{"id":252,"date":"2008-11-28T23:26:37","date_gmt":"2008-11-28T21:26:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/home\/?p=252"},"modified":"2015-05-15T11:25:42","modified_gmt":"2015-05-15T09:25:42","slug":"diari-illustrati-senza-eroi-a-lucca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=252","title":{"rendered":"&#8220;Diari illustrati senza eroi&#8221; a Lucca"},"content":{"rendered":"<p><strong>DIARI ILLUSTRATI SENZA EROI<br \/>\n<\/strong>29 novembre &#8211; 31 marzo 2009<em><strong><br \/>\n<\/strong><\/em><strong>Museo Nazionale del Fumetto e dell&#8217;Immagine<\/strong><em><strong><br \/>\n<\/strong><\/em>Piazza San Romano 4, Lucca<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.museoitalianodelfumetto.it\" target=\"_blank\">www.museoitalianodelfumetto.it<\/a><\/p>\n<p>Con la realizzazione del racconto originale a fumetti &#8220;Diari illustrati senza eroi&#8221;, il Museo Nazionale del Fumetto di Lucca e l&#8217;Amministrazione Comunale di Lucca &#8211; Assessorato ai Musei, intendono rendere omaggio alla figura del grande compositore Giacomo Puccini, nonch\u00e9 alla nascita del fumetto italiano, proprio nell&#8217;anno nel quale ricorrono i rispettivi anniversari: una storia appositamente realizzata per conto del Museo, con il testo e la sceneggiatura di Angelo Nencetti e le immagini di 4 fra i pI\u00f9 importanti disegnatori italiani di comics, Sergio Toppi, Sergio Tisselli, Renzo Calegari e Giovanni Ticci.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/sergio-toppi-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"sergio-toppi-1\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2008\/11\/sergio-toppi-11-182x300.jpg\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8220;Diari illustrati senza eroi&#8221; \u00e8 una intensa graphic-novel che coniuga fra loro 2 grandi generi della comunicazione di massa: il fumetto e il melodramma.<br \/>\nIn una storia articolata in ben 260 pagine, Puccini diventa una sorta di novello Virgilio che, in un susseguirsi di continui flash back, ricorda molteplici episodi che gli sono stati raccontati da gente comune, ambientati nei luoghi e nelle epoche pi\u00f9 disparate. Puccini infatti, fin da giovane, \u00e8 sempre stato affascinato dalle storie che gli venivano narrate, vi trovava spunto, certe addirittura gli sono state d&#8217;ausilio per realizzare i suoi melodrammi.<br \/>\nFiglio di una terra di emigranti, in &#8220;Diari illustrati senza eroi&#8221; Puccini colloquia nel nuovo Mondo con i pi\u00f9 diversi personaggi che nel mitico Far West sono andati per rifarsi un&#8217;esistenza degna di essere vissuta. E attraverso le loro storie viene raccontata l&#8217;America come terra agognata da milioni di persone provenienti da tutti gli angoli del Mondo; l&#8217;America crogiuolo di razze, religioni e culture diverse dove il dramma dell&#8217;emigrazione \u00e8 ben presente: le speranze e le delusioni, le difficolt\u00e0 di integrazione fra popoli, i continui attriti fra etnie, l&#8217;integralismo ed il razzismo e tante e tante altre sfaccettature nella difficile strada della libert\u00e0 di esistere. Sergio Toppi porta il visitatore della mostra in dietro nel tempo, nell&#8217;anno 9 d. C. nella citt\u00e0 di Teutoburgo, nella Roma del 1527 durante il sacco dei Lanzichenecchi e nella Vienna del 1681, quando fu invasa dai Turchi. Anche Giovanni Ticci racconta storie del passato, ma gi\u00e0 in suolo americano: nel Messico del 1521, quando i Conquistadores distrussero la civilT\u00e0 Atzeca, e nel Nord America del 1754, quando ad essere sterminati furono gli indiani delle foreste. Sergio Tisselli ci conduce sino in Giappone, durante il terribile uragano del 1287, mentre Renzo Calegari ritorna al Novecento, raccontando storie di persone di colore durante la prima Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Attraverso queste storie diversissime tra loro, &#8220;Diari illustrati senza eroi&#8221;\u009d parla di emigrazione, di contrasti sociali, di guerre, di integrazione fra i popoli, di equilibrio ambientale, di ricordo e memoria. \u00c8 il primo tassello di un percorso espositivo culturale facente parte del progetto &#8220;Nei giorni del ricordo e della memoria&#8221;\u009d con il quale &#8211; attraverso decine di mostre ospitanti le migliori storie a fumetti realizzate intenzionalmente &#8211; saranno celebrati gli accadimenti del passato ventesimo secolo.