{"id":421,"date":"2009-10-19T17:25:59","date_gmt":"2009-10-19T16:25:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/home\/?p=421"},"modified":"2013-08-31T20:17:31","modified_gmt":"2013-08-31T18:17:31","slug":"il-restauro-del-laooconte-di-baccio-bandinelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=421","title":{"rendered":"Il restauro del Laooconte di Baccio Bandinelli"},"content":{"rendered":"<p><strong>BACCIO BANDINELLI<br \/>\nGRUPPO MARMOREO DEL LAOOCONTE<\/strong><\/p>\n<p>Galleria degli Uffizi, Terzo Corridoio<br \/>\nOrario: dalle ore 8.15 alle 18.50, luned\u00ec chiuso<\/p>\n<p><strong>Luned\u00ec 19 ottobre 2009<br \/>\nPresentazione del restauro del Laocoonte di Baccio Bandinelli e dei marmi antichi Ercole Farnese e Cinghiale<br \/>\nInaugurazione: ore 17.30<\/strong><br \/>\nSegue conferenza di<strong> Andrea Carandini<\/strong> Professore ordinario di Archeologia e Storia dell&#8217;Arte Greca e Romana Universit\u00e0 di Roma &#8220;Sapienza&#8221;<br \/>\n<em>Il contesto archeologico del Laocoonte<\/em><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4966\" rel=\"attachment wp-att-4966\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"laocoonte\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/laocoonte1-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ad un anno circa dall&#8217;inizio del cantiere di restauro, lo splendido gruppo marmoreo del <strong>Laocoonte<\/strong>, opera di Baccio Bandinelli tra le pi\u00f9 suggestive della collezione della Galleria degli Uffizi, si ripresenta oggi in tutta la sua potente vitalit\u00e0 scultorea, quella stessa che l&#8217;ha reso nei secoli famoso e ammirato quasi quanto l&#8217;originale conservato nei Musei Vaticani.<br \/>\nI lavori di restauro hanno interessato anche i due marmi antichi che gli stanno ai lati nella testata del terzo corridoio, raffiguranti il <strong>Cinghiale<\/strong> e l&#8217;<strong>Ercole Farnese<\/strong>, provenienti dalle collezioni medicee, e sono stati resi possibili grazie al generoso sostegno economico dell&#8217;associazione Amici degli Uffizi e dei Friends of Uffizi Gallery Inc., che hanno contribuito all&#8217;intera operazione con un finanziamento di 160.000 euro circa.<\/p>\n<p>&#8220;Il restauro e la conseguente valorizzazione del gruppo statuario del Bandinelli &#8211; dice Cristina Acidini &#8211; con il suo intorno architettonico e artistico, conferiscono nuova ed efficace visibilit\u00e0 a un luogo importantissimo del percorso, la testata nord del Terzo Corridoio, in contiguit\u00e0 con la spettacolare veduta dei monumenti del centro storico&#8221;. Felice degli esiti \u00e8 anche Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi, che al gruppo ellenistico di Laocoonte, modello di quello del Bandinelli, ha in passato dedicato indagini particolari: &#8220;Il bel marmo di Baccio \u00e8 una delle prime e pi\u00f9 intense prove della fortuna grande d&#8217;una scultura antica &#8211; il<strong> Laocoonte<\/strong> &#8211; che tuttora s\u00e9guita a essere emblema di <em>pathos<\/em>, di forza, di languori, di lirica accorata&#8221;.<\/p>\n<p>Durante tutto questo periodo, il cantiere di restauro del<strong> Laocoonte<\/strong> \u00e8 rimasto eccezionalmente &#8216;aperto&#8217;, schermato da pannellature trasparenti, per consentire ai visitatori di seguire lo stato di avanzamento dei lavori.<\/p>\n<p>I restauri delle opere, sotto la direzione di Antonio Natali, Antonella Romualdi, gi\u00e0 Direttore del Dipartimento dell&#8217;Antichit\u00e0 Classica, Fabrizio Paolucci, attuale Direttore del Dipartimento dell&#8217;Antichit\u00e0 Classica e Francesca de Luca, Direttore del Dipartimento dell&#8217;arte del Cinquecento e del Seicento, sono stati eseguiti da Meridiana Restauri di Alberto Casciani per il <strong>Laocoonte<\/strong>, da Paola Rosa per il <strong>Cinghiale<\/strong> e da Giovanna Boni per l&#8217;<strong>Ercole Farnese<\/strong>. Il progetto del cantiere \u00e8 di Antonio Godoli, mentre le indagini diagnostiche sono state eseguite da Susanna Bracci dell&#8217;Istituto per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali del CNR e da Marcello Picollo dell&#8217;Istituto di Fisica Applicata &#8220;Nello Carrara&#8221; del CNR.