sua morte nel 1981. Settanta opere circa documenteranno oltre quarant&#8217;anni della sua attivit\u00e0, analizzando le varie fasi del suo percorso artistico. Alfredo Meschi, chiamato non a caso &#8220;il pittore di Lucca per antonomasia&#8221; per i numerosissimi dipinti dedicati alla sua citt\u00e0 natale, ha raffigurato Lucca non solo nei suoi aspetti antichi e monumentali ma anche in quelli quotidiani, minori, inediti: dalle strade silenziose, alle chiese pi\u00f9 o meno note &#8211; San Giovanni, La chiesina della Rosa, San Frediano dalle mura &#8211; immerse in cieli luminosissimi o plumbei, dalla ricchezza di spazio e di luce delle mura, ai giardini incastonati tra le case &#8211; Orto Bottini, Orto Micheletti, Giardino botanico &#8211; fino alle molte vedute panoramiche sui tetti, eseguite dall&#8217;interno o dall&#8217;esterno dello studio nella torre medievale di San Gervasio.<br \/>\nUn&#8217;ampia sezione mostrer\u00e0 i dipinti dedicati alla Garfagnana, dove ogni anno, da giugno a settembre, a partire dagli anni Cinquanta, Meschi si trasferiva, trovandovi qualcosa di prezioso e consono alla sua sensibilit\u00e0: l&#8217;autenticit\u00e0 di un ambiente umano conservatosi intatto &#8211; come scrive la curatrice Gioela Massagli -, testimoniato soprattutto da un gran numero di interni, con effetti di controluce molto insistiti e armonie di colori caldi e vellutati.<\/p>\n<p>Formatosi presso l&#8217;Istituto di Belle Arti tra 1921 e 1924, Alfredo Meschi segu\u00ec l&#8217;insegnamento del paesaggista Alceste Campriani, il quale, arrivato a Lucca da Napoli nel 1900 con l&#8217;incarico di professore di pittura, determin\u00f2 l&#8217;immissione, in un ambiente artistico estremamente conservatore, dell&#8217;esperienza figurativa della Scuola di Resina, gruppo di veristi napoletani al quale Campriani aveva partecipato tra 1862 e 1869. Circa sessant&#8217;anni pi\u00f9 tardi, nel 1924, anche Meschi soggiorner\u00e0 a Napoli, proseguendo la sua formazione sotto la guida dell&#8217;altra figura importante della sua educazione artistica, il pittore Gennaro Villani, attivo nella prima met\u00e0 del Novecento e titolare, negli anni Venti, della cattedra di paesaggio e figura all&#8217;Istituto di Belle Arti di Lucca.<br \/>\nNei dipinti ad olio di questo primo periodo &#8211; <em>Veduta del porto di Napoli, Interno, Primo sole sulle Apuane, Ritratto della sorella Anna <\/em>&#8211; dalla pennellata densa e dal colore espressivo, si coglie l&#8217;interesse di Meschi per le ricerche postmacchiaiole primo novecentesche, suggestione presto superata a favore di una stesura pittorica sfumata e atmosferica, incoraggiata dalla \u00e2\u20ac\u0153scoperta\u00e2\u20ac\u009d del pastello, tecnica predominante a partire dagli anni Trenta.<br \/>\nDella fine degli anni Venti molti sono anche i dipinti in cui Meschi raffigura soggetti lacustri come il bellissimo Lago Santo o il fiume Serchio.<br \/>\nVivace, a partire da questo periodo, fu anche l&#8217;attivit\u00e0 espositiva, anche se, schivo quale era, raramente frequentava i luoghi d&#8217;incontro tipici degli intellettuali dell&#8217;epoca. Partecip\u00f2 a numerose collettive nazionali e molte furono le mostre personali allestite. Non tardarono ad arrivare anche i primi riconoscimenti ufficiali da parte della critica come il premio conferitogli alla<em><strong> mostra Nazionale Mentana di Milano <\/strong><\/em>(1929) o <em><strong>il premio Caselli<\/strong><\/em> vinto con L<em>a via della selva<\/em> nel 1932.