<\/p>\n<p>&#8220;Diari Illustrati senza eroi&#8221;\u009d vuole essere anche uno strumento divulgativo didattico che entri &#8211; quale libro di testo in forma cartacea o digitale &#8211; nelle scuole italiane, iniziando quel percorso attraverso il quale il fumetto vada ad esercitare un supporto didattico qualificato e determinante per il rinnovamento delle forme pedagogiche di insegnamento soprattutto nei corsi di storia e letteratura delle scuole italiane di ogni ordine e grado.<\/p>\n<p><strong>La storia<\/strong><br \/>\nDalla veranda della sua villa di Chiatri, sul lago di Massaciuccoli, Puccini tenta di continuare la composizione del suo ultimo melodramma, la <em>Turandot<\/em>. \u00c8 irrequieto, non riesce a scrivere e la sua testa veleggia nei ricordi del suo passato. Inizia cos\u00ec un percorso a ritroso nel tempo che parte dai ricordi delle storie narrategli dal vecchio amico ebreo anarchico Giovanni. Fu lui ad istradarlo all&#8217;interesse per storie passate dove i personaggi delle stesse sono gente comune che racconta le proprie memorie trasfondendole nei diari illustrati da loro stessi realizzati.<br \/>\nLe storie di Giovanni affascinano Giacomo: sono storie di guerra, di amore, di integrazione fra i popoli, di religione, di odi razziali, di leggende e dei, di equilibrio della natura e di fine del mondo. Storie ambientate tutte in epoche e luoghi diversi: nel 9 d.C. durante la battaglia di Teutoburgo fra Romani e Germani, nel 1527 a Roma durante il Sacco della citt\u00e0 ad opera dei lanzichenecchi dell&#8217;esercito imperiale di Carlo V, nel 1683 durante l&#8217;assedio di Vienna ad opera dei Turchi. E poi ci sono i ricordi di Puccini stesso. Durante la sua permanenza a New York per la prima della Fanciulla del West, ha modo fortuitamente di incontrare svariati emigrati nel nuovo mondo: il cino-giapponese commerciante a Chinatown che gli racconta la storia dei suoi avi e dell&#8217;invasione cino-mongola in Giappone nel 1281, l&#8217;afro-americano musicista nei locali di Harlem che gli racconta la lunga via per la libert\u00e0 intrapresa dai suoi avi dall&#8217;arrivo nelle isole nuova Spagna (a quella che sarebbe diventata Cuba) nel 1521, durante la guerra d&#8217;Indipendenza Americana, la guerra di secessione, le guerre indiane, ripercorrendo in sostanza tutta la storia del West americano per terminare sui campi di battaglia belgi durante la prima guerra mondiale, l&#8217;emigrato italiano Giovanni Martini, bigliettaio sui tram a cavallo di New York, che gli racconta quando era cavalleggero nell&#8217;esercito degli Stati Uniti e partecip\u00f2 fra le tante avventure alla battaglia di Little Big Horn dove mor\u00ec il generale Custer. E ancora l&#8217;indiano Mowak, carpentiere sui grattacieli di New York, che gli racconta la storia del suo popolo e dei primi contatti con l&#8217;uomo bianco durante le settecentesche guerre indiane svoltesi nei territori coloniali del nord America.<br \/>\nTutte storie di gente comune che parlano di emigrazione di difficolt\u00e0 nell&#8217;integrazione razziale, di guerre per i territori, di devastazione di luoghi incontaminati, in sostanza del processo di &#8220;civilizzazione&#8221; che era avvenuto.<br \/>\nIn tutte queste storie vi \u00e8 quale filo conduttore la musica: ritmi e suoni ben diversi da quelli che Giacomo ha fino allora conosciuto, ritmi e suoni delle varie etnie emigranti nel West: ritmi orientali, ritmi sincopati delle prime forme di soul, jazz, blues, ritmi cadenzati degli amerindi del luogo\u2026 tutto \u00e8 spunto per la creativit\u00e0 di Giacomo.<br \/>\nNuove eroine, nuovi personaggi per nuovi melodrammi affollano la testa di Giacomo. Sente per\u00f2 che sta arrivando per lui quel tempo nel quale si avvicina la fine dell&#8217;esistenza terrena e la nostalgia del passato si fa pressante nei ricordi della vita vissuta.