{"id":4500,"date":"2013-04-18T14:00:23","date_gmt":"2013-04-18T12:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/?p=4500"},"modified":"2013-04-18T12:52:35","modified_gmt":"2013-04-18T10:52:35","slug":"early-one-morning-mattew-brannon-e-nicola-martini-al-museo-marino-marini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=4500","title":{"rendered":"Early one Morning &#8211; Mattew Brannon e Nicola Martini al Museo Marino Marini"},"content":{"rendered":"<p><strong>Museo Marino Marini<\/strong><br \/>\n<strong> Firenze, Piazza San Pancrazio<\/strong><\/p>\n<p><strong>EARLY ONE MORNING<\/strong><br \/>\nProgetto espositivo novembre 2012 \u2013 febbraio 2014<br \/>\nA cura di Alberto Salvadori<\/p>\n<p><em><strong>Department Store at Night<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong> (Five impossible Films,1)<\/strong><\/em><br \/>\n<strong>Matthew Brannon<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Nervo Vago<\/strong><\/em><br \/>\n<strong> Nicola Martini<\/strong><\/p>\n<p>20 aprile \u2013 8 giugno 2013<\/p>\n<p>Opening:<br \/>\nVenerd\u00ec 19 aprile 2013, ore 19<\/p>\n<p><strong>Il Museo Marino Marini prosegue il programma espositivo di Early one Morning, a cura del direttore artistico Alberto Salvadori. Il 19 aprile si inaugura <em>Department store at night (Five impossible Films,1)<\/em> <\/strong>progetto inedito prodotto dal Museo, di<strong> Matthew Brannon<\/strong> (St. Maries, Idaho, 1971), affermatissimo artista statunitense con mostre nei pi\u00f9 importanti musei internazionali, che coniuga un&#8217;elaborata e sofisticata produzione di grafica a installazioni volte a realizzare complessi e articolati progetti narrativi. In contemporanea si inaugura anche <em><strong>Nervo vago<\/strong><\/em> del fiorentino <strong>Nicola Martini<\/strong> (1984), tra i migliori giovani presenti nel panorama italiano.<br \/>\nLe due mostre rimarranno aperte fino all\u20198 giugno 2013.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4519\" rel=\"attachment wp-att-4519\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"mattew_brannon_02\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/mattew_brannon_021-220x300.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Early one morning<\/em>, che riprende il titolo di una famosa opera di Anthony Caro del 1962, analizza e indaga modalit\u00e0 differenti di lavoro, dalla ricognizione storica e riattivazione di sculture grazie all\u2019interazione con il pubblico, alla ricerca praticata da giovani generazioni di artisti italiani e internazionali, fino all&#8217;uso del video come strumento di indagine e di relazione tra persone, oggetti e architettura.<\/p>\n<p><strong>Matthew Brannon<\/strong><br \/>\n<strong><em>Department store at night<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em> (Five impossible Films, 1)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4517\" rel=\"attachment wp-att-4517\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"mattew_brannon_02\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/mattew_brannon_02-226x300.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"300\" \/><\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi dieci anni di lavoro Matthew Brannon ha creato opere nelle quali la tensione tra testo e immagine \u00e8 sempre stata presente come vero e proprio elemento di costruzione del lavoro, anche se mai questo rapporto \u00e8 stato pensato come elemento narrativo tra le due parti.<br \/>\nBrannon recentemente ha spostato la sua attenzione verso la scrittura nei termini in cui i libri da lui scritti, in forma di racconto lungo, assumono una loro autonomia rispetto alle sculture e alle stampe, da sempre al centro del suo lavoro. Allontanando cos\u00ec l\u2019immagine dal testo, Brannon va verso una nuova modalit\u00e0 di avvicinamento, di vicinanza tra i due, facendo in modo che le opere siano come degli amplificatori del testo che li accompagna. Lo spettatore\\lettore assume una posizione attiva nella decifrazione della storia, diviene lui stesso elemento di costruzione dell\u2019intero racconto, completando l\u2019esperienza della lettura con quella della visita alla mostra.<br \/>\n<strong>Al Museo Marino Marini Matthew Brannon ha costruito un <em>Department store at night<\/em> dove sculture, stampe, fabric floor e un libro raccontano il cruento e misterioso episodio notturno alla base di un giallo da risolvere.<\/strong><br \/>\nL\u2019elemento di <em>fiction<\/em> attinge da suggestioni che l\u2019artista ha avuto durante i sopralluoghi al museo &#8211; lo spazio della cripta, oggi luogo deputato a progetti espositivi, luogo di millenaria storia, depositario di fatti e avvenimenti a noi sconosciuti \u2013 e dalla citt\u00e0 di Firenze, nella quale il <em>department store<\/em> \u00e8 oggi l\u2019elemento caratterizzante l\u2019aspetto del centro cittadino, dove ogni luogo \u00e8 destinato al commercio, qualunque sia la sua natura, e dove una vivace vita diurna si alterna ad una tenue, quasi spenta, vita notturna, animata da fatti di ordinaria cronaca di provincia, nella quale tutto pu\u00f2 apparire eccezionale.