{"id":432,"date":"2009-10-27T12:41:17","date_gmt":"2009-10-27T11:41:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/home\/?p=432"},"modified":"2013-08-28T17:10:34","modified_gmt":"2013-08-28T15:10:34","slug":"mark-lewis-al-museo-marini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=432","title":{"rendered":"Mark Lewis al Museo Marini"},"content":{"rendered":"<p><strong>MARK LEWIS<br \/>\nMuseo Marino Marini<br \/>\nFirenze, Piazza San Pancrazio<\/strong><\/p>\n<p>28 ottobre &#8211; 28 novembre 2009<em><br \/>\n<\/em><strong>Inagurazione:<\/strong><br \/>\nmercoled\u00ec\u00a0 28 ottobre, ore 18.30<\/p>\n<p>Il Museo Marino Marini ospita a partire da mercoled\u00ec 28 ottobre un&#8217;ampia rassegna delle pi\u00f9 importanti produzioni di Mark Lewis (Hamilton, Canada, 1958), protagonista del Padiglione Canada alla 53\u00b0 Biennale di Venezia. Nata dalla collaborazione con il MAN di Nuoro, dove ha inaugurato nel maggio del 2009, la mostra \u00e8 a cura di Cristiana Collu e Saretto Cincinelli, con il coordinamento di Alberto Salvadori.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4909\" rel=\"attachment wp-att-4909\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"rush-hour\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/rush-hour1-300x227.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"227\" \/><\/a><\/p>\n<p>La rassegna \u00e8 la pi\u00f9 completa introduzione alla ricerca di Mark Lewis e raccoglie principalmente una selezione di film del periodo 1998-2008. Un&#8217;antologica, dunque anche se non in senso tradizionale, che focalizza l&#8217;attenzione su un linguaggio cinematografico maggiormente rivolto verso l&#8217;arte che, privo di montaggio e sonoro e realizzato direttamente in un&#8217;unica ripresa di pochi minuti, mantiene un&#8217;unit\u00e0 spazio-temporale, reale o apparente, e rappresenta ad oggi, come testimoniano anche i lavori proposti in Biennale, il nucleo centrale della sua ricerca.<\/p>\n<p>In occasione del finissage della mostra, il Museo Marino Marini presenta due eventi in collaborazione con la seconda edizione de LO SCHERMO DELL&#8217;ARTE, Festival internazionale di film sulle arti contemporanee, curato da Silvia Lucchesi. Per il ciclo CINEMA D&#8217;ARTISTA, marted\u00ec 24 novembre alle ore 21.30, al Cinema Odeon, sar\u00e0 proiettato, alla presenza dell&#8217;autore, <em>Backstory<\/em> (2009, 35mm e 4K trasferito in 2K, 39&#8242;) documentario in cui Mark Lewis racconta la storia degli Hansard, famiglia di tecnici esperti nelle retroproiezioni, artefici di memorabili scene del cinema hollywoodiano. Sullo sfondo delle loro stesse creazioni, i protagonisti ripercorrono, per aneddoti, vicende ed evoluzioni di questa tecnica utilizzata da Lewis nei suoi ultimi lavori.<br \/>\nIl giorno successivo, mercoled\u00ec 25 novembre, alle ore 15.00 al Museo Marino Marini, Mark Lewis terr\u00e0 una lecture, nell&#8217;ambito di FESTIVAL TALKS.<strong><\/p>\n<p>Mark Lewis<\/strong><br \/>\nDopo aver praticato la fotografia e realizzato diverse installazioni in spazi pubblici, Lewis rivolge la sua attenzione all&#8217;immagine in movimento e, a partire dalla met\u00e0 degli anni 90, inizia ad esplorare linguaggi e forme del cinema con il fine di interrogarne la storia e le convenzioni. Le sue opere spesso realizzate in cinemascope e, pi\u00f9 recentemente, con tecnologie digitali in 2 e 4 K sono state proposte in tutte le grandi mostre internazionali che, nel corso degli anni, hanno tematizzato il crescente interesse dell&#8217;arte contemporanea per il medium cinematografico e, in breve, Lewis \u00e8 divenuto uno degli artisti maggiormente rappresentativi fra quanti utilizzano il film in ambito artistico.