<br \/>\nSpartiti incompiuti volano trasportati dal vento per le colline natie, Giacomo scende per l&#8217;ultima volta quei colli natii sperando in cuor suo che tutto quello che ha realizzato nel corso della sua vita terrena possa avergli garantito un posto fra le stelle in cielo per essere ricordato quando non sar\u00e0 pi\u00f9 di questo mondo ma sar\u00e0 nei mondo dei &#8220;molti&#8221;\u009d.<\/p>\n<p><strong>I disegnatori<\/strong><em><br \/>\n<\/em><strong>Renzo Calegari<\/strong><br \/>\nNato nel 1933 a Bolzaneto, in provincia di Genova, Renzo Calegari abbandona gli studi di ragioneria per trasferirsi a Milano ed entrare a far parte dello studio di Rinaldo D&#8217;Ami. Nel 1955 collabora alla realizzazione di El Kid e de I tre Bill e l&#8217;anno dopo disegna un Davy Crockett scritto da Giovanni Luigi Bonelli. Nel 1957 inizia a collaborare con l&#8217;agenzia inglese Fleetway, disegnando numerose storie di guerra, e all&#8217;inizio degli anni sessanta crea, insieme a Gino D&#8217;Antonio, la monumentale <em>Storia del West<\/em>, che racconta la vera storia del leggendario West e dei suoi protagonisti attraverso una lunga e documentata saga familiare. Abbandonati i fumetti nel 1969 per dedicarsi a tempo pieno all&#8217;attivit\u00e0 politica, Calegari ricomincia a disegnare soltanto nel 1977 realizzando per Skorpio, su testi di Giancarlo Berardi, la serie <em>Welcome to Springville<\/em>. In seguito collabora a Il Giornalino con <em>Boone<\/em>, a Orient Express e a Zodiaco, realizzando anche molte copertine per i romanzi western pubblicati dalla casa editrice La Frontiera. Nel corso degli ultimi anni ha realizzato varie storie a fumetti dedicate a personaggi Bonelliani quali Tex, Mister No, Nick Raider nonch\u00e9 una lunga storia western, dal titolo <em>Desperado<\/em>, su testi dell&#8217;amico Gino D&#8217;Antonio.<\/p>\n<p><strong><em>Giovanni Ticci<\/em><\/strong><br \/>\nNato nel 1940, Giovanni Tucci debutta nel settore collaborando con lo studio D&#8217;Ami alla realizzazione di storie per il mercato internazionale. Il primo lavoro per la Bonelli risale al 1958, quando realizza le matite (poi inchiostrate da Franco Bignotti) di <em>Un ragazzo nel Far West<\/em>, su testi di Guido Nolitta (Sergio Bonelli). Nel 1960 inizia a lavorare nello studio dell&#8217;amico Alberto Giolitti (Gilbert), disegnando fumetti western e fantascientifici destinati al mercato statunitense. Otto anni dopo esordisce su Tex con la storia <em>Vendetta indiana<\/em>, il n. 91 della serie. Nel volgere di pochi anni, l&#8217;artista senese diventa il pi\u00f9 apprezzato interprete del personaggio, proponendosi anche come uno dei maggiori disegnatori western del panorama fumettistico mondiale. Le caratteristiche distintive dei suoi lavori &#8220;classici&#8221; sono un connubio tra eccezionale senso delle proporzioni e del paesaggio, dinamismo, espressivit\u00e0 dei personaggi e interpretazione registica della sceneggiatura. Nel corso dei lustri ha mutato il suo stile grafico, semplificando progressivamente il tratto in chiave espressionistica.<br \/>\n<em><strong><br \/>\nSergio Tisselli<\/strong><\/em><br \/>\nNato a Bologna nel 1957, nel 1980 Tisselli inizia una collaborazione con la Editrice Rizzoli su Corrier Boy Music, scrivendo brevi storie a fumetti e disegnandone una trentina su sceneggiature d&#8217;altri. La tesi di laurea in storia moderna sulla peste a Bologna fornisce la sceneggiatura per una storia a fumetti di 44 tavole a colori: <em>La costellazione del cane<\/em>. Dall&#8217;incontro col grande maestro Magnus nasce invece l&#8217;avvincente viaggio di Giuseppe Pignata, storia di 120 pagine a colori pubblicata a puntate su Nova Express di Luigi Bernardi. In seguito <em>Le avventure di Giuseppe Pignata<\/em> sono raccolte in tre volumi da Granata Press. Su testi di Marco Caroli, disegna poi due racconti: <em>Il Satanone Bolognone<\/em> e <em>L&#8217;iperbolica Pomata<\/em>. Con la collaborazione di Giovanni Degli Esposti progetta la grafica ed esegue le illustrazioni del volume <em>Quarzo tesoro