{"id":4154,"date":"2013-02-27T14:00:10","date_gmt":"2013-02-27T12:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/?p=4154"},"modified":"2013-02-27T13:08:33","modified_gmt":"2013-02-27T11:08:33","slug":"la-luce-del-mondo-maioliche-a-san-miniato-pisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=4154","title":{"rendered":"La luce del mondo. Maioliche a San Miniato, Pisa"},"content":{"rendered":"<p><strong>La luce del mondo. <\/strong><br \/>\n<strong>Maioliche Mediterranee nelle terre dell\u2019Imperatore<\/strong><br \/>\na cura di Marta Caroscio e Fausto Berti<br \/>\ncon il coordinamento scientifico di Franco Cardini<br \/>\nSan Miniato di Pisa, Palazzo Grifoni<br \/>\n2 marzo \u2013 19 maggio 2013<\/p>\n<p><strong>Sabato 2 marzo 2013, al palazzo Grifoni di San Miniato di Pisa, si apre la mostra <em>La luce del mondo. Maioliche Mediterranee nelle terre dell\u2019Imperatore<\/em>, a cura di Marta Caroscio e Fausto Berti con il coordinamento scientifico di Franco Cardini. Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e dalla Fondazione Museo Montelupo Onlus, con il sostegno del Comune di Montelupo e del Comune di San Miniato, la mostra fa parte del progetto <em>Il Mare tra le Genti. Rotte di cultura, arte e ceramica tra Islam e Toscana<\/em>,<\/strong> che si \u00e8 inaugurato lo scorso anno per indagare le potenzialit\u00e0 di dialogo tra i diversi luoghi del Mediterraneo e riscoprire questo mare come canale di comunicazione fra culture diverse.<!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4157\" rel=\"attachment wp-att-4157\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"bacino_01\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/bacino_01-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tra il XII e il XIII secolo cambiano profondamente i rapporti fra potere temporale e spirituale e <strong><em>La luce del mondo<\/em><\/strong> &#8211; epiteto che si riferisce a Federico II di Svevia, ma che richiama allo stesso tempo la figura di Cristo &#8211; si propone come stimolo alla riflessione su questo cambiamento. Tra i delicati equilibri che vengono stabiliti e talvolta rotti in questo periodo, c\u2019\u00e8 quello fra committenza imperiale e committenza ecclesiastica nel campo dell\u2019arte. Il sottotitolo <em><strong>Maioliche Mediterranee nelle terre dell\u2019Imperatore<\/strong><\/em> spiega meglio il contenuto della mostra. Le maioliche esposte, cos\u00ec come gli altri oggetti, sono produzioni di ambito mediterraneo. I bacini murati sulla facciata della cattedrale di San Miniato sono importazioni giunte dalla Tunisia, che vengono accostate a manufatti delle terre che all\u2019epoca gravitavano sotto l\u2019influenza politica normanno-sveva, la Sicilia in primo luogo. Terre nelle quali si trasmettevano saperi artigianali e tecniche, grazie al contatto fra maestranze diverse e alla circolazione degli stessi modelli culturali. San Miniato, sede del vicariato imperiale, assume un ruolo di particolare rilevanza. Proprio in ragione di questo legame, il complesso dei bacini decorativi inseriti nella facciata di Santa Maria, \u00e8 messo a confronto con i bacini di altre chiese romaniche presenti in Valdelsa, lungo la via Francigena. Lo stesso tema, ossia la committenza, \u00e8 affrontato in maniera trasversale attraverso un bacile di rame dorato che reca simboli e un\u2019iscrizione di chiaro rimando al potere imperiale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4158\" rel=\"attachment wp-att-4158\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"cattedrale_santa_maria_san_miniato\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/cattedrale_santa_maria_san_miniato-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il percorso espositivo prende avvio dalla valorizzazione dei <strong>bacini<\/strong> (ossia stoviglie come ciotole e catini) <strong>un tempo murati nella facciata della cattedrale di Santa Maria a San Miniato<\/strong>, rimossi in occasione del restauro del 1979, sostituiti da copie e oggi conservati presso il locale Museo Diocesano. Si tratta di ceramiche rivestite con decorazione in cobalto e manganese di produzione tunisina, databili fra il 1165 e il 1220. Gli stessi oggetti erano utilizzati sulle mense, sebbene, trattandosi di importazioni, si trovassero solo in contesti di un certo livello. L\u2019importanza di queste ceramiche consiste nell\u2019essere un nucleo omogeneo utilizzato in architettura con finalit\u00e0 decorative.