{"id":320,"date":"2009-04-01T16:13:27","date_gmt":"2009-04-01T15:13:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/home\/?p=320"},"modified":"2015-02-24T18:10:08","modified_gmt":"2015-02-24T16:10:08","slug":"artisti-a-confronto-con-il-grande-grido-di-marino-marini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=320","title":{"rendered":"Artisti a confronto con &#8220;Il grande grido&#8221; di Marino Marini"},"content":{"rendered":"<p><strong>ASSENZEPRESENZE: IL GRANDE GRIDO<\/strong><br \/>\n<strong>opere di Bruna Esposito, Paola Pivi, Berlinde de Bruyckere e Diego Perrone<\/strong><\/p>\n<p><strong>MUSEO MARINO MARINI<\/strong><br \/>\nFirenze, Piazza San Pancrazio<\/p>\n<p>3 aprile &#8211; 23 maggio 2009<br \/>\nInaugurazione gioved\u00ec 2 aprile, ore 19<\/p>\n<p>Il Museo Marino Marini inaugura gioved\u00ec 2 aprile 2009 &#8220;il grande grido&#8221;\u009d, una mostra a cura di Alberto Salvadori, con opere di Berlinde de Bruyckere, Bruna Esposito, Diego Perrone e Paola Pivi.<br \/>\nI lavori scelti per dialogare con l&#8217;opera di Marini rappresentano quattro artisti, quattro punti di vista, quattro idee diverse di lavoro, di ricerca, che entrando all&#8217;interno dello spazio dedicato completamente alla sua scultura possono farci sentire metaforicamente i muscoli, il sangue dell&#8217;essere che \u00e8 all&#8217;interno dell&#8217;opera.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/perlapiombo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"perlapiombo\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/perlapiombo1-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel terzo dei quattro dialoghi tra Arcadio ed Eftimio in &#8220;Arcadio o della scultura&#8221;\u009d, di Cesare Brandi, il primo risponde al secondo: &#8220;&#8230; se nel toccare quella scultura non potrai sentire la pelle elastica e il sangue che scorre, potrai sempre stabilire un&#8217;identit\u00e0 fra i muscoli della statua e quelli dell&#8217;essere umano: anche ad occhi chiusi li riconosceresti&#8221;\u009d. L&#8217;impossibilit\u00e0 del sentire, l&#8217;assenza di una scultura e la presenza di quattro altre che ne pervaderanno il vuoto lasciato da questa, \u00e8 il tema dell&#8217;ideale dialogo che si stabilir\u00e0 tra il grande grido di Marino Marini e quattro opere di Bruna Esposito, Paola Pivi, Berlinde de Bruyckere e Diego Perrone.<br \/>\n&#8220;Il grande grido&#8221; \u00e8 un&#8217;opera del 1962, periodo in cui Marino Marini aveva gi\u00e0 raggiunto fama internazionale; da molti anni il tema del cavallo e cavaliere era, assieme alle Pomone e alla ritrattistica, il fulcro della sua ricerca. Il 1962 \u00e8 anche un momento nel quale attorno a lui la ricerca di molti artisti \u00e8 virata verso linguaggi diversi: sono gli anni dell&#8217;informale, dell&#8217;arte intesa anche come espressione del gesto.<br \/>\nMarini \u00e8 come intrappolato dentro la sua grande scultura: soffre, attacca la materia, disgrega la forma, fino ad arrivare pi\u00f9 avanti negli anni a separare definitivamente cavallo e cavaliere. Per l&#8217;artista, le sue sculture rappresentavano anche il tormento degli avvenimenti del secolo scorso, e l&#8217;inquietudine dei suoi cavalli aumentava sempre pi\u00f9, stremando il cavaliere fino a fargli perdere il controllo sulla bestia.<br \/>\nLa forma e la materia diventano una sorta di prigione delle idee, dove lo strazio della rappresentazione, ma non dell&#8217;artista, sempre sereno e fortemente consapevole della propria ricerca, tenta di portare la scultura di Marini verso nuove connotazioni.<br \/>\nTale processo non investe solo il soggetto, bens\u00ec affonda anche nella materia, nei passaggi della realizzazione della scultura, nella meccanica della fusione.<br \/>\nIl lavoro di Berlinde de Bruyckere, &#8220;Lichaam (Corps)&#8221;\u009d prende allora fisicamente il posto del &#8220;grande grido&#8221;\u009d, si pone alla presenza dei visitatori come una rielaborazione del tema del cavallo lacerato e disteso, rappresentazione di una sofferenza, di una contorsione della condizione naturale, metafora della morte attualizzata sulle tragedie contemporanee. Berlinde de Bruyckere innesca cos\u00ec la prima analogia tra Marino e la contemporaneit\u00e0, esprimendo la voce originaria di un&#8217;ideale coro.