{"id":1899,"date":"2011-09-26T17:12:16","date_gmt":"2011-09-26T16:12:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/home\/?p=1899"},"modified":"2013-01-05T11:08:19","modified_gmt":"2013-01-05T09:08:19","slug":"tredici-fotografi-per-la-tethys-gallery","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=1899","title":{"rendered":"Tredici fotografi per la Tethys Gallery"},"content":{"rendered":"<p><strong>tethys gallery<\/strong><br \/>\n<strong> Fine Art Photography<\/strong><strong><br \/>\nBabele: Non pervenuta<br \/>\n<\/strong>27 settembre &#8211; 22 ottobre 2011<strong><\/p>\n<p>Inaugurazione:<br \/>\nmarted\u00ec 27 settembre, ore 18.30<br \/>\nFirenze, Via Maggio 58 r <\/strong><\/p>\n<p><strong>tethys gallery Fine Art Photography <\/strong>inaugura marted\u00ec 27 settembre <strong>Babele: non pervenuta<\/strong>, una mostra che raccoglie il lavoro di 13 fotografi: oltre ai tre fondatori di <em>Atlantide Phototravel<\/em>, Stefano Amantini, Massimo Borchi e Guido Cozzi, ci saranno Lucia Baldini, Daniele Falletta, Carlo Gianferro, , Marco Paoli, Pastis alias Marco e Saverio Lanza Harri Peccinotti, Sandro Santioli, Alessandro Sardelli, Sandro Vannini e Fabio Zonta. <!--more--><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=3544\" rel=\"attachment wp-att-3544\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"lucia_baldini\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/lucia_baldini-300x298.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"298\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 passato un anno da quando <strong>tethys gallery<\/strong> ha aperto ufficialmente a Firenze. E oggi con <strong>Babele: non pervenuta<\/strong> riassume, attraverso le immagini degli artisti invitati, la ricerca sulla fotografia contemporanea intrapresa in questo breve periodo. Unica galleria privata in citt\u00e0 ad occuparsi esclusivamente di questo settore, <strong>tethys<\/strong> ospita in quest\u2019occasione alcuni fotografi che gi\u00e0 hanno esposto nei suoi spazi, sia in personali che all\u2019interno di collettive, e altri che vi approdano invece per la prima volta. Tutte queste opere andranno a far parte della ricca collezione che la galleria sta via via costruendo.<br \/>\nIn questa esposizione, la diversit\u00e0 degli stili e dei temi affrontati dar\u00e0 vita ad una Babele di linguaggi fotografici solo apparente, il cui disegno apparir\u00e0 chiaro a mano a mano che la somma delle opere andr\u00e0 a formare un compendio significativo della fotografia contemporanea. Oltre alle opere fotografiche, sar\u00e0 presentato anche un video realizzato a quattro mani dai fratelli Marco e Saverio Lanza.<\/p>\n<p><strong>I fotografi di Babele<\/strong><\/p>\n<p><strong>Stefano Amantini<\/strong>, fondatore nel 1991, con Massimo Borchi e Guido Cozzi, di <em>Atlantide Phototravel<\/em>, agenzia fotografica specializzata nel reportage di viaggio, \u00e8 presente in questa collettiva con alcuni scatti di <em>Whit<\/em>e, un progetto dedicato ai paesaggi invernali delle Dolomiti, alla fobia del bianco che le fitte nevicate comunicano, alla forza e alla fragilit\u00e0, due concetti apparentemente in antitesi, che al tempo stesso questi paesaggi trasmettono. Nata nell\u2019inverno del 2009, nel momento in cui queste montagne sono state nominate patrimonio dell\u2019Unesco, la serie conta attualmente oltre quaranta immagini, che saranno raccolte in futuro in un volume.