{"id":284,"date":"2009-01-28T12:00:18","date_gmt":"2009-01-28T10:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/home\/?p=284"},"modified":"2015-05-13T17:50:55","modified_gmt":"2015-05-13T15:50:55","slug":"personale-di-emanuele-becheri-al-museo-marino-marini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=284","title":{"rendered":"Personale di Emanuele Becheri al Museo Marino Marini"},"content":{"rendered":"<p><strong>EMANUELE BECHERI<br \/>\nAPR\u00c8S COUP<\/strong><\/p>\n<p><strong>Museo Marini Marini<\/strong><br \/>\nPiazza San Pancrazio &#8211; Firenze<br \/>\n30 gennaio &#8211; 28 febbraio 2009<\/p>\n<p>Il Museo Marino Marini inaugura venerd\u00ec 30 gennaio 2009 <em>apr\u00e8s coup<\/em>, una mostra personale di Emanuele Becheri (Prato, 1973), a cura di Simone Menegoi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/becheri1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Becheri\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/becheri1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;artista espone alcune opere inedite, per la maggior parte realizzate per l&#8217;occasione e calibrate sugli spazi del museo: un lavoro su carta, una serie di fotografie, alcuni oggetti combusti e un&#8217;installazione sonora collocata nella grande cripta sotterranea.<br \/>\nLa disciplina di riferimento di Emanuele Becheri \u00e8 il disegno. Tuttavia, dopo aver realizzato negli anni scorsi un corpus consistente di opere su carta, nelle mostre pi\u00f9 recenti ha presentato sculture, video e opere sonore: creazioni in cui il disegno si ripresenta come concetto astratto, come metafora, al limite come paradosso. Nel passaggio da un medium all&#8217;altro l&#8217;artista mantiene comunque immutate alcune linee-guida, prima fra tutte l&#8217;idea di creare le proprie opere grazie a processi dotati di una logica autonoma, controllabile solo in parte.<br \/>\nUno di questi processi \u00e8 la combustione. L&#8217;artista esporr\u00e0 al Museo alcuni oggetti carbonizzati, neri e fragili come se fossero stati tracciati a carboncino su un foglio. Opere in cui il disegno si fa tridimensionale, e la sua esecuzione \u00e8 lasciata al fuoco.<br \/>\nIl fuoco, attraverso le sue conseguenze, \u00e8 protagonista anche di altre due opere in mostra, una installazione sonora e un ciclo di fotografie. Entrambe fanno riferimento all&#8217;installazione video <em>Time out of joint<\/em>, presentata nella mostra da poco conclusa al Padiglione d&#8217;arte contemporanea di Ferrara: tre proiezioni in cui altrettanti accendini, incendiati dalla loro stessa fiamma, crepitano, esplodono, si consumano e vengono inghiottiti di nuovo dal buio che li circonda. Il repertorio di rumori prodotti dalla combustione viene proposto al Marino Marini come opera a se stante. Registrati su alcuni vinili di durata diversa, suonati contemporaneamente, i rumori danno vita a un tessuto stratificato e complesso, che non si ripete mai identico. Le fotografie, dall&#8217;ambientazione notturna e dalla sottile atmosfera noir, mostrano invece i resti di accendini abbandonati sull&#8217;asfalto.<br \/>\nConclude idealmente <em>apr\u00e9s coup<\/em>, un&#8217;opera realizzata in precedenza, appartenente alla serie <em>Rilasci<\/em>: un grande foglio di carta in cui un segno tracciato dall&#8217;artista, minimo e quasi impercettibile, dialoga con le pieghe casuali ottenute accartocciando il foglio stesso. Il lentissimo (e idealmente mai concluso) dispiegarsi del foglio sotto l&#8217;effetto della gravit\u00e0 e lo scricchiolio che produce, talmente debole da essere puramente virtuale, contengono gi\u00e0 in sintesi gli elementi che sono protagonisti della mostra fiorentina: il tempo e il suono.<br \/>\nPer l&#8217;occasione sar\u00e0 pubblicato un catalogo accompagnato da un vinile.<br \/>\nLa mostra rimarr\u00e0 aperta fino al 28 febbraio.