<br \/>\nNello spirito dei primi film Lumi\u00e8re, le sue opere, spesso caratterizzate da una ripresa continua e priva di montaggio, che restituisce un momento unitario di spazio e tempo, sono proiettate sotto la forma di piani-sequenza, direttamente sulle pareti dello spazio espositivo. Ogni opera, realizzata con i mezzi tecnici del cinema professionale (troupe, attori spesso professionali, pellicola da 35 mm), eccede di gran lunga la produzione necessaria alla realizzazione di un video, ma il risultato non \u00e8 mai un film nel senso tradizionale del termine: nessuna di esse infatti racconta esplicitamente una storia e raramente la loro durata supera i 5 minuti.<br \/>\nAttraverso sottili movimenti della macchina da presa (zoom, travelling) e gusto del dettaglio, l&#8217;artista gioca con differenti strati di informazione e di codici visivi stabiliti, mettendo cos\u00ec alla prova la capacit\u00e0 d&#8217;attenzione dello spettatore, inducendolo a rivedere il film pi\u00f9 volte per apprenderne tutti i risvolti e la misteriosa complessit\u00e0. Mirabili operazioni di decostruzione del linguaggio filmico tradizionale, le opere di Mark Lewis, proiettate a ciclo continuo, reclamano di essere apprese alla maniera di opere plastiche e contribuiscono a far saltare le frontiere, che per troppo tempo hanno mantenuto separati cinema e arte contemporanea.<br \/>\nVeri intrighi visivi, i suoi film brevi e silenziosi non si limitano ad esplorare le convenzioni formali della settima arte, ma si interessano agli aspetti &#8220;cinematografici&#8221;\u009d del mondo in cui viviamo, nel quale le tecnologie dell&#8217;immagine in movimento hanno radicalmente trasformato la percezione spaziale e temporale. L&#8217;artista parla a questo proposito di &#8220;cinema permanente&#8221;.<br \/>\nNelle sue opere cinematografiche, frequentemente incentrate su luoghi dimessi e abbandonati, rovine dell&#8217;utopia modernista o paesaggi intemporali marcati dal passaggio della luce, modalit\u00e0 di ripresa, taglio delle inquadrature, movimenti di macchina donano all&#8217;immagine una intensit\u00e0 e una dimensione d&#8217;estraneit\u00e0 che fa oscillare senza posa il rapporto tra l&#8217;identit\u00e0 e di ci\u00f2 che vediamo e la percezione che ne abbiamo, rinviando alla tradizione del pittorico e del fotografico che ha forgiato la sensibilit\u00e0 dello sguardo occidentale.<br \/>\nChe utilizzi l&#8217;immagine fissa o in movimento, Mark Lewis \u00e8 sempre interessato a &#8220;ci\u00f2 che resta dietro di noi allorch\u00e9 il mondo si sposta, o sembra spostarsi, in un&#8217;altra direzione&#8221;, un &#8220;dopo&#8221; che gli consente la pi\u00f9 ampia libert\u00e0 di indagine, senza alcuna costrizione di tempo.<br \/>\nOggetto della ricerca di Lewis non sono per\u00f2 solo i paesaggi sublimi o gli ambienti in rovina, ma gli stessi spazi della quotidianit\u00e0 che l&#8217;artista mostra con l&#8217;intento di evidenziarne la forza, la potenza e la straordinariet\u00e0, caratteristiche che sono, a saperle vedere, anche dei luoghi pi\u00f9 apparentemente abituali o &#8220;banali&#8221;\u009d. Dietro l&#8217;apparenza &#8211; sembra dirci Mark Lewis &#8211; non c&#8217;\u00e8 la cosa in s\u00e9 ma lo sguardo. \u00c8 dunque a quest&#8217;ultimo che le sue opere si rivolgono. Esse non &#8220;rappresentano&#8221;\u009d ma &#8220;rendono presente qualcosa&#8221;, spesso, tramite l&#8217;interdizione della loro stessa &#8220;eloquenza&#8221; e della loro stessa &#8220;trasparenza&#8221;.