<\/p>\n<p><strong>Lucia Baldini<\/strong>, fotografa toscana, da sempre porta avanti un suo progetto di ricerca legato all\u2019onirico. Ha lavorato per oltre 12 anni con Carla Fracci e ha collaborato con festival e compagnie di teatro, danza e musica. Si \u00e8 lasciata coinvolgere dalla cultura del tango che l\u2019ha portata a realizzare quattro libri e grazie all\u2019incontro con Carlo Mazzacurati si \u00e8 appassionata al mondo del cinema. Le foto esposte da<strong> tethys<\/strong> appartengono alla sua <em>Tangomal\u00eca<\/em>. Di tutte le musiche del Novecento \u2013 \u00e8 stato detto \u2013 la pi\u00f9 consolatoria \u00e8 il tango, perch\u00e9 il suo finale \u00e8 una certezza. E forse sta davvero qui il senso di questa seduzione lunga un secolo. Su questa mal\u00eca, i suoi miti, il suo linguaggio, il suo rapporto con la danza, la musica e la poesia, si muovono le foto di Lucia Baldini.<\/p>\n<p><strong>Massimo Borchi<\/strong>, fondatore di <em>Atlantide Phototravel<\/em>,\u00a0inizia la sua carriera professionale nel 1987 collaborando con testate italiane ed internazionali e realizzando libri fotografici, pubblicati in numerosi paesi. Negli ultimi anni la sua attenzione si focalizza principalmente sulle realt\u00e0 urbane. Nella mostra vengono esposte alcune opere tratte da <strong>POSTMETROPOLIS<\/strong>, un work in progress che analizza 15 megalopoli contemporanee. Il lavoro vuole interpretare i cambiamenti architettonici e paesaggistici causati dal repentino inurbamento di milioni di persone. Le immagini\u00a0 prendono forma dal territorio fotografato, alla ricerca di segni comuni e facendo provocatoriamente emergere in citt\u00e0 spesso lontanissime tra loro le stesse tracce, contraddizioni, visioni.<\/p>\n<p><strong>Guido Cozzi<\/strong>, il terzo dei fondatori di <em>Atlantide<\/em>, fin da giovanissimo si appassiona alla fotografia, che diventa la sua professione nel 1987. Per l&#8217;editoria specializzata ha realizzato centinaia di servizi fotografici di carattere geografico, etnografico e turistico. Oggi alterna campagne fotografiche per i grandi archivi internazionali, a ricerche personali sul territorio, nelle quali sperimenta diversi stili narrativi. Per <strong>BABELE: non pervenuta<\/strong> sceglie alcune immagini di<strong> Botteghe<\/strong>, una testimonianza sullo stato dell\u2019artigianato fiorentino all&#8217;inizio del terzo millennio, tra eccellenza e fragilit\u00e0. Il progetto consiste nel documentare metodicamente e con stile rigoroso i luoghi di lavoro degli artigiani nella loro quotidianit\u00e0, senza nessuna manipolazione di oggetti o luci. L&#8217;artigiano \u00e8 assente, anche se se ne intuisce la presenza, la bottega \u00e8 vuota, silenziosa testimone della graduale rarefazione dei lavori tradizionali e, con loro, della secolare cultura del \u201csaper fare\u201d.<\/p>\n<p><strong>Daniele Falletta<\/strong>, giovane fotografo fiorentino, ha lavorato nel campo della moda e della pubblicit\u00e0. Accanto a questa professione, ha intrapreso un percorso artistico rivolto al paesaggio e agli aspetti del quotidiano che l\u2019ha portato a sviluppare due progetti in particolare:<em> Linea di confine<\/em> e <em>Sotto Controllo<\/em>. Nel primo affronta l\u2019aspetto naturalistico e i grandi spazi, evidenziando la maestosit\u00e0 dei paesaggi, dove l\u2019orizzonte \u00e8 protagonista e traccia una linea di confine che determina gli equilibri tra cielo, mare e terra, elementi la cui stabilit\u00e0 \u00e8 fondamentale per garantire la continuit\u00e0 e lo sviluppo dell\u2019uomo e della natura. Il secondo, invece, nasce da una riflessione sulla vita quotidiana, in cui ogni nostra azione \u00e8 sorvegliata e monitorata senza il nostro consenso e spesso senza la nostra consapevolezza. L\u2019evoluzione tecnologica ha permesso e intensificato le possibilit\u00e0 di controllo sulla vita delle persone: comunicazioni telefoniche, internet, telecamere di sorveglianza, tutto \u00e8 un potenziale occhio che ci spia. Il progetto fotografico, trasforma persone comuni, immerse nel loro quotidiano, in protagonisti inconsapevoli di queste immagini.