<br \/>\nNel secondo dopoguerra assistiamo ad un mutamento progressivo dello stile di Alfredo Meschi: vivaci e decisi accostamenti cromatici lasciano spazio ad un colorismo vivo ma attenuato, che si fonde nella visione d&#8217;insieme, mentre solo alcuni tocchi pi\u00f9 netti emergono dall&#8217;impasto morbido e soffice del fondo. Si vedano ad esempio <em>Veduta romana (Aventino)<\/em>, del novembre del 1945, i frequenti paesaggi della Valfreddana e i quadri dedicati alla Garfagnana.<br \/>\nRaramente Meschi si \u00e8 allontanato dalla sua citt\u00e0 natale, se si escludono i brevi viaggi che ci hanno regalato le vedute di Venezia, Roma, Napoli, i paesaggi maremmani e liguri. Ha preferito dipingere quotidianamente, per oltre cinquant&#8217;anni, con la semplicit\u00e0 e la seriet\u00e0 che gli erano propri, i luoghi che conosceva sin dall&#8217;infanzia. Ed \u00e8 l&#8217;amore per il volgere dolce e immutabile delle stagioni, per le variazioni delle luci e del cielo, per l&#8217;aspetto cos\u00ec familiare eppure sempre nuovo che i tetti e i colli lucchesi assumevano sotto i suoi occhi che ha permesso ad Alfredo Meschi, anche nella sua attivit\u00e0 pi\u00f9 tarda di mantenere uno sguardo limpido e fresco sulla realt\u00e0 quotidiana.<\/p>\n<p>La mostra rimarr\u00e0 aperta fino al 14 settembre 2008, ed \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da Edizioni ETS, introduzione di Umberto Sereni, testo di Gioela Massagli, e nota biografica di Giovan Battista Meschi.<\/p>\n<p><strong>La Fondazione Ricci Onlus<\/strong><br \/>\nLa Fondazione nasce a Barga, in provincia di Lucca il 5 settembre del 1990 per volere dell&#8217;imprenditore Giovanni Mario Ricci, ha tra i suoi scopi statutari la promozione di iniziative culturali, il recupero, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio ambientale ed artistico della Media ed Alta Valle del Serchio e la realizzazione di azioni ed opere a carattere sociale ed umanitario.<br \/>\nNegli oltre quindici anni di attivit\u00e0, la Fondazione Ricci si \u00e8 affermata come punto di riferimento culturale per la realizzazione di iniziative importanti come mostre, concerti, conferenze, presentazioni di libri, restauri di opere d&#8217;arte e monumenti, proprie pubblicazioni.<br \/>\nIn particolare, per la valorizzazione della cultura e dell&#8217;arte esistenti nella Valle del Serchio, la Fondazioni Ricci ha realizzato le mostre, e i rispettivi cataloghi, dedicati agli artisti: &#8220;<em>Alberto Magri- Un pittore del &#8216;900&#8243;<\/em>(1996), <em>&#8220;Elisabeth Chaplin&#8221;\u009d <\/em>(1997), <em>&#8220;G.Battista Santini&#8221;<\/em>(1998), Mino Maccari <em>&#8220;I Selvaggi della Lucchesia: Mino Maccari a Barga&#8221;\u009d <\/em>(2000); G.Siccardi<em> &#8220;Omaggio a Giovanni Pascoli&#8221;\u009d <\/em>(2001); <em>&#8220;John Bellany nella Valle del Serchio: a new provence&#8221;\u009d <\/em>(2000); Angelo Roberto Fiori <em>&#8220;Phatosformel&#8221;<\/em> (2003); Nicholas Swietlan Kraczyna <em>&#8220;40 anni di Icaro 1962-2002&#8221; <\/em>(2003); <em>&#8220;Cesare Puccinelli&#8221;\u009d<\/em> (2004); Antonio Possenti <em>&#8220;Lo zoo dell&#8217;anima. Gli animali nella poesia di Giovanni Pascoli&#8221;\u009d<\/em> (2005); <em>&#8220;Adolfo Balduini nel Novecento Toscano&#8221;<\/em> ( 2006).