<br \/>\nL&#8217;opera di Diego Perrone, seconda voce, dialoga con il grido attraverso un linguaggio che \u00e8 quello del processo, del divenire in diversi momenti di un&#8217;idea, di un&#8217;opera, attraversando sia le fasi concettuali sia quelle legate alla realizzazione dell&#8217;opera stessa: in questo caso la riproduzione tridimensionale del processo di fusione. La scultura ci svela le vene e i muscoli della campana, l&#8217;estruso della fusione ci rende possibile percepire i passaggi nascosti, il processo fisico che render\u00e0 possibile la realizzazione della campana: l&#8217;identit\u00e0 tra i muscoli della statua e quelli del corpo umano.<br \/>\nLa terza di queste voci \u00e8 quella di Paola Pivi con &#8220;Old is gold&#8221;\u009d, una scultura composta da un numero altissimo di lamelle color oro e argento formanti un parallelepipedo apparentemente monolitico ma intrinsecamente frammentato. Questo lavoro di Pivi ci svela uno dei temi centrali della ricerca dell&#8217;artista: la ripetizione e la singolarit\u00e0, creato in questo caso dalla presenza di uguali elementi, singolarmente leggerissimi, come frammenti di un insieme determinanti l&#8217;unicit\u00e0 di una scultura: processo intrinseco all&#8217;opera e alla ricerca di Marino Marini.<br \/>\nInfine l&#8217;assoluto &#8211; l&#8217;essenza &#8211; di una forma condotta ad un singolo punto, dove tutte le direttrici, dove tutte le forze confluiscono: il lavoro di Bruna Esposito, &#8220;Perla a piombo&#8221;.<br \/>\nIl filo a piombo indica un punto esatto dove la concentrazione degli elementi convergono, si scaricano a terra, definendo la collocazione delle forze messe in campo e i rapporti stabiliti dai diversi lavori. Il tutto impreziosito ancora una volta da un elemento, la perla, che si ripete, data la somiglianza di una con un&#8217;altra, ma che invece singolarmente esprime un&#8217;unicit\u00e0, per definizione irripetibile e irriproducibile.<br \/>\nLa presenza di quattro opere di artisti contemporanei vuole essere l&#8217;inizio di una serie di dialoghi, dal titolo assenze\/presenze, che avvicinano l&#8217;arte di diversi periodi a Marino Marini, che nella coerenza di una vita spesa tra pietre e bronzo non ha mai smesso di cercare la sua fonte.<br \/>\nDel resto cos&#8217;\u00e8 l&#8217;arte da sempre: ricerca di un&#8217;esperienza possibile, attraverso parole, oggetti, pensieri che divergono dalla realt\u00e0 o che ci immergono nella realt\u00e0 che fino a un momento prima non avevamo percepito, visto, sentito.<\/p>\n<p><strong>AssenzePresenze: il grande grido<\/strong><br \/>\n3 aprile &#8211; 23 maggio 2009<br \/>\nOpere in mostra:<br \/>\nBerlinde de Bruyckere, &#8220;Lichaam (Corps)&#8221;\u009d, 2000-2006<br \/>\nPaola Pivi, &#8220;Old is gold&#8221;,\u00a0 2007<br \/>\nDiego Perrone, &#8220;Senza titolo&#8221;, 2008<br \/>\nBruna Esposito, &#8220;Perla a piombo&#8221;, 2007<\/p>\n<p><strong>Museo Marino Marini<\/strong><br \/>\nFirenze, Piazza San Pancrazio<br \/>\nInformazioni:<br \/>\nTel. 055 219432 &#8211; <a href=\"mailto:info@museomarinomarini.it\" target=\"_blank\">info@museomarinomarini.it<\/a><br \/>\n<strong>Orario di apertura:<\/strong><br \/>\ndalle 10 alle 17, esclusi la domenica e il marted\u00ec.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ASSENZEPRESENZE: IL GRANDE GRIDO opere di Bruna Esposito, Paola Pivi, Berlinde de Bruyckere e Diego Perrone MUSEO MARINO MARINI Firenze, Piazza San Pancrazio 3 aprile &#8211; 23 maggio 2009 Inaugurazione gioved\u00ec 2 aprile, ore 19 Il Museo Marino Marini inaugura gioved\u00ec 2 aprile 2009 &#8220;il grande grido&#8221;\u009d, una mostra a cura di Alberto Salvadori, con &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=320\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Artisti a confronto con &#8220;Il grande grido&#8221; di Marino Marini&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":7180,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[57],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/320"}],"collection":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=320"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/320\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7170,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/320\/revisions\/7170"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7180"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=320"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=320"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=320"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}