<\/p>\n<p><strong>Carlo Gianferro<\/strong>, romano, \u00e8 un fotografo da sempre attento ai temi sociali legati alle minoranze etniche, alle persone e alle comunit\u00e0 pi\u00f9 indifese che ritrae nei loro ambienti domestici con stile rigoroso e inconfondibile. I suoi lavori hanno ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali tra i quali il 1\u00b0 premio nella categoria <em>Ritratto<\/em> al World Press Photo 2009. <em>Gypsy Interiors<\/em> \u00e8 una raccolta di ritratti realizzati tra gli zingari delle comunit\u00e0 Moldave e Rumene che raccontano l&#8217;intimit\u00e0 quotidiana di queste allegre, esuberanti, rumorose persone. E&#8217; un ritratto corale, collettivo di un popolo che vuole mostrare di essere riuscito a trovare e costruire finalmente un posto e un futuro degno all&#8217;interno della nostra societ\u00e0 senza perdere i valori tramandati verbalmente e con il cuore dai propri antenati.<\/p>\n<p><strong>Marco Paoli<\/strong>, artista che vive e lavora a Firenze, espone alcune opere tratte dal progetto <em>Ballads<\/em>, costituito da una serie di immagini ottenute attraverso procedimenti di sovrapposizione di immagini fotografiche e pittoriche. Multiesposizioni e altre tecniche contribuiscono a ridefinire l\u2019immagine di partenza \u2013 spesso una fotografia di viaggio \u2013 modificandola con successive stratificazioni, velature, ossidazioni fino a farle perdere ogni legame con la realt\u00e0 iniziale per assumere nuova vita e significato. Come scrive, Philippe Daverio, a proposito di <em>Ballads<\/em>,\u201c\u2026Sarebbe sbagliato considerare le immagini di Marco Paoli al pari delle sovrapposizioni che ricercava la fotografia d\u2019avanguardia negli anni futuristi di Bragaglia, quando si tentava con la pellicola unica di inseguire il movimento, senza tenere conta del fatto che la pellicola molteplice in successione stava gi\u00e0 inventando la cinetica del cinema. \u00c8 pi\u00f9 vicino, il lavoro di Paoli, agli esperimenti parigini del surrealismo quando la coesistenza delle immagini sulla medesima carta apriva la mente a una dimensione che si doveva sviluppare in un\u2019altra realt\u00e0. Ma il suo lavoro \u00e8 sostanzialmente un tentativo ben riuscito di giocare con la confusione della memoria, e come tale \u00e8 un autentico esercizio poetico\u201d.<\/p>\n<p><strong>Pastis<\/strong> \u00e8 un progetto nato dalla collaborazione di Marco e Saverio Lanza, al quale lavorano insieme dal 2005. Marco \u00e8 fotografo, collabora con agenzie e redazioni internazionali, ha esposto in varie mostre in Italia e all\u2019estero, tra le quali al Metropolitan Museum di New York e alla West Zone Gallery di Londra, e ha pubblicato con West Zone Publishing di Londra il libro \u201cThe Living Dead\u201d. Saverio \u00e8 musicista, ha scritto musiche per pubblicit\u00e0, cortometraggi e per i quattro album della band di cui era cantante e chitarrista. Ha lavorato come arrangiatore e produttore per vari artisti italiani e ha realizzato alcuni album.