<\/p>\n<p>In occasione della presentazione del restauro, il professor Andrea Carandini, uno dei pi\u00f9 autorevoli e illustri archeologhi italiani, terr\u00e0 una conferenza dal titolo Il contesto archeologico del Laocoonte. Carandini non entrer\u00e0 nel merito del restauro del marmo scolpito da Baccio Bandinelli ma, attraverso un&#8217;avvincente ricostruzione del tutto inedita, illustrer\u00e0 come \u00e8 arrivato ad identificare con esattezza la sala e il contesto da cui proviene l&#8217;originale gruppo di et\u00e0 ellenistica, scoperto nel 1506 sul Colle Oppio a Roma.<\/p>\n<p><strong>LA STORIA E IL RESTAURO<\/strong><\/p>\n<p>Le indagini diagnostiche e le puliture successivamente eseguite sull&#8217;opera di Bandinelli, hanno permesso di chiarire ulteriormente sia la sua vicenda creativa che quella conservativa, fornendo risultati molto interessanti.<br \/>\nCome sappiamo, Baccio Bandinelli ricevette l&#8217;incarico nel 1520, dalla corte pontificia, di realizzare per Francesco I di Francia, una copia dell&#8217;originale ellenistico scoperto a Roma sul Colle Oppio, presso le Terme di Tito, il 14 gennaio del 1506. L&#8217;opera raffigurava il sacerdote troiano che, secondo il racconto di Virgilio, si era opposto all&#8217;ingresso a Troia del cavallo di legno lasciato dai Greci di fronte alla citt\u00e0 suscitando le ire di Atena e Poseidone. Due serpenti marini lo avvolsero fra le loro spire, uccidendolo insieme ai due figli, e segnando cos\u00ec la distruzione di Troia.<\/p>\n<p>Lo stupore e l&#8217;interesse che il ritrovamento del <strong>Loacoonte<\/strong> suscit\u00f2 presso i contemporanei \u00e8 noto (\u00abTutta Roma die noctuque concorre a quella casa che li pare el jubileo\u00bb). Giuliano da Sangallo e Michelangelo, tra i primi a vederlo, lo identificarono immediatamente con quello di propriet\u00e0 dell&#8217;Imperatore Tito (79-81 d.C.), che Plinio il Vecchio attribuiva agli scultori Agesandro, Atanadoro e Polidoro di Rodi. L&#8217;opera contribu\u00ec notevolmente a rivoluzionare la percezione dell&#8217;arte moderna e non ci fu artista in Roma, anche di passaggio, che mancasse di studiarla.<br \/>\nA Bandinelli fu anche chiesto, come testimoniano <em>le Vite<\/em> del Vasari, di realizzare in cera il braccio destro mancante del sacerdote della scultura originale. L&#8217;artista ebbe la possibilit\u00e0 di lavorare nel Belvedere vaticano, dove il <strong>Laocoonte<\/strong> era stato collocato. A meno di un mese dall&#8217;incarico, il cartone per l&#8217;opera era gi\u00e0 pronto. Baccio si ispir\u00f2 solo formalmente all&#8217;originale e, nonostante la disapprovazione di Michelangelo, scelse di utilizzare tre blocchi di marmo. Terminata nel 1525, sotto il papato di Clemente VII, Giulio de&#8217; Medici, la scultura riporta sul piedistallo un rilievo raffigurante l&#8217;impresa del papa: una sfera trasparente attraversata da un raggio di sole che va a incendiare un albero retrostante, accompagnata dal motto &#8220;Candor illaesus&#8221;\u009d.<br \/>\nIl <strong>Laocoonte<\/strong> di Bandinelli non arriv\u00f2 mai in Francia; Clemente VII ne fu cos\u00ec entusiasta che lo volle a Firenze, nel giardino di Palazzo Medici, in via Larga. Spostato successivamente nel Casino di San Marco, entr\u00f2 nella Galleria degli Uffizi nel 1671.<br \/>\nL&#8217;incendio che scoppi\u00f2 il 12 agosto 1762 nel terzo corridoio della Galleria e che ne caus\u00f2 il crollo del tetto, danneggi\u00f2 pesantemente i marmi esposti tra cui il <strong>Laocoonte<\/strong>, frantumandolo in numerosi parti. Gi\u00e0 all&#8217;epoca fu oggetto di un restauro eseguito dal Traballesi, restauro integrativo che termin\u00f2 nel 1766.<\/p>\n<p>La superficie del <strong>Laocoonte <\/strong>appariva, prima del restauro appena terminato, offuscata da strati di polvere e cera che, se da una parte celavano le vecchie stuccature e le macchie rosse causate dall&#8217;incendio, dall&#8217;altra ne impedivano una corretta lettura.