<\/p>\n<p>D&#8217;origine canadese (Hamilton, 1957), Mark Lewis vive e lavora a Londra. \u00c8 professore di Belle Arti al Central Saint Martins College of Art and Design, Universityof the Arts, Londra. \u00c8 inoltre co-fondatore e direttore del periodico <em>Afterall. A journal of Art Context and Enquiry<\/em> (Londra, Los Angeles e Anversa) e curatore di Afterall Books.<br \/>\nDopo una formazione artistica con Victor Burgin, maestro della fotografia concettuale, inizia, a partire dalla met\u00e0 degli anni 90, ad esplorare il linguaggio del cinema. Le sue opere spesso realizzate in cinemascope e trasferite in dvd prendono la forma di grandi proiezioni su vasti spazi. La sua ricerca, riconosciuta sia America che in Europa, \u00e8 stato oggetto di numerose esposizioni personali (La Biennale di Venezia, 2009; Jeu de Pomme, Maison d&#8217;art Art Bernard Anthonioz, Nogent sur Marne, 2009 France; Museo Man, Nuoro, Italia; Gallery of Ontario, Toronto, Canada, 2008; Le Grand Caf\u00e9 Centre for Contemporary Art, Saint Nazaire, France, 2008; l&#8217;Akademie der Bildenden K\u00fcnste Vienne, 2008; PS1 International Projet, Long Island City, New York; Centro Andaluz de Arte Contemporaneo, Sevilla, Spain, 2007; Musee d&#8217;Art Contemporain, Montreal Quebec, Canada 2007, Musee d&#8217;art Moderne du Grand Duc, Jean, Luxembourg 2007; e i suoi film sono stati egualmente proposti in tutte le grandi mostre internazionali che, negli ultimi anni, hanno tematizzato l&#8217;interesse degli artisti contemporanei per il linguaggio del cinema:<br \/>\n<em>Re-makes<\/em> al CAPC Mus\u00e9e d&#8217;Art Contemporain di Bordeaux, <em>(Based upon) True Stories<\/em> al Witte de With di Rotterdam, <em>Liverpool Biennal<\/em> alla Tate Liverpool, I<em>ntelligence: New British Art 2000<\/em> alla Tate Britain di Londra, <em>Cinema! Cinema! The Cinematic Experience<\/em> allo Stedelijk Van Abbemuseum, Eindhoven e <em>L&#8217;effet cin\u00e9ma<\/em> al Mus\u00e9e d&#8217;art contemporain de Montr\u00e9al.<\/p>\n<p><strong>Catalogo:<\/strong><br \/>\nSilvana Editoriale<br \/>\nCon testi di: Cristiana Collu, Saretto Cincinelli, Mark Lewis, Philippe-Alain Michaud, Craig Burnett, biografia, filmografia e bibliografia dell&#8217;artista<br \/>\nEnglish-Italian 240 pages, 24&#215;28 cm, hardcover, \u20ac 35.<\/p>\n<p><strong>Informazioni:<\/strong><br \/>\nMuseo Marino Marini<br \/>\nFirenze, Piazza San Pancrazio &#8211; Tel. 055 219432<br \/>\n<a href=\"mailto:info@museomarinomarini.it\" target=\"_blank\">info@museomarinomarini.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Orario:<\/strong><br \/>\ndalle 10 alle 17, chiuso la domenica e il marted\u00ec<\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa Museo Marino Marini:<\/strong><br \/>\nDavis &amp; Franceschini<br \/>\nTel. 055 2347273 &#8211; Fax 055 2347361<br \/>\n<a href=\"mailto:davis.franceschini@dada.it\" target=\"_blank\">davis.franceschini@dada.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.davisefranceschini.it\" target=\"_blank\">www.davisefranceschini.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MARK LEWIS Museo Marino Marini Firenze, Piazza San Pancrazio 28 ottobre &#8211; 28 novembre 2009 Inagurazione: mercoled\u00ec\u00a0 28 ottobre, ore 18.30 Il Museo Marino Marini ospita a partire da mercoled\u00ec 28 ottobre un&#8217;ampia rassegna delle pi\u00f9 importanti produzioni di Mark Lewis (Hamilton, Canada, 1958), protagonista del Padiglione Canada alla 53\u00b0 Biennale di Venezia. 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