{"id":4026,"date":"2013-02-13T18:31:39","date_gmt":"2013-02-13T16:31:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/?p=4026"},"modified":"2018-02-08T11:20:10","modified_gmt":"2018-02-08T10:20:10","slug":"riapre-al-pubblico-la-cappella-rucellai-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=4026","title":{"rendered":"Riapre al pubblico la Cappella Rucellai a Firenze"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><strong>Museo Marino Marini<\/strong><br \/>\nFirenze, Piazza San Pancrazio<br \/>\n<strong><br \/>\nLa Cappella Rucellai e il Tempietto del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti<br \/>\nRiapertura al pubblico e presentazione della nuova app del Museo Marino Marini<\/p>\n<p>sabato 16 e domenica 17 febbraio 2013<br \/>\ningresso gratuito<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Riapre finalmente al pubblico la cappella Rucellai, scrigno trecentesco che custodisce uno dei capolavori di Leon Battista Alberti: il Tempietto del Santo Sepolcro.<\/strong> Restaurato con il sostegno totale della Fondazione Marino Marini di Pistoia, la Cappella Rucellai con il Tempietto, grazie all\u2019apertura di un passaggio posizionato sul lato sinistro, all\u2019interno della navata centrale del Marino Marini di Firenze, entrer\u00e0 a far parte del percorso di visita del museo stesso. La Cappella, gi\u00e0 facente parte della Chiesa di San Pancrazio, propriet\u00e0 della Curia di Firenze, mantenendo la sua destinazione di luogo sacro destinato al culto, sar\u00e0 definitivamente visibile al pubblico negli orari del Museo.<\/p>\n<p><strong>Per festeggiare questo evento, sabato 16 e domenica 17 febbraio, dalle ore 10 alle ore 19, l\u2019ingresso al Museo Marino Marini e al Sacello dei Rucellai sar\u00e0 gratuito al pubblico. L\u2019accesso alla Cappella \u00e8 consentito fino a un massimo di 25 persone ogni 30 minuti.<!--more--><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4027\" rel=\"attachment wp-att-4027\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"cappella_rucellai_alberti_foto_dario_lasagni_01\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/cappella_rucellai_alberti_foto_dario_lasagni_01-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\nRealizzato nel 1467, copia in scala di quello di Gerusalemme, il tempietto di Leon Battista Alberti \u00e8 noto agli studiosi d\u2019arte di tutto il mondo, ma quasi sconosciuto a Firenze. Nel 1808 la cappella fu separata dalla chiesa che venne sconsacrata e trasformata, per editto napoleonico, in una sala d\u2019estrazione della Imperiale Lotteria di Francia. Da allora il varco di collegamento fu murato e per la cappella, che continu\u00f2 a essere consacrata al culto, fu costruito un nuovo ingresso su via della Spada.<\/p>\n<p><strong>Per questa occasione il Museo Marino Marini, con il determinante sostegno dell\u2019Ente Cassa di Risparmio di Firenze, lancia la nuova App, <\/strong><strong>realizzata in italiano e inglese per il mondo Apple e Android, che consentir\u00e0 una maggiore interattivit\u00e0 con il Museo stesso.<\/strong> I visitatori potranno avere a disposizione sul proprio telefonino informazioni su Marino Marini e la sua vita, sulle varie sezioni del Museo e sulle opere esposte, avere notizie e approfondimenti sulle mostre in corso e sugli eventi in programma. In un\u2019ottica multimediale sar\u00e0 possibile consultare le schede delle opere, avere a complemento fotografie, video, foto panoramiche e navigabili a 360\u00b0 degli ambienti del museo e un servizio di audioguide. E\u2019 consultabile inoltre un percorso georeferenziato sulle opere dell&#8217;Alberti a Firenze.<\/p>\n<p>Infine, con lo scopo di agevolare sia l&#8217;utilizzo della App sia la permanenza dei visitatori nel Museo <strong>sar\u00e0 attivata una rete Wifi che permetter\u00e0 agli ospiti di navigare gratuitamente all&#8217;interno dell\u2019edificio.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La App nasce grazie ad una collaborazione tra il Museo Marino Marini, Frankenstein Srl e Studio Neri Torrigiani.<\/strong><strong><\/p>\n<p>\u00c8 stato realizzato inoltre un video sulla Cappella Rucellai e l\u2019Alberti, a cura di Alberto Salvadori, per la regia di Paolo Ranieri in collaborazione con Vinicio Bordin, contenuti scientifici di Katia Mazzucco, prodotto dal Museo Marino Marini Firenze, visibile al pubblico nella sala che precede l\u2019ingresso alla Cappella.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4028\" rel=\"attachment wp-att-4028\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"cappella_rucellai_alberti_foto_dario_lasagni_02\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/cappella_rucellai_alberti_foto_dario_lasagni_02-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>La storia della Cappella Rucellai<\/strong><br \/>\n\u201cPer i medesimi Rucellai, in questa stessa maniera, fece Leon Batista in San Pancrazio una cappella che si regge sopra gl\u2019architravi grandi, posati sopra due colonne e due pilastri, forando sotto il muro della chiesa, che \u00e8 cosa difficile ma sicura. Onde questa opera \u00e8 delle migliori che facesse questo architetto.