<br \/>\nLe analisi condotte &#8211; documentazione fotografica a fluorescenza UV, calorimetria effettuata su aree selezionate prima durante e dopo la pulitura, spettroscopia in riflettanza mediante fibre ottiche nelle regioni UV-visibile-vicino infrarosso per caratterizzare i materiali, microspia ottica, spettroscopia FT-IR per la caratterizzazione di patine, stuccature ecc. &#8211; hanno consentito di effettuare una minuziosa pulitura dell&#8217;opera, con l&#8217;ausilio del laser, che ha restituito nitidezza e piena leggibilit\u00e0 a questo straordinario gruppo scultoreo.<\/p>\n<p>Insieme al Laocoonte, l&#8217;intervento di restauro ha permesso di recuperare la corretta visione e la vibrante plasticit\u00e0 di altre due opere, provenienti dalle collezioni medicee.<br \/>\nLa prima \u00e8 il <strong>Cinghiale<\/strong>, probabile copia del I sec. d.C. di un bronzo di epoca ellenistica, che fu a sua volta modello per la celebre opera di Pietro Tacca, eseguita per la fontana del Mercato Nuovo, universalmente nota come <em>il Porcellino<\/em>. Proprio al fine di stabilire i rapporti di dipendenza fra l&#8217;opera seicentesca e il prototipo classico, \u00e8 stata eseguita una minuziosa comparazione del modellato delle due opere, mettendo cos\u00ec in evidenza, grazie all&#8217;elaborazione di una sistematica mappatura digitale, l&#8217;apporto creativo del Tacca nella rielaborazione del modello. Anche questa scultura fu gravemente danneggiata dall&#8217;incendio del 1762. La pulitura e le stuccature eseguite per ripristinare la continuit\u00e0 della superficie, hanno evidenziato l&#8217;eccezionale resa naturalistica di questa &#8220;fiera selvaggia&#8221;\u009d donata a Cosimo I da Pio IV.<br \/>\nLa seconda \u00e8 la copia dell&#8217;<strong>Ercole Farnese<\/strong>, sempre del I sec. d.C., rappresentato al termine delle proprie fatiche, in atteggiamento di spossatezza e riflessione. Questa copia degli Uffizi \u00e8 quella che replica con maggior fedelt\u00e0 il modellato asciutto del perduto archetipo bronzeo, della fine del IV secolo a.C., senza tralasciare l&#8217;espressivit\u00e0 del volto e della posa. Queste caratteristiche appaiono oggi evidenziate dalla preziosa operazione di pulitura condotta in maniera graduale e differenziata.<\/p>\n<p><strong>Gruppo marmoreo del Laocoonte<\/strong><br \/>\nBaccio Bandinelli<br \/>\nGalleria degli Uffizi, Terzo Corridoio<br \/>\nOrario: dalle ore 8.15 alle 18.50, luned\u00ec chiuso.<\/p>\n<p><strong>Informazioni:<\/strong><br \/>\nWelcome desk<br \/>\nTel. 055 213560 &#8211; 055 284034<\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa Amici degli Uffizi:<\/strong><br \/>\nDavis &amp; Franceschini &#8211; Lea Codognato, Caterina Briganti<br \/>\nTel. 055 2347273 &#8211; Fax 055 2347361 &#8211; <a href=\"mailto:davis.franceschini@dada.it\" target=\"_blank\">davis.franceschini@dada.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BACCIO BANDINELLI GRUPPO MARMOREO DEL LAOOCONTE Galleria degli Uffizi, Terzo Corridoio Orario: dalle ore 8.15 alle 18.50, luned\u00ec chiuso Luned\u00ec 19 ottobre 2009 Presentazione del restauro del Laocoonte di Baccio Bandinelli e dei marmi antichi Ercole Farnese e Cinghiale Inaugurazione: ore 17.30 Segue conferenza di Andrea Carandini Professore ordinario di Archeologia e Storia dell&#8217;Arte Greca &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=421\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Il restauro del Laooconte di Baccio Bandinelli&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4966,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,8],"tags":[16,405,402,404,403,401,80],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/421"}],"collection":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=421"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/421\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4939,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/421\/revisions\/4939"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4966"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=421"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=421"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=421"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}