{"id":2238,"date":"2011-12-09T00:40:37","date_gmt":"2011-12-08T23:40:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/home\/?p=2238"},"modified":"2013-01-02T16:02:06","modified_gmt":"2013-01-02T14:02:06","slug":"se-dal-web-al-divano-di-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=2238","title":{"rendered":"SE, dal web al divano di casa"},"content":{"rendered":"<p><em><\/em><strong>Creazioni uniche in ordine casuale<\/strong><br \/>\n<em>Vogliamo intercettare il bello, non la tendenza<\/em><br \/>\n<strong>dal 3 dicembre su <a href=\"http:\/\/www.seproject.it\" target=\"_blank\">www.seproject.it<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Dal web al divano di casa, questa \u00e8 la sfida che <strong>Simona Cima<\/strong> e <strong>Elisabetta Cervelli<\/strong>, stanno costruendo. Nasce <strong>SE<\/strong> (come Simona e Elisabetta) un modo diverso di\u00a0 integrare unicit\u00e0, proposte esclusive, ecommerce e case private dal 3 dicembre disponibile online &#8211; con gli scatti di <strong>Giuseppe di Piazza<\/strong> e di <strong>Marco Lanza<\/strong>, le creazioni uniche di <strong>Luca<\/strong>, artigiano estrosissimo di Santo Spirito, tessili provenienti dall\u2019Anatolia e i prezioni caftani di <strong>Diana Tramontano<\/strong> per TYCI. <!--more--><\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/home\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Candelabro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Candelabro\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/home\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/Candelabro-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" \/><\/a><\/em><\/p>\n<p>Ma cos&#8217;\u00e8 SE? SE \u00e8 un Cube, un portale di ecommerce attraverso il quale verranno presentati\u00a0 prodotti\u00a0 unici.\u00a0 Proporr\u00e0 oggetti esclusivi o disponibili in edizioni limitate: arte, moda e design, creazioni\u00a0 artigianali,\u00a0 cercati prima di tutto con l\u2019istinto, e poi offerti in modo\u00a0 innovativo.\u00a0 Intanto si deve dire che \u00e8 guidata da un elemento che \u00e8 il contrario della inamovibilit\u00e0, del limite e della rigidit\u00e0: \u00e8 il caso. Cos\u00ec come \u00e8 stato casuale l\u2019incontro tra Simona e Elisabetta,\u00a0 cos\u00ec sar\u00e0 il caso a creare i percorsi che portano agli oggetti, alle cose.<br \/>\n\u201cLa Rete \u2013 spiega Simona Cima &#8211; per il nostro progetto, \u00e8 un luogo ideale.\u00a0 In Rete non esistono limiti alle idee, alla ricerca e allo scambio. Ma l\u2019incontro tra SE e il suo pubblico non avverr\u00e0 solo sul web, vogliamo qualcosa in pi\u00f9. Abbiamo scelto anche case private in cui verranno esposti i nostri pezzi unici e dove il dialogo tra chi crea e chi vuole conoscere pu\u00f2 avere un ritmo pi\u00f9 intenso e intimo. \u201c<br \/>\n\u201cI nostri eventi \u2013 sostiene Elisabetta Cervelli &#8211; e di conseguenza il nostro lavoro, saranno il risultato di un\u2019intensa attivit\u00e0 di scouting che seguir\u00e0 una nostra linea sperimentale di ricerca, innovazione e unicit\u00e0. Vogliamo intercettare il bello, non la tendenza.\u201d<br \/>\nE\u2019 uno dei punti di forza della societ\u00e0: non avere un rigido personal style ma, esercitare, invece, una percezione continua, e avviare un dialogo tra l\u2019oggetto trovato o cercato e il suo destinatario o committente. Per questo motivo SE in Rete dovr\u00e0 avere la stessa valenza della SE a casa di\u2026..\u00a0 e viceversa. Insomma SE unir\u00e0 la ricerca pi\u00f9 indifferenziata, a tutto\u00a0 tondo, in ogni angolo del globo, e la richiesta pi\u00f9 privata, pi\u00f9 intima, di \u2018una persona\u2019 per la propria casa.