<br \/>\nMentre Marco gi\u00e0 appendeva fondali nelle citt\u00e0, in spiaggia, nei musei, nelle vetrine, davanti ai quali camminano passanti, inconsapevoli protagonisti di un set fotografico, Saverio registrava le voci e i suoni della strada, di barboni e di immigrati, dando ad essi la sua dimensione musicale, rendendoli anche qui involontari protagonisti. Un modo comune di vedere la realt\u00e0 che ha permesso a due mestieri diversi di fondersi in una forma espressiva a quattro mani: Pastis. Ne esce una finestra sul mondo ricca di stupore, emozione e\u00a0senso dell&#8217;umorismo che denota un&#8217;autentica simpatia per l&#8217;umanit\u00e0 e la leggerezza di chi sa scrutare per pura curiosit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Harri Peccinotti<\/strong> \u00e8 il fotografo inglese che, a partire dagli anni Sessanta, ha rivoluzionato per sempre la rappresentazione del corpo femminile. Fu il primo ad utilizzare modelle nere per i suoi scatti e, in un celebre calendario Pirelli del 1968, ambientato sull\u2019isola tunisina di Djerba, per la prima volta fotograf\u00f2 il capezzolo di una donna. Personaggio profondamente eclettico, Harri Peccinotti fu musicista, ideatore di copertine discografiche e letterarie, reporter, art director (tra gli altri di Flair e Vanity Fair), pioniere e trendsetter. La sua storia \u00e8 raccontata nel libro &#8220;H.P. Harri Peccinotti\u201d, pubblicato nel 2008 da Damiani Editore. <strong>tethys gallery<\/strong> ha ospitato lo scorso giugno una personale di Peccinotti, un excursus dei suoi 40anni di carriera, che ha riscosso un grande successo di stampa e di pubblico.<\/p>\n<p><strong>Sandro Santioli<\/strong> \u00e8 uno dei fotografi italiani pi\u00f9 conosciuti e apprezzati nella fotografia di paesaggio, anche se nel corso della sua lunga carriera si \u00e8 occupato anche di reportage e fotografia creativa. Ha realizzato oltre 40 mostre personali in Italia, Germania, Francia, Repubblica Ceca, Svizzera e Stati Uniti e partecipato a numerose collettive.<br \/>\n<em>Iceland from above<\/em>, realizzato tra l\u2019estate del 2009 e quella del 2010, \u00e8 uno spettacolare ritratto dell\u2019Islanda dall\u2019alto. Le immagini di Santioli testimoniano l&#8217;unicit\u00e0 di un\u2019isola, dove il paesaggio sembra quello del giorno della creazione.<\/p>\n<p><strong>Alessandro Sardelli<\/strong>, nato a Firenze, vive e lavora a Mercatale Val di Pesa. Decoratore da quattro generazioni, dopo una lunga esperienza pittorica si avvicina alla fotografia, proseguendo con questo mezzo il suo percorso artistico. In <em>Citt\u00e0 nuova<\/em>, serie fotografica ispirata dal desiderio di riappropriamento dell&#8217;esperienza e della tradizione, l&#8217;artista studia minuziosamente le componenti dell&#8217;architettura fiorentina per poi ripresentarle in composizioni, citt\u00e0 nuove appunto, che non perdono di vista l&#8217;identit\u00e0 storica della citt\u00e0 e che quindi non si abbandonano alla globalizzazione dell&#8217;architettura contemporanea.<\/p>\n<p><strong>Sandro Vannini<\/strong>, fotografo professionista dal 1980, vive tra Viterbo ed Il Cairo.?Dopo aver spaziato dai reportage di illustrazione a quelli etnografici, dall\u2019architettura alla montagna, ed aver visto il suo lavoro pubblicato sulle riviste di maggior prestigio, ha iniziato nel 1997 uno straordinario lavoro di documentazione del patrimonio archeologico egiziano che forma oggi il pi\u00f9 vasto archivio di immagini sull\u2019Egitto a livello mondiale.? <em>A secret voyage <\/em>rappresenta la sintesi di questo enorme lavoro di ricerca e documentazione dove le pi\u00f9 avanzate tecnologie digitali, tra cui ricostruzione virtuale e filmati video, rappresentano la nuova frontiera per narrare e descrivere i misteri e gli splendori del periodo faraonico, le forme dell\u2019arte copta ed il fascino dell\u2019arte islamica, fino alle contraddizioni dell\u2019Egitto