{"id":5536,"date":"2013-12-02T18:12:04","date_gmt":"2013-12-02T16:12:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/?p=5536"},"modified":"2013-12-02T18:13:31","modified_gmt":"2013-12-02T16:13:31","slug":"i-vincitori-delledizione-2013-del-premio-sila-49","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=5536","title":{"rendered":"I vincitori dell&#8217;edizione 2013 del Premio Sila &#8217;49"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premio Sila \u201949<\/strong><br \/>\n<strong> Edizione 2013<\/strong><br \/>\nCosenza, sabato 7 dicembre, ore 18<\/p>\n<p><strong>I vincitori<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alessandro Perissinotto <em>Le colpe dei padri<\/em> (Piemme)<\/strong><br \/>\nPremio Letteratura<\/p>\n<p><strong>Domenico Losurdo <em>La lotta di classe. Una storia politica e filosofica<\/em> (Laterza)<\/strong><br \/>\nPremio Economia e Societ\u00e0<\/p>\n<p><strong>Lucy Riall <em>La rivolta. Bronte 1860<\/em> (Laterza)<\/strong><br \/>\nPremio Speciale Saggio in traduzione sul Mezzogiorno<!--more--><\/p>\n<p>Il <strong>Premio Sila<\/strong>, nato nel 1949 a Cosenza, e tornato da due anni sulla scena nazionale per promuovere la letteratura di impegno civile &#8211; sin dall\u2019inizio si colloc\u00f2 nel vivo del dibattito tra correnti letterarie, scoprendo talenti e coinvolgendo nelle Giurie personalit\u00e0 come Giuseppe Ungaretti, Carlo Bo, Luigi Russo, Leonida R\u00e9paci, Carlo Levi, Geno Pampaloni, Rosario Villari, Enzo Siciliano, Angelo Guglielmi &#8211; annuncia i vincitori dell\u2019edizione 2013.<br \/>\nTre libri che riconfermano la vocazione del Premio a promuovere opere che alimentano lo spirito critico e una letteratura che racconta la realt\u00e0 contemporanea e la complessit\u00e0 dell\u2019attuale fase storica. La cerimonia di <strong>Premiazione<\/strong> si terr\u00e0 sabato 7 dicembre alle ore 18 nel Ridotto del Teatro Rendano di Cosenza. Conduce la serata<strong> Michele Mirabella<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <strong>Premio Sila \u201849<\/strong>, diretto da <strong>Gemma Cestari<\/strong> e <strong>Luca Ardenti<\/strong>, \u00e8 promosso dalla <strong>Fondazione Premio Sila<\/strong>, ed \u00e8 diviso in due sezioni principali: la sezione Letteratura, la sezione Economia e Societ\u00e0. A esse si affiancano i Premi Speciali che la giuria assegna ad autori o opere fuori concorso che hanno un particolare rilievo nella vita culturale nazionale e internazionale. Il Premio collabora con la Libreria Ubik di Cosenza nella promozione della lettura e con la selezione di un comitato di lettori.<\/p>\n<p><strong>I vincitori<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=5537\" rel=\"attachment wp-att-5537\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"alessandro-perissinotto-foto-barbara-bruschi\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/alessandro-perissinotto-foto-barbara-bruschi-243x300.jpg\" alt=\"\" width=\"243\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Alessandro Perissinotto<\/strong> con <em><strong>Le colpe dei padri<\/strong><\/em>, edito da Piemme, vince il <strong>Premio Letteratura<\/strong>.<br \/>\n\u201cIl tema della rimozione \u2013 di ci\u00f2 che la memoria non vuole o non sa accogliere \u2013 attraversa prepotentemente il romanzo: la rimozione che segna Guido Marchisio, costretto in qualche modo a segretare e sotterrare i primi anni della propria infanzia, e quella che riguarda quanto \u00e8 accaduto nell\u2019Italia degli anni settanta. Il meccanismo della rimozione \u2013 come ciascuno sa assai bene, a partire dalla propria esistenza \u2013 non \u00e8 mai senza costi e Perissinotto ci mostra in che modo tali occultamenti, sia soggettivi che collettivi, tornino prepotentemente in scena a chiedere di saldare il conto\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=5538\" rel=\"attachment wp-att-5538\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"domenico-losurdo\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/domenico-losurdo-300x290.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"290\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Domenico Losurdo<\/strong> con <em><strong>La lotta di classe. Una storia politica e filosofica<\/strong><\/em>, edito da Laterza, vince il <strong>Premio Economia e Societ\u00e0<\/strong>.