<\/p>\n<p>SE presenta i suoi pezzi unici:<br \/>\n<strong>Giuseppe di Piazza<\/strong><br \/>\nSE presenta quattro lavori &#8211;<em> A1 settembre rossa \/ A1 doppio tir \/ Tangenziale Ovest \/ Geometrie A1 <\/em>&#8211; che fanno riferimento al progetto della mostra, appena chiusasi alla Galleria Barbara Frigerio Contemporary Art di Milano, \u201cIo non sono padano\u201d. Sono, in effetti, un tribute di un palermitano che attraversa la pianura Padana in corsa, fermando immagini di alberi, macchine, camion che sfrecciano in autostrada, alla nebbia impalpabile e incolore del nord. Le fotografie di Giuseppe Di Piazza sono realizzate su carta <em>Arches<\/em> della cartiera Canson, cotone 100%, con certificazione <em>Fine-Art Gicl\u00e9e<\/em>. La stampa \u00e8 stata eseguita da \u201cSpazio 81\u201d di Milano. La certificazione <em>Fine Art<\/em> di ogni opera \u00e8 garantita dalla<em> Fine Art Guild<\/em> di Londra, di cui <em>Spazio 81<\/em> \u00e8 il solo membro italiano accreditato. Di ogni stampa, la certificazione garantisce qualit\u00e0 e durata museale.<br \/>\nGiuseppe Di Piazza \u00e8 nato a Palermo nel 1958. Ha cominciato a fare il giornalista nel 1979 e, nove anni prima, a fotografare. Ha lavorato come cronista a Palermo occupandosi di mafia per il quotidiano <em>L\u2019Ora<\/em>, poi \u00e8 passato a Roma, dove ha lavorato prima a <em>Reporter<\/em> e poi per quindici anni al <em>Messaggero<\/em>. Dal 2000 \u00e8 a Milano dove ha diretto l\u2019agenzia <em>Agr<\/em>, il mensile <em>Max<\/em> e da quattro anni il settimanale del <em>Corriere della Sera, Sette<\/em>. E\u2019 sposato, ha tre figli, va in motocicletta.<br \/>\n<strong>Marco Lanza<\/strong><br \/>\nCi saranno le immagini inedite di <em>Riproduzione vietat<\/em>a (2011), che nascono dall&#8217;analisi del testo di vecchie cartoline postali. L&#8217;osservazione si concentra su parti del testo da isolare ed evidenziare. In questo caso l&#8217;evidenziatore \u00e8 una post-produzione che funziona da bianchetto, che cancella tutto, lasciando una riflessione nella posizione in cui \u00e8 stata scritta e una dicitura comune a tutte le cartoline: <em>Riproduzione vietata<\/em>.<br \/>\nMarco Lanza nasce a Firenze nel 1957. Nel 1975, da autodidatta, intraprende l&#8217;attivit\u00e0 di fotografo dedicandosi prevalentemente alla fotografia di moda e pubblicitaria in genere, collaborando con agenzie e riviste internazionali. A partire dagli anni &#8217;90 inizia ad esporre i propri lavori artistici in mostre personali e collettive. Nel 2000 la West Zone Publishing pubblica il libro fotografico <em>The Living Dead<\/em> sulla Cripta dei Cappuccini. Nel 2005, sotto lo pseudonimo di Pastis, inizia la collaborazione con suo fratello Saverio, musicista, su un progetto di video arte.<br \/>\n<strong>Caftani &#8211;\u00a0 Trust Your Crazy Ideas <\/strong><br \/>\nImportante capo d&#8217;abbigliamento, dal Nord Africa all&#8217;Asia, era il carattere distintivo dello stato sociale di chi lo indossava. <em>Trust Your Crazy Ideas<\/em> interpreta il Caftano come una sfida creativa importante, che mantiene armonico il contrasto fra passato e presente. L\u2019idea prende forma nel corso dell&#8217;esperienza professionale di Diana Tramontano, consulente di Gucci e di Dolce e Gabbana e si concretizza attraverso l&#8217;incontro con Laura Rossi, cool hunter, e Marco Contiello, stilista napoletano con Atelier d&#8217;Alta Moda a Firenze. SE presenta due Caftani della preziosa collezione TYCI:<br \/>\n<strong>n. 17<\/strong> Capo realizzato in doppio crepe di seta 100%, manica a scasso in crepe di seta, polsini ricamati con miyuky giapponesi in vetro. Il ricamo centrale \u00e8 fatto a mani con miyuky e swarovski.