nascosto<\/em>. Nel 2000 su testi di Maurizio Ascari realizza le illustrazioni de <em>La locanda dei misteri<\/em> pubblicato da Savena Setta Sambro. Per la rivista semestrale dello stesso editore, due anni dopo, disegna <em>La storia della Bellosta che ball\u00f2 col diavolo<\/em>, su testi di Adriano Simoncini. Con la collaborazione di Lucio Filippucci, realizza le copertine di <em>Martin Myst\u00e8re \u2013 L&#8217;integrale<\/em> (Hazard Edizioni). Per la stessa casa editrice milanese esce nel 2003 <em>Kim<\/em>, riduzione a fumetti del romanzo di Kipling su testi di Valerio Rontini. Per Lo Scarabeo di Torino realizza una serie di tarocchi che ha per soggetto i vichinghi e lavora attualmente a una seconda serie sui nativi americani. Su testo di Giovanni Brizzi illustra <em>Occhio di Lupo <\/em>e<em> Foreste di morte, <\/em>volumi dedicato al personaggio del celta<em> D<\/em>ucario. Vive e lavora a Vado.<\/p>\n<p><em><strong>Sergio Toppi<\/strong><\/em><br \/>\nNato nel 1932 a Milano, Sergio Toppi esordisce nel mondo dei fumetti nel 1966, sulle pagine del Corriere dei Piccoli, dopo aver lavorato a lungo come illustratore e, successivamente, come animatore presso gli studi Pagot. In seguito collabora anche al Corriere dei Ragazzi (per le serie Fumetto verit\u00e0 e I grandi nel giallo) e al Messaggero dei Ragazzi (con numerosi fumetti storici su testi di Mino Milani) affinando ulteriormente il suo personalissimo stile. Slegato da personaggi fissi (se si esclude l&#8217;eccentrico <em>Collezionista<\/em>, creato nel 1984 per la collana I Protagonisti), Toppi ha realizzato alcuni titoli della collana <em>Un uomo un&#8217;avventura<\/em> della Cepim, e alcuni episodi dell&#8217;<em>Histoire de France en bandes dessin\u00e9es <\/em>e de<em> La D\u00e9couverte du Monde<\/em>, entrambe della Larousse, e collabora tutt&#8217;ora alle maggiori riviste italiane (da Linus a Sgt Kirk, da Corto Maltese a Il Giornalino) con storie dal taglio inconfondibile raccolte successivamente in diversi volumi. Oggi \u00e8 considerato dalla critica e dal pubblico quale il miglior disegnatoreillustratore italiano vivente.<\/p>\n<p><strong>Diari illustrati senza eroi<\/strong><br \/>\nMuseo Nazionale del Fumetto e dell&#8217;immagine<br \/>\nPiazza San Romano, Lucca<br \/>\nTelefono e Fax: 0583 56326<\/p>\n<p>29 novembre 2008 &#8211; 31 marzo 2009<br \/>\nAperto tutti i giorni escluso il luned\u00ec<br \/>\nOrario: 10.00-19.00<br \/>\n<strong>Ingresso<\/strong><br \/>\n4 euro, ridotto 3 euro (gruppi, scolaresche, studenti, militari, pensionati), gratis bambini fino a 5 anni, disabili con accompagnatore.<br \/>\n<a href=\"mailto:info@museoitalianodelfumetto.it\" target=\"_blank\">info@museoitalianodelfumetto.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DIARI ILLUSTRATI SENZA EROI 29 novembre &#8211; 31 marzo 2009 Museo Nazionale del Fumetto e dell&#8217;Immagine Piazza San Romano 4, Lucca www.museoitalianodelfumetto.it Con la realizzazione del racconto originale a fumetti &#8220;Diari illustrati senza eroi&#8221;, il Museo Nazionale del Fumetto di Lucca e l&#8217;Amministrazione Comunale di Lucca &#8211; Assessorato ai Musei, intendono rendere omaggio alla figura &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=252\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;&#8220;Diari illustrati senza eroi&#8221; a Lucca&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":7554,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,6],"tags":[1372,1368,41,1371,55,1370,1369],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/252"}],"collection":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=252"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/252\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7558,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/252\/revisions\/7558"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7554"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=252"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=252"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=252"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}