<br \/>\n\u201cDomenico Losurdo, con rigore filologico, storico e filosofico, ripercorre la storia contemporanea partendo dall\u2019idea espressa nel Manifesto di forme diverse di lotta di classe. Non solo quella tra borghesia e proletariato, bens\u00ec anche delle nazioni oppresse dal vecchio e nuovo colonialismo e delle donne per l\u2019emancipazione. Lotte di classe e nelle classi\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=5539\" rel=\"attachment wp-att-5539\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"lucy-riall\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/lucy-riall.jpg\" alt=\"\" width=\"295\" height=\"235\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Lucy Riall<\/strong> con <em><strong>La rivolta. Bronte 1860<\/strong><\/em>, edito da Laterza, vince il <strong>Premio Speciale Saggio in traduzione sul Mezzogiorno<\/strong>.<br \/>\nSulla \u201cstrage di Bronte\u201d il libro offre una prospettiva del tutto nuova. La Ducea di Bronte fu regalata dal Re di Napoli Ferdinando IV all\u2019Ammiraglio Horace Nelson e ai suoi discendenti in segno di gratitudine per aver \u201csalvato\u201d il regno nel 1799, ed entr\u00f2 da allora a far parte dell\u2019Impero Britannico. Riall mostra come la presenza nel territorio di Bronte dell\u2019\u201daltro\u201d, il ricco e arrogante straniero protetto dalla mitica potenza britannica, abbia condizionato la vita della comunit\u00e0 ottocentesca tanto dei contadini che dei notabili, come abbia influito sulla formazione delle alleanze, sul carattere della faziosit\u00e0 locale e sull\u2019immaginario locale relativo alla nazione, alla rivolta e alla rivoluzione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=3206\" rel=\"attachment wp-att-3206\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Premio Sila 49\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/premiosila49-300x71.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"71\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>La storia<\/strong><br \/>\nLa nuova avventura culturale del Premio Sila riparte nel luogo in cui tutto ebbe inizio: Cosenza. Qui, nella citt\u00e0 di Telesio, definita da Piovene \u201cl\u2019Atene calabrese\u201d, nel febbraio 1949, il <strong>Premio Sila<\/strong> nasceva dall\u2019intuizione e dalla volont\u00e0 dei suoi fondatori, Raffaele Cundari, Mauro Leporace e Giacomo Mancini, figure di primo piano della vita politica e culturale della citt\u00e0. A presiedere la Giuria della prima edizione fu chiamato il letterato calabrese Leonida R\u00e9paci, animatore del Premio Viareggio, che lavor\u00f2 alla costruzione di una giuria di altissimo valore intellettuale, basti ricordare Carlo Levi, Concetto Marchesi, Corrado Alvaro, Luigi Russo. Sin dal suo esordio il Premio Sila ha prodotto eventi significativi come la storica conferenza di Giacomo De Benedetti su Alfieri e quella di Carlo Muscetta su Padula.<br \/>\nIn un costante e intenso impegno culturale, nell\u2019arco di molti decenni, il Sila ha coinvolto nelle sue Giurie varie personalit\u00e0 del mondo letterario, fra cui Giuseppe Ungaretti, Carlo Bo, Walter Pedull\u00e0, Geno Pampaloni, Angelo Guglielmi, Rosario Villari, Angelo Maria Ripellino, Enzo Siciliano, e ha contribuito alla scoperta di molti talenti. Fra i tanti della sua lunga storia ricordiamo Luigi Malerba, Rossana Ombres, Franco Cordelli, Franco Basaglia, Vincenzo Cerami, Giuseppe Pontiggia, Vittorio Sermonti, Ottiero Ottieri, Leonardo Sciascia, Mario Tobino, Giorgio Bocca, Ignazio Silone, Michele Prisco.<br \/>\nErede di un passato di considerevole valore intellettuale, il Premio \u00e8 rinato con il nome di \u201c<strong>Premio Sila \u201849<\/strong>\u201d per riprendere le fila di un discorso interrotto. Oggi, come allora, si avverte la necessit\u00e0 di stimolare, valorizzare e ridisegnare le mappe della nostra storia letteraria con uno sguardo attento e sensibile che riaffermi il valore etico della cultura e l\u2019esercizio dello spirito critico.<br \/>\nNel maggio del 2010 \u00e8 stata costituita la <strong>Fondazione Premio Sila<\/strong> allo scopo di far rinascere il premio che vide le sue ultime edizioni negli anni novanta. Il Premio \u00e8 sostenuto da UBI Banca Carime con il patrocinio della Provincia di Cosenza, della Camera di Commercio di Cosenza, del Comune di Cosenza, di Confindustria Cosenza e con il contributo di Sifin Factor e Granarolo.<\/p>\n<p><strong>Fondazione Premio Sila \u201849<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.premiosila49.it\" target=\"_blank\">www.premiosila49.