\u201d Con queste e poche altre parole, Giorgio Vasari liquida l\u2019opera realizzata dall\u2019Alberti, architetto da lui chiaramente detestato e al quale attribuisce conoscenze teoriche, ma poca pratica nel costruire.<\/p>\n<p>La cappella Rucellai, o del Santo Sepolcro, situata nella navata sinistra della chiesa di San Pancrazio, fu realizzata in fasi successive e l\u2019intervento dell\u2019Alberti per conto di Giovanni di Paolo Rucellai rappresent\u00f2 la fase conclusiva che ne attest\u00f2 definitivamente a lui, la paternit\u00e0. Leon Battista Alberti dovetteconfrontarsi con un complesso di strutture preesistenti che in parte condizionarono i suoi progetti operativi. Partendo dall\u2019originario nucleo trecentesco seppe realizzare uno spazio architettonico di gusto straordinariamente rinascimentale e consono a configurarsi come una sorta di <em>Anastasis<\/em> a sezione longitudinale per il Sacello del Santo Sepolcro, che avrebbe realizzato all\u2019interno della cappella come copia del Santo Sepolcro di Gerusalemme.<\/p>\n<p>Realizzato in breve tempo, concluso nel 1467 come attesta l\u2019iscrizione latina posta sulla porta d\u2019ingresso, il tempietto \u00e8 sempre stato considerato dagli studiosi una copia gerosolimitana fra le tante che si diffusero in occidente nel Medioevo e nel Rinascimento, nate dal ricordo e dalla devozione dei pellegrini di ritorno dalla Terrasanta.<\/p>\n<p>Le decorazioni marmoree presenti sulle superfici del tempietto e tutto il suo apparato decorativo furono realizzati con ogni probabilit\u00e0 dallo scultore Giovanni di Bertino come attesta Marco Dezzi Bardeschi nella pubblicazione dei \u201cQuaderni dell\u2019Istituto di Storia dell\u2019Architettura\u201d.<\/p>\n<p>I disegni ornamentali delle 30 tarsie marmoree inserite all\u2019interno dei riquadri sono diversi l\u2019uno dall\u2019altro, alcuni si ispirano a forme naturalistiche come le foglie d\u2019alloro, di quercia, corolle di fiori ed altri a forme geometriche come la stella ottagonale, la stella a sei punte e la decorazione a libro. La geometria delle tarsie fu sicuramente legata ad alcuni significati emblematici e all\u2019astrologia, la quale suscit\u00f2 un nuovo interesse durante tutto ilRinascimento, grazie anche al ritrovamento di alcuni testi astrologici ed ermetici.<\/p>\n<p>Al centro di ogni prospetto, l\u2019Alberti colloc\u00f2 delle tarsie facilmente riconoscibili per il loro significato rappresentativo, esse indicavano infatti le imprese personali di Giovanni Rucellai, di Lorenzo il Magnifico, di suo padre Piero dei Medici e del nonno paterno Cosimo il Vecchio.<\/p>\n<p>L\u2019interno del Sacello era ed \u00e8 tutt\u2019oggi composto da un\u2019unica camera sepolcrale contenente una lastra in marmo appoggiata sulla parete posta a sud. In base a questa disposizione lo stesso Alberti fu costretto a porre la piccola porta d\u2019ingresso fuori centro, dal momento in cui il sepolcro occupava met\u00e0 della larghezza della camera.<\/p>\n<p>In conclusione Giovanni Rucellai con la costruzione di questo Sacello volle rispecchiare la forma della tomba originale di Ges\u00f9 Cristo e catturarne le sue qualit\u00e0 sacre e devozionali. Nel 1471 il Sepolcro consegu\u00ec lo stato sacramentale in una bolla emanata dal Pontefice Paolo II, il quale concesse ai fedeli che lo visitavano nei giorni del venerd\u00ec Santo e della domenica di Pasqua, cinque anni di indulgenza plenaria. Nella bolla papale era scritto: \u201cchiunque si fosse fermato a pregare ai piedi di questo Sepolcro, durante il periodo pasquale della Passione di Cristo, avrebbe ottenuto l\u2019indulgenza plenaria\u201d.<\/p>\n<p>La cappella, sub\u00ec nel 1808 i primi interventi a causa della trasformazione della chiesa in sala d\u2019estrazione dell\u2019Imperiale Lotteria di Francia. Le due colonne e alcuni elementi lapidei del triforio albertiano furono utilizzati per realizzare il nuovo ingresso dell\u2019ex chiesa. Il varco di collegamento con la cappella fu murato e venne costruito un nuovo ingresso a questa su via della Spada.<\/p>\n<p>Negli anni \u201960 del secolo scorso si verificarono fenomeni di cedimento della volta di copertura della cappella e di fuori piombo della parete prospiciente la strada. In quella occasione la famiglia Rucellai commission\u00f2 un primo intervento a Piero Sanpaolesi, che nel 1965 realizz\u00f2 una complessa struttura di salvaguardia e presidio per impedire il crollo dellavolta albertiana. Il progetto relativo a queste opere \u00e8 conservato negli archivi della Soprintendenza fiorentina.<\/p>\n<p>Il restauro della cappella fu successivamente eseguito dalla stessa Soprintendenza, con la direzione di Gastone Petrini, che riusc\u00ec a consolidare la volta riportandola ad una geometria compatibile con la statica grazie a un intervento esemplare. Il progetto e i lavori furono eseguiti tra il 1976 e il 1980.