<br \/>\n<strong>n. 08<\/strong> Tunica con base georgette seta 100%. \u00c8 realizzata con 1500 tasselli di fili in seta e viscosa fatti a mano uno per uno e poi applicati a mano. Pav\u00e8 di miyuky ricamate a mano sulla parte alta.<\/p>\n<p><strong>Candelabri e lanterne<\/strong><br \/>\nSembrano fatti di un solo elemento, ma a ben guardare, i candelabri e la grande lanterna proposti da SE, nascono dai residui di restauri lontani nel tempo, e sono costruiti sapientemente da frammenti che presi singolarmente non avrebbero identit\u00e0, ma che una volta assemblati dall\u2019occhio raffinato ed esperto di Luca e Alessandra acquisiscono una propria preziosa vitalit\u00e0.<br \/>\nArtigiani, segretamente nascosti nell\u2019oltrarno fiorentino, Luca con la sua ricerca pi\u00f9 che trentennale, e Alessandra, producono oggetti unici, lanterne, cornici, candelabri, elaborando nuove forme con vecchi materiali.<br \/>\n<strong>Tessili<\/strong><br \/>\nPerde &#8211; Tessitura Vintage cm 389&#215;437, ottenuta per assemblamento di differenti elementi, tutti databili ai primi del 1900 e provenienti dall\u2019Anatolia Centrale. Secondo l\u2019uso dei nomadi persiani si tessevano elementi stretti e lunghi, su telai piccoli e dunque facilmente traslocabili, e poi si assemblavano gli stessi elementi per farne tappeti, coperte, abiti, etc.. Le cuciture erano realizzate con particolare attenzione ai rituali magici, gli stessi che governano il processo di tintura. Oggi, questi pezzi sono realizzati in numero limitato all\u2019interno di un progetto di sostegno alla Cultura tessile anatolica.\u00a0 Un certosino processo di recupero delle vecchie tessiture, affidato ai raccoglitori locali, procura la materia prima che poi viene restaurata alla vecchia maniera dalle donne (anziane ed esperte tessitrici dei villaggi dell\u2019Anatolia) e riassemblata nelle misure consentite. In origine questo genere di tessitura piatta era impiegata per i campi nomadi dell\u2019Asia Centrale, e le diverse bande di colorazione indicavano il clan che li abitava.<br \/>\nTessiture contemporanee, tipo plaid, cm 150&#215;250. Realizzate con filati in purezza, non tinti o tinti con colori vegetali, tessuti a mano in tirature limitate, da una piccola manifattura ebrea in Istanbul. Particolarmente interessante il ricorso a colorazioni naturali (vegetali e non) per i filati di pregio, che conferma e ripropone la maestria della enclave ebraica nel processo di colorazione delle materie prime.<\/p>\n<p><strong>Il team di SE \u00e8 formato da<\/strong> Simona Cima, Elisabetta Cervelli, Paolo Barberis e Paolo Pobega. La loro sede \u00e8 in un loft in via Maffia a Firenze tra Piazza Santo Spirito e Piazza del Carmine.<br \/>\n<strong>Simona Cima<\/strong>, nata a La Spezia, vive a Firenze. \u00c8 tra I fondatori di Dada, ha inventato la prima libreria- caf\u00e8, nel 1996 a Firenze.<br \/>\n<strong>Elisabetta Cervelli<\/strong>, nata a Siena, vive a Firenze dove ha uno studio di architettura.<\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa:<\/strong><br \/>\nDavis &amp; Franceschini<br \/>\nTel. + 39 055 2347273<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.davisefranceschini.it\" target=\"_blank\">www.davisefranceschini.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Creazioni uniche in ordine casuale Vogliamo intercettare il bello, non la tendenza dal 3 dicembre su www.seproject.it Dal web al divano di casa, questa \u00e8 la sfida che Simona Cima e Elisabetta Cervelli, stanno costruendo. 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