<br \/>\nUna compagnia teatrale occupa abusivamente di notte il <em>Department store<\/em> e durante la lettura di un importante testo del \u2018900, <em>Il disagio della civilt\u00e0<\/em>, di Freud, avviene il fatto di cronaca alla base della storia, del <em>noir<\/em> che sempre appassiona il pubblico. Nel testo Freud affronta il delicato rapporto tra individuo e civilt\u00e0, lo scontro tra ricerca e desiderio della personale libert\u00e0 istintiva e la civilt\u00e0 che necessariamente richiede l\u2019esatto contrario, sopendo gli istinti attraverso leggi e limitazioni. Tale incontro\\scontro, secondo Freud, tende a infondere sentimenti d\u2019insoddisfazione e, nell\u2019evoluzione di un pensiero oramai quasi secolare, si affianca cos\u00ec all\u2019idea di civilt\u00e0 l\u2019appagamento del consumo come elemento di mitigamento e controllo dell\u2019istintivit\u00e0.<br \/>\nIl lavoro sui medium della rappresentazione effettuato da Brannon \u00e8 definibile come una costruzione vettoriale fenomenologica, precisamente legata all\u2019attivit\u00e0 di connessione e organizzazione di elementi, grazie alla quale un soggetto entra in relazione con un mondo, quello del museo e della citt\u00e0 Firenze, come significato.<br \/>\nIl lavoro dell\u2019artista americano incrocia cos\u00ec il concetto della definizione kantiana dell\u2019opera, <em>ergon<\/em>, cio\u00e8 stare dentro l\u2019opera, con quella derridiana del <em>parergon<\/em>, cio\u00e8 stare fuori dall\u2019opera; ovvero, stare dentro la cornice pittorica, dentro lo spazio della rappresentazione del quadro, all\u2019interno di regole date, dentro le leggi del genere, quindi all\u2019interno di un\u2019autonomia estetica di pensiero e di contenuto per poi far uscire il contenuto dell\u2019opera verso l\u2019esperienza di un momento vissuto, sia esso fiction (quello costruito dall\u2019artista nella storia) sia esso reale (quello costruito dallo spettatore incrociando la lettura del libro con la visita alla mostra) evocanti momenti e storie personali come quella della formazione visiva, che per la generazione dell\u2019artista, avveniva ancora con l\u2019esperienza diretta, come ad esempio la frequentazione di sale cinematografiche o altri luoghi ritenuti personalmente importanti.<\/p>\n<p><strong>La mostra \u00e8 composta, oltre che dal libro, da tre nuclei di opere, pensati e realizzati come veri e propri set teatrali e cinematografici.<\/strong><br \/>\n<strong>La grande scultura <em>Unlearn<\/em> apre l\u2019esposizione<\/strong>: una vetrina di profumi, vicino alla quale viene trovato il corpo della ragazza morta da cui ha origine la storia; tutto \u00e8 simulazione, non ci sono bottiglie di profumo, c\u2019\u00e8 per\u00f2 il ricordo di un periodo della vita dell\u2019artista durante il quale, volendo diventare medico, inizi\u00f2 a frequentare anche un obitorio, e gli odori di allora sono rimasti presenti nella sua memoria. Qui \u00e8 l\u2019evocazione tramite l\u2019oggetto che produce il primo momento di incontro tra testo e immagine.<br \/>\n<strong>Segue una grande installazione, dove sculture e tappeti vanno a creare un&#8217;unica opera<\/strong> che definisce l\u2019ambiente del grande magazzino, luogo appunto dove si svolge la storia. Le sculture hanno una parte in vetro sulla quale vi sono delle scritte realizzate a mano, evocanti i grandi magazzini degli anni \u201950. Le parole hanno un significato legato al contrasto tra scelte sociali e scelte individuali e rimandano sia alla produzione industriale sia alla mercificazione del luogo, in questo caso Firenze.<br \/>\n<strong>Infine la terza sezione della mostra, una stampa e un manifesto di un cinema-teatro<\/strong> contenente una serie di locandine di grandi e importanti film che hanno formato molti di noi alla definizione di narrazione, alla capacit\u00e0 di seguire e costruire storie che venissero sia dalla realt\u00e0 sia dalla finzione. Un vero e proprio omaggio a quei teatri d&#8217;essai che ancora sopravvivono in USA \u2013 in alcuni casi anche da noi in Italia &#8211; e dove si \u00e8 formata la cultura cinematografica dell&#8217;artista.<br \/>\nUna mostra pensata come le pagine di un libro, attraversate dal pubblico in visita al Museo dove il testo genera le immagini che non sono propriamente didascaliche al testo, due lavori che corrono in parallelo e riferendosi l&#8217;un l&#8217;altro.