<br \/>\nSan Miniato riveste un ruolo importante perch\u00e9 Federico II, cui si deve l\u2019edificazione della rocca, elesse questo luogo a vicariato imperiale, fece cio\u00e8 risiedere nella citt\u00e0 il suo vicario per la Toscana. La chiesa di Santa Maria, attestata per la prima volta in un documento del 1195, presenta strutture romaniche e un impianto databile all\u2019epoca di Federico I (1122-1190), sebbene il suo aspetto attuale sia frutto di rifacimenti e modifiche di epoca rinascimentale e moderna.<br \/>\nLa decorazione della facciata, cos\u00ec come di altre parti delle chiese romaniche, con ceramiche smaltate e invetriate, \u00e8 un tratto comune alle chiese pisane dalla fine del X secolo. Una \u201cmoda\u201d che da Pisa si diffonder\u00e0 anche in altre zone della Toscana, come ad esempio in Valdelsa. Fino al Duecento il ruolo di elementi decorativi \u00e8 assolto dalle ceramiche d\u2019importazione, che solo da questo momento iniziano a essere affiancate dalle produzioni locali. I contatti di Pisa con il mondo islamico e le importazioni da queste aree sono senz\u2019altro favoriti dal ruolo di spicco della citt\u00e0 marinara nei commerci mediterranei.<br \/>\nLe immagini dipinte sui bacini della cattedrale sono immediatamente riconoscibili come elementi di matrice islamica: decorazioni zoomorfe, oculi con reticolo (forse un riferimento all\u2019occhio di Allah), motivi geometrici e vegetali stilizzati. Questi oggetti, che rappresentano il nucleo centrale della mostra, sono messi a confronto con ceramiche provenienti da altre terre dell\u2019imperatore (come le proto-maoliche siciliane), e con importazioni giunte a Pisa da altri contesti Mediterranei. Fra i bacini di San Miniato spiccano due grandi ciotole decorate con felini, un catino con una gazzella colta nella corsa e dipinta con tratti essenziali ma che rendono in tutto la dinamicit\u00e0 del movimento. Il nucleo dei bacini sanminiatesi (tutti illustrati nelle schede del catalogo) viene esposto quasi nella su interezza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4156\" rel=\"attachment wp-att-4156\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"bacino_02\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/bacino_02-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/p>\n<p>Questi oggetti sono messi a confronto con alcuni <strong>bacini inseriti nelle murature delle chiese pisane<\/strong> ed oggi conservati presso il Museo Nazionale di San Matteo. Il percorso espositivo prosegue con <strong>ceramiche prodotte in Sicilia<\/strong>, scegliendo di dare particolare risalto alla produzione di Gela, a cavallo tra XII e XIII secolo. Nell\u2019ultima sala un <strong>gruppo di ceramiche smaltate provenienti da Fostat<\/strong> (Il Cairo) e databili principalmente al XII secolo, ossia coeve alle produzioni tunisine importate a San Miniato, viene accostato a tessuti di produzione italiana e di altre manifatture mediterranee (Iran, Penisola Iberica). L\u2019intreccio di scambi relazioni mediterranee \u00e8 cos\u00ec ripercorso attraverso le decorazioni che accomunano ceramiche e materiali tessili.<br \/>\n\u00c8 proprio il dialogo fra i diversi materiali (tessuto, ceramica, metallo) a essere il filo conduttore che attraversa l\u2019intero percorso espositivo. Il <strong>grande catino di rame dorato recante l\u2019iscrizione \u201cKarolus Imperator\u201d<\/strong> \u00e8 centrale in questo senso e mette in luce anche il ruolo delle manifatture di matrice imperiale e delle committenze cui gi\u00e0 abbiamo fatto riferimento.<br \/>\nI simboli veicolati dagli oggetti diventano quindi il mezzo privilegiato di circolazione delle idee in una temperie culturale tanto articolata quanto varia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4155\" rel=\"attachment wp-att-4155\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4155\" title=\"bacino_03\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/bacino_03-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/bacino_03-300x200.jpg 300w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/02\/bacino_03.