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa:<\/strong><br \/>\nDavis &amp; Franceschini &#8211; Tel. +39 055 2347273 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.davisefranceschini.it\" target=\"_blank\">www.davisefranceschini.it<\/a><\/p>\n<p><strong>SCHEDE LIBRI E AUTORI<\/strong><\/p>\n<p><strong>PREMIO SILA \u201949 \u2013 Vincitore Premio Letteratura<\/strong><\/p>\n<p><strong>ALESSANDRO PERISSINOTTO<\/strong> (Torino, 1964) insegna Teorie e tecniche delle scritture all\u2019Universit\u00e0 di Torino. Ha esordito come romanziere nel 1997 con <em>L&#8217;anno che uccisero Rosetta<\/em> (Sellerio), primo volume di una trilogia di noir storici che si completa con\u00a0 <em>La canzone di Colombano<\/em> e <em>Treno 8017<\/em> (Sellerio, 2000 e 2003). Nel 2004 esce per Rizzoli <em>Al mio giudice<\/em> (premio Grinzane Cavour 2005 per la Narrativa Italiana, Prix du Polar Mediterran\u00e9e 2008), seguito da <em>Una piccola storia ignobile<\/em>, <em>L&#8217;ultima notte bianca<\/em>, <em>L&#8217;orchestra del Titanic<\/em> e <em>Per vendetta<\/em>. Le sue opere sono state tradotte in numerosi paesi europei e in Giappone. Con Piemme ha pubblicato nel 2011 <em>Semina il vento<\/em>, vincitore nel 2012 del premio Selezione Bancarella e del premio Fenice Europa.<\/p>\n<p><strong>Le colpe dei padri<\/strong> &#8211; Piemme<br \/>\nGuido Marchisio, torinese, 46 anni, \u00e8 un uomo arrivato. Dirigente di una multinazionale, appoggiato dai vertici, compagno di una donna molto pi\u00f9 giovane e bellissima: la sua \u00e8 una vita in continua ascesa. Fino al 26 ottobre 2011, una data che crea una frattura tra ci\u00f2 che Guido \u00e8 stato e quello che non potr\u00e0 mai pi\u00f9 essere. Quella mattina, infatti, un incontro non previsto insinua in lui il dubbio: possibile che esista da qualche parte un suo sosia, un gemello dimenticato, un suo doppio misterioso e sfuggente? Giorno dopo giorno, il dubbio diventa ossessione e l&#8217;esistenza dell&#8217;ingegner Marchisio inizia, prima piano poi sempre pi\u00f9 velocemente, a percorrere la stessa rovinosa china della sua azienda e della sua citt\u00e0. Di tutte le sicurezze costruite col tempo, non rimane pi\u00f9 nulla: il suo ruolo di freddo tagliatore di teste, di manager di successo, la sua figura di uomo affascinante, tutto, per colpa di quel sospetto sembra scivolare via da lui, come se accompagnasse l&#8217;emorragia che lentamente svuota l&#8217;industria italiana. Andare a fondo significher\u00e0 per Guido affacciarsi all&#8217;orlo di un baratro e accettare l&#8217;inaccettabile. Nessuno come Alessandro Perissinotto sa fondere sentimenti personali e conflitti sociali in una storia grande che lascia il segno.<\/p>\n<p><strong>PREMIO SILA \u201949 \u2013 Vincitore Premio Economia e Societ\u00e0<\/strong><\/p>\n<p><strong>DOMENICO LOSURDO<\/strong><strong> <\/strong>(Sannicandro di Bari, 1941) \u00e8 professore ordinario di Storia della filosofia presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino. Tra le sue pubblicazioni, alcune tradotte in pi\u00f9 lingue: <em>La Seconda Repubblica. Liberalismo, federalismo, post-fascismo<\/em> (Torino 1994); <em>La comunit\u00e0, la morte, l\u2019Occidente. Heidegger e l&#8217;\u201cideologia della guerra\u201d <\/em>(Torino 2001); <em>Hegel e la libert\u00e0 dei moderni <\/em>(Roma 1999); <em>Democrazia o bonapartismo <\/em>(Torino 1997); <em>Nietzsche, il ribelle aristocratico <\/em>(Torino 2004). Con Laterza: <em>Scritti storici e politici<\/em> (1997), <em>Il revisionismo storico. Problemi e miti<\/em> (2002), <em>Il peccato originale del Novecento<\/em> (2007), <em>La non-violenza. Una storia fuori dal mito<\/em> (2010), <em>Il linguaggio dell\u2019Impero. Lessico dell\u2019ideologia americana<\/em> (2007), <em>Controstoria del liberalismo<\/em> (2010).<\/p>\n<p><strong>La lotta di classe. Una storia politica e filosofica<\/strong> &#8211; Laterza<br \/>\nLa crisi economica infuria e si discute sempre pi\u00f9 del ritorno della lotta di classe. Ma siamo davvero sicuri che fosse scomparsa? La lotta di classe non \u00e8 soltanto il conflitto tra classi proprietarie e lavoro dipendente. \u00c8 anche \u00absfruttamento di una nazione da parte di un\u2019altra\u00bb, come denunciava Marx, e l\u2019oppressione \u00abdel sesso femminile da parte di quello maschile\u00bb, come scriveva Engels. Siamo dunque in presenza di tre diverse forme di lotta di classe, chiamate a modificare radicalmente la divisione del lavoro e i rapporti di sfruttamento