<\/p>\n<p><strong>Nicola Martini<\/strong><br \/>\n<em><strong> Nervo vago<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4516\" rel=\"attachment wp-att-4516\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"nicola_martini_01\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/nicola_martini_01-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il nervo vago fuoriesce dalla medulla oblungata, passando dal forame giugulare, passando dal torace alla cavit\u00e0 gastrointestinale; decimo delle dodici paia di nervi intracranici, \u00e8 responsabile della frequenza cardiaca passando dalla peristalsi gastrointestinale, dalla sudorazione dei muscoli sfruttati dal parlato e dalla apertura della laringe durante l&#8217;inspirazione. Riceve inoltre sensazioni dall&#8217;orecchio esterno, e parte delle meningi. La sua materia, di cui la matrice \u00e8 unitaria, si specifica a seconda delle regioni che interessa.<br \/>\nIl progetto di Nicola Martini per il Museo Marino Marini entra direttamente nel sistema nervoso del museo, va a inserirsi nell\u2019architettura entrando nelle nervature, negli spazi di connessione tra esterno e interno, tra materie differenti, tra penetrazione e compenetrazione di luce e buio.<br \/>\nMartini, come sempre nella sua pratica, innesca frizioni nella natura degli elementi che costituiscono la sua scultura, stabilisce un rapporto diretto con la materia sia essa quella delle opere da lui realizzate sia essa quella degli elementi strutturali e costruttivi, in questo caso l&#8217;architettura del museo.<br \/>\nIl nartece, delimitato dal grande triforio di Leon Battista Alberti, \u00e9 il primo luogo dove il lavoro di Nicola Martini incontra, indaga e modifica il guscio, di matrice tardo brutalista, che accoglie le persone al Museo Marini di Firenze e ci introduce allo spazio interno, dove la collezione dello scultore pistoiese \u00e8 conservata.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4515\" rel=\"attachment wp-att-4515\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"nicola_martini_02\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/nicola_martini_02-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Martini ha assunto una posizione parallela a quella di Marino Marini dialogando alla pari con lo spazio a lui dedicato; immediatamente annuncia, grazie ai lavori presenti in esterno, il tratto peculiare della sua pratica: una ricerca costante sulla materia, sulla sua natura e sulla sua qualit\u00e0 di adattarsi alle modifiche, ai cambiamenti e alle tensioni.<br \/>\nLa materia diviene oggetto di indagine, strumento esperienziale, un\u2019idea che permette cos\u00ec condivisione e rapporto diretto con la natura, lo spazio, le persone.<br \/>\nProprio il rapporto diretto con la materia permette a Nicola Martini di esplorare luoghi sconosciuti, interstizi anonimi, che investiti di un ruolo, grazie al suo lavoro, connotano in maniera nuova la condizione statica dell&#8217;architettura del museo.<br \/>\nMartini poi entra all&#8217;interno dell&#8217;edificio e nel sacello della cripta interviene negando lo spazio, escludendo l\u2019accesso a una stanza destinata a progetti degli artisti invitati, ridisegnandone la funzione con una scultura realizzata in una cera speciale.<br \/>\nLa ricerca, la manipolazione e la sperimentazione dei materiali producono una scultura dove le assonanze formali con ci\u00f2 che storicamente l\u2019ha preceduta perdono di significato e assume un ruolo primario l\u2019originale manifestazione del mai visto prima, dovuto alla volont\u00e0 di andare a cercare l\u2019invisibile, ci\u00f2 che non si manifesta se non attraverso un lungo e imprevedibile processo di costruzione di una nuova condizione della materia che genera poi la forma.<br \/>\nNicola Martini ha realizzato per la sua personale al Museo Marino Marini cinque nuove sculture.<br \/>\nLa mostra \u00e8 stata resa possibile anche grazie al sostegno della Galleria Kaufmann Repetto.<\/p>\n<p><em><strong>Museo associato AMACI<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Museo Marino Marini<\/strong><br \/>\nPiazza San Pancrazio, Firenze<br \/>\nOrario: 10 &#8211; 17 &#8211; chiuso il marted\u00ec, la domenica e i giorni festivi<br \/>\nBiglietti: intero: \u20ac 4, ridotto \u20ac 2<br \/>\nTel. +39 055 219432<br \/>\n<a href=\"mailto:info@museomarinomarini.it\" target=\"_blank\">info@museomarinomarini.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.museomarinomarini.it\" target=\"_blank\">www.museomarinomarini.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa:<\/strong><br \/>\nDavis &amp; Franceschini<br \/>\nTel. + 39 055 2347273 &#8211; Fax + 39 055 2347361<br \/>\n<a href=\"mailto: davis.franceschini@dada.it\" target=\"_blank\"> davis.franceschini@dada.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.davisefranceschini.it\" target=\"_blank\">www.davisefranceschini.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Museo Marino Marini Firenze, Piazza San Pancrazio EARLY ONE MORNING Progetto espositivo novembre 2012 \u2013 febbraio 2014 A cura di Alberto Salvadori Department Store at Night (Five impossible Films,1) Matthew Brannon Nervo Vago Nicola Martini 20 aprile \u2013 8 giugno 2013 Opening: Venerd\u00ec 19 aprile 2013, ore 19 Il Museo Marino Marini prosegue il programma &hellip; 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