<\/p>\n<p><strong>Emanuele Becheri<\/strong> nasce a Prato nel 1973, dove vive e lavora. La prima mostra <em>Donner \u00e0 Voir<\/em> nel 2004 segna la prima tappa decisiva nel suo percorso e presenta una serie di disegni prodotti nella completa oscurit\u00e0. Nel 2005, invitato ad un progetto speciale nella rassegna <em>Arte all&#8217;Arte<\/em> a cura di Associazione Continua, crea una stanza completamente bianca dove traccia, sempre nell&#8217;oscurit\u00e0 un grande disegno sul pavimento chiudendo e aprendo cos\u00ec\u00a0 la riflessione sull&#8217;origine del disegno che non abbandoner\u00e0 negli anni successivi. Nel 2006 presenta un nuovo ciclo di lavori che chiama <em>Rilasci <\/em>(esposti a Bregenz, Palais de Thurm und Taxis), lavori sempre e comunque legati ad una perdita di autorit\u00e0 sull&#8217;opera; semplici carte accartocciate appese in teche verticali , abbandonate al tempo , scolpite dalla forza di gravit\u00e0. Nel 2007 espone al Museo di Arte Contemporanea Luigi Pecci nella mostra <em>Nessuna Paura<\/em> enormi carte nere attraversate dalle scie luminose di chiocciole lasciate libere di vagare sui fogli, dove l&#8217;artista non fa nient&#8217;altro che guardare l&#8217;opera nel suo formarsi. Nel 2008 presenta nella personale <em>Shuffling the same card<\/em> lavori di varia natura, essi appartengono a momenti diversi del suo percorso e mettono in evidenza una coerenza stilistica ma soprattutto intrinseca nel lavoro degli ultimi anni. Sempre nel 2008 espone a Bangkog, nella mostra <em>All Our Every Days<\/em> un progetto di scultura (<em>Killing the time<\/em>) dove affida l&#8217;esecuzione delle sculture a degli sconosciuti i quali producono lavori imprevisti e imprevedibili. L&#8217;ultimo lavoro &#8211; <em>Time out of joint<\/em> esposto al PAC di Ferrara &#8211; consiste in un&#8217;installazione composta da tre video proiezioni; ogni proiezione mostra un accendino, nella notte, in aperta campagna, sul bordo di una strada asfaltata. Questi accendini dopo essere stati arrogati dal loro stesso fuoco si consumano fino ad essere di nuovo inghiottiti dal buio da cui provengono.<\/p>\n<p><strong>Simone Menegoi<\/strong> (Verona 1970, vive fra Verona e Milano). Dal 1997 al 2003 si \u00e8 occupato d&#8217;arte contemporanea principalmente come giornalista. \u00c8 stato redattore di &#8220;Tema Celeste&#8221; e &#8220;Il Giornale dell&#8217;Arte&#8221;, ha collaborato con varie riviste di arte e architettura e con il quotidiano &#8220;Corriere della Sera&#8221;. Dal 2004 \u00e8 critico e curatore indipendente, in questa veste ha realizzato mostre e cataloghi per varie gallerie private e per spazi non-profit italiani.<br \/>\nNel 2008 \u00e8 stato curatore in residenza presso il Centro per l&#8217;arte contemporanea La Galerie (Noisy-Le-Sec, Parigi). Dal 2006 al 2008 ha avuto una rubrica fissa sul free-press magazine &#8220;Mousse&#8221;. Attualmente collabora con le riviste &#8220;Spike&#8221; e &#8220;Flash Art&#8221;.<br \/>\n\u00c8 consulente della residenza per artisti &#8220;Diogene&#8221; (Torino).<\/p>\n<p><strong>Informazioni:<\/strong><br \/>\nMuseo Marino Marini<br \/>\nFirenze, Piazza San Pancrazio &#8211; Tel. 055 219432<br \/>\n<a href=\"mailto:info@museomarinomarini.it\" target=\"_blank\">info@museomarinomarini.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Orario di apertura:<\/strong><br \/>\ndalle 10 alle 17, esclusi la domenica e il marted\u00ec<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>EMANUELE BECHERI APR\u00c8S COUP Museo Marini Marini Piazza San Pancrazio &#8211; Firenze 30 gennaio &#8211; 28 febbraio 2009 Il Museo Marino Marini inaugura venerd\u00ec 30 gennaio 2009 apr\u00e8s coup, una mostra personale di Emanuele Becheri (Prato, 1973), a cura di Simone Menegoi.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":7496,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[1287,301,120,597,57,615],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/284"}],"collection":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=284"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/284\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7495,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/284\/revisions\/7495"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7496"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}