contemporaneo.?Insieme al celebre archeologo Zahi Hawass, Sandro Vannini ha realizzato una serie di libri fotografici pubblicati in tutto il mondo, quali <em>The Royal Tombs of Thebes<\/em>, <em>Tutankhamon, Lost Tombs of Thebes<\/em> e, appunto, <em>A Secret Voyage<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Fabio Zonta<\/strong>, nella sua pluridecennale carriera di fotografo, si \u00e8 occupato di architetture e oggetti di design, oltre che della documentazione del lavoro di artisti italiani e stranieri, fino ad approdare negli ultimi anni ad una personale ricerca sul tema dell\u2019atomismo democriteo.<br \/>\nLe immagini di Zonta si concentrano sulla ripresa ravvicinata degli elementi naturali che sembrano rappresentare al meglio il continuo esaurirsi e rigenerarsi della vita nei processi riproduttivi. <em>Cactus, Paeoniae e Chrysantema<\/em> sono i titoli eloquenti delle serie di fotografie dedicate ai fiori omonimi, tutti immortalati nel fugace istante che separa la massima fioritura dal successivo appassimento, mentre in Levit\u00e0 fanno la loro comparsa i soffioni, ancor pi\u00f9 effimeri nella loro inconsistenza. Zonta rappresenta i suoi soggetti con una precisione scientifica, gli elementi naturali sono predisposti per un\u2019analisi rigorosa da parte di uno sguardo che s\u2019interroga sui processi della natura. L\u2019oggetto si colloca sempre in posizione di primissimo piano rispetto all\u2019obiettivo, che nel singolo istante dello scatto ne restituisce l\u2019infinita complessit\u00e0 costitutiva, con una definizione cristallina.<\/p>\n<p><strong>tethys gallery<\/strong><br \/>\n<strong> Fine Art Photography<\/strong><strong><\/strong><br \/>\nVia Maggio 58r &#8211; 50125 Firenze<br \/>\nTel. +39 055 2286064 &#8211; Fax +39 055 2286057<br \/>\n<a href=\"mailto:info@tethysgallery.com\">info@tethysgallery.com<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.tethysgallery.com\" target=\"_blank\">www.tethysgallery.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Orario:<\/strong><br \/>\nLuned\u00ec &#8211; Venerd\u00ec dalle 9 alle 19<br \/>\nSabato dalle 15 alle 19<\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa:<\/strong><br \/>\nDavis &amp; Franceschini<br \/>\nTel. +39 055 2347273 &#8211; Fax +39 055 2347361<br \/>\n<a href=\"mailto:davis.franceschini@dada.it\" target=\"_blank\">davis.franceschini@dada.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.davisefranceschini.it\" target=\"_blank\">www.davisefranceschini.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>tethys gallery Fine Art Photography Babele: Non pervenuta 27 settembre &#8211; 22 ottobre 2011 Inaugurazione: marted\u00ec 27 settembre, ore 18.30 Firenze, Via Maggio 58 r tethys gallery Fine Art Photography inaugura marted\u00ec 27 settembre Babele: non pervenuta, una mostra che raccoglie il lavoro di 13 fotografi: oltre ai tre fondatori di Atlantide Phototravel, Stefano Amantini, &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=1899\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Tredici fotografi per la Tethys Gallery&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3544,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[40,88],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1899"}],"collection":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1899"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1899\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3546,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1899\/revisions\/3546"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3544"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}