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em><strong>La luce del mondo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> Maioliche Mediterranee nelle terre dell\u2019Imperatore<\/strong><\/em><br \/>\nPalazzo Grifoni<br \/>\nPiazza Grifoni, 12<br \/>\nSan Miniato di Pisa<\/p>\n<p><strong>Orari di apertura della mostra:<\/strong><br \/>\n2 marzo &#8211; 19 maggio 2013<br \/>\ndal marted\u00ec al venerd\u00ec, ore 10 \u2013 13 e 15 \u2013 18<br \/>\nsabato e domenica, 10 \u2013 18<br \/>\n<em>Ingresso libero<\/em><br \/>\nChiusa la domenica di Pasqua, aperta il luned\u00ec di Pasqua, il 25 aprile e 1 maggio<br \/>\nIngresso gratuito<\/p>\n<p><strong>Informazioni:<\/strong><br \/>\nTel. 0571 445252 &#8211; 0571 518993 &#8211; 0571 51352<br \/>\n<a href=\"mailto:lalucedelmondo@ilmaretralegenti.it\" target=\"_blank\">lalucedelmondo@ilmaretralegenti.it<\/a> &#8211; <a href=\"mailto:info@museomontelupo.it\" target=\"_blank\">info@museomontelupo.it<\/a><br \/>\nwww.ilmaretralegenti.it<\/p>\n<p>Servizi mostre<br \/>\nBookshop<br \/>\nGuardaroba<br \/>\nAccessibile ai portatori di handicap<\/p>\n<p><strong>Visite guidate e didattica:<\/strong><br \/>\nVisita guidata alla mostra \u20ac 45 per gruppi max 30 persone<br \/>\nLaboratori didattici per scuole e gruppi \u20ac 60<\/p>\n<p><strong>Catalogo:<\/strong><br \/>\nFirenze, No\u00e8dizioni<br \/>\n(\u20ac 25,00 e \u20ac 20,00 in mostra)<\/p>\n<p><strong>Didascalie immagini:<\/strong><br \/>\n<strong>Fig. 01<\/strong> &#8211; Bacino con decorazione in colbato e manganese, produzione Tunisina (1165\u20101220). Originariamente murato sulla facciata della Cattedrale di Santa Maria a San Miniato, oggi conservato presso il Museo Diocesano. Decorazioni con motivi geometrici intrecciati.<strong><br \/>\nFig. 02<\/strong> &#8211; Facciata della Cattedrale di Santa Maria a San Miniato. Databile al 1160\u20101287. Ricordata in una bolla papale nel 1195.<strong><br \/>\nFigg. 03\u201004<\/strong> &#8211; Bacini con decorazione in colbato e manganese, produzione Tunisina (1165\u20101220). Originariamente murati sulla facciata della Cattedrale di Santa Maria a San Miniato, oggi conservati presso il Museo Diocesano. Decorazioni zoomorfe (animale fantastico in forma di felino, gazzella, scena di pesca)<\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa Comune Montelupo Fiorentino:<\/strong><br \/>\nSilvia Lami &#8211; Tel. 0571 917524<br \/>\n<a href=\"mailto:ufficiostampa@comune.montelupo-fiorentino.fi.it\" target=\"_blank\">ufficiostampa@comune.montelupo-fiorentino.fi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa <em>Il Mare tra le genti<\/em>:<\/strong><br \/>\nDavis &amp; Franceschini \/ Caterina Briganti, Lea Codognato<br \/>\nTel. 055 2347273<br \/>\n<a href=\"mailto:davis.franceschini@dada.it\" target=\"_blank\">davis.franceschini@dada.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.davisefranceschini.it\" target=\"_blank\">www.davisefranceschini.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La luce del mondo. Maioliche Mediterranee nelle terre dell\u2019Imperatore a cura di Marta Caroscio e Fausto Berti con il coordinamento scientifico di Franco Cardini San Miniato di Pisa, Palazzo Grifoni 2 marzo \u2013 19 maggio 2013 Sabato 2 marzo 2013, al palazzo Grifoni di San Miniato di Pisa, si apre la mostra La luce del &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=4154\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;La luce del mondo. Maioliche a San Miniato, Pisa&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4157,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[279,104],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4154"}],"collection":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4154"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4154\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4163,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4154\/revisions\/4163"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4157"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4154"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4154"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4154"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}