<br \/>\nTra le pubblicazioni edite dalla Fondazione Ricci ricordiamo: <em>&#8220;Trent&#8217;anni di poesie di Emma Agostini&#8221;<\/em> (1991); <em>&#8220;Barga tra storia e leggenda&#8221;<\/em> di Giancarlo Marroni (1993); &#8220;<em>Un antico comune nello stato Italiano. Classe dirigente e amministrazione locale a Barga (1865-1885)&#8221; <\/em>di Anna Rita Grandini (1994); <em>&#8220;Caro Giovanni&#8230;&#8221; <\/em>di Gualtiero Pia (1995); <em>&#8220;La Rocca delle Verrucole&#8221;<\/em> di Manuele Bellonzi (1996); &#8220;<em>Castelvecchio Pascoli. La casa del poeta. Ricordi e presenze&#8221;<\/em> di Gian Luigi Ruggio (1997); <em>&#8220;Storia del teatro dei Differenti&#8221;<\/em> di Antonio Nardini (1998); <em>&#8220;Barga in cartolina&#8221;<\/em> a cura di Antonio Nardini ( 2003);<em> &#8220;Le ricette di Marilena. I sapori della Garfagnana&#8221;<\/em> di Marilena Bonugli (2004); <em>&#8220;Garfagnana. Vita nelle valli incantate&#8221;<\/em> di Giancarlo Cerri ( 2005) e <em>&#8220;Fra briciole e ricordi&#8221;<\/em> di Tedice Santini (2006).<br \/>\nLa voce ed il sostegno della Fondazione Ricci si sono fatte sentire anche verso coloro che si trovano in condizioni di particolare necessit\u00e0 e che, pi\u00f9 di altri, hanno avuto bisogno dell&#8217;amore, della solidariet\u00e0 e del rispetto del prossimo. Tutto ci\u00f2 rientra nella precisa volont\u00e0 del fondatore Giovanni Mario Ricci, scomparso alcuni anni fa, il quale credeva fermamente &#8220;che un mondo senza solidariet\u00e0 sarebbe un mondo nel quale non vorremmo vivere&#8221;.<\/p>\n<p><strong>IL SENTIMENTO DELLA NATURA<\/strong><br \/>\n<strong> NELL&#8217;OPERA DI ALFREDO MESCHI (Lucca 1905 &#8211; 1981)<\/strong><br \/>\n5 luglio &#8211; 14 settembre 2008<br \/>\nFondazione Ricci Onlus<br \/>\nVia Roma, 20 &#8211; 55051 Barga (Lu)<br \/>\nTel. 0583 724357 &#8211; Fax 0583 724921<br \/>\n<a href=\"mailto:fondricci@iol.it\" target=\"_blank\">fondricci@iol.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.fondazionericcionlus.it\" target=\"_blank\">www.fondazionericcionlus.it<\/a><br \/>\n<strong>orario apertura mostra:<\/strong>15,30 &#8211; 19,30 escluso il lunedi<br \/>\n<strong>costo biglietto:<\/strong> ingresso gratuito, offerto dalla Fondazione Ricci Onlus per la conoscenza dell&#8217;arte e della cultura della Valle del Serchio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL SENTIMENTO DELLA NATURA NELL&#8217;OPERA DI ALFREDO MESCHI 5 luglio &#8211; 14 settembre 2008 Fondazione Ricci Onlus &#8211; Barga (LU) www.fondazionericcionlus.it La Fondazione Ricci Onlus inaugura sabato 5 luglio la mostra Il sentimento della natura nell&#8217;opera di Alfredo Meschi (Lucca 1905 &#8211; 1981) curata da Gioela Massagli e Giovanni Battista Meschi, allestita presso la Fondazione &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=184\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Il sentimento della natura del &#8220;pittore di Lucca&#8221;&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":7705,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[38],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/184"}],"collection":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=184"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/184\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7697,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/184\/revisions\/7697"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}