<\/p>\n<p>Negli anni seguenti la cappella Rucellai \u00e8 stata aperta al pubblico in modo saltuario e ci\u00f2 non ha contribuito certamente ad un adeguato controllo manutentivo. Per tali motivi la Soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio di Firenze, in questi ultimi anni ha deciso di intervenire con un ulteriore restauro.<\/p>\n<p><strong>Il restauro attuale<\/strong><br \/>\nI maggiori problemi riscontrati dall\u2019analisi progettuale sono stati individuati nella presenza di umidit\u00e0 da condensa e da risalita e in diffuse rotture nella pavimentazione marmorea. Il restauro, eseguito dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Provincie di Firenze, Pistoia e Prato, \u00a0ha permesso di restituire alla Cappella Rucellai la sua originaria bellezza, attraverso il recupero degli intonaci interni con particolare attenzione per le lesene, alcune delle quali realizzate a simulazione della pietra. Dopo il risanamento della cripta sono stati installati un sistema elettronico di deumidificazione che ha permesso di abbattere notevolmente il livello di umidit\u00e0 che era una delle cause principali di deterioramento dei marmi del Sacello, e un efficiente impianto di illuminazione che ha permesso di valorizzare\u00a0 l\u2019intero ambiente.<\/p>\n<p>A seguito di un accordo di programma tra la Curia Fiorentina, proprietaria della Cappella, e il Museo Marino Marini,\u00a0 \u00e8 stato messo a punto un progetto in grado di permettere la fruizione pubblica del monumento, poco noto agli stessi fiorentini. Il progetto di collegamento e il restauro \u00e8 stato realizzato dall\u2019arch. Vincenzo Vaccaro, con la collaborazione dell\u2019arch. Rosella Pascucci, della Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Firenze, Pistoia e Prato, condiviso e finanziato dal Museo Marino Marini.<\/p>\n<p><strong>Enti coinvolti<\/strong>: Curia Arcivescovile fiorentina, Parrocchia di Santa Trinita, Fondazione Marini San Pancrazio Firenze, Fondazione Marino Marini Pistoia, Agenzia del Demanio, Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le provincie di Firenze, Pistoia e Prato, Ente Cassa di Risparmio di Firenze.<\/p>\n<p><strong>Informazioni:<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Museo Marino Marini<br \/>\nPiazza San Pancrazio, Firenze<br \/>\nOrario: 10 &#8211; 17, chiuso il marted\u00ec, la domenica e i giorni festivi<br \/>\nTel. +39 055 219432<br \/>\n<a href=\"mailto:info@museomarinomarini.it\" target=\"_blank\">info@museomarinomarini.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.museomarinomarini.it\" target=\"_blank\">www.museomarinomarini.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Biglietti:<br \/>\n<\/strong> ingresso Museo + Cappella Rucellai + mostre: intero: \u20ac 4, ridotto \u20ac 2<br \/>\nPer la Cappella Rucellai visite max 25 persone ogni 30 min. &#8211; per i gruppi \u00e8 obbligatoria la prenotazione<\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa:<br \/>\nDavis &amp; Franceschini<\/strong><br \/>\nPiazza Santa Maria in Campo 1, Firenze<br \/>\nTel. + 39 055 2347273 \u2013 Fax + 39 055 2347361<br \/>\n<a href=\"mailto:davis.franceschini@dada.it\" target=\"_blank\">davis.franceschini@dada.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.davisefranceschini.it\" target=\"_blank\">www.davisefranceschini.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Comunicazione:<br \/>\nStudio Neri Torrigiani<\/strong><br \/>\nTel. +39 055 2654588\/89 &#8211; Fax +39 055 2654590<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.torrigiani.com\" target=\"_blank\">www.torrigiani.com<\/a> &#8211; <a href=\"mailto:neri.torrigiani@torrigiani.com\" target=\"_blank\">neri.torrigiani@torrigiani.com<\/a><br \/>\ntwitter: @NeriTorrigiani<br \/>\nskype: neritorrigiani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Museo Marino Marini Firenze, Piazza San Pancrazio La Cappella Rucellai e il Tempietto del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti Riapertura al pubblico e presentazione della nuova app del Museo Marino Marini sabato 16 e domenica 17 febbraio 2013 ingresso gratuito Riapre finalmente al pubblico la cappella Rucellai, scrigno trecentesco che custodisce uno dei capolavori &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=4026\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Riapre al pubblico la Cappella Rucellai a Firenze&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4028,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[263,57],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4026"}],"collection":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4026"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4026\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9730,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4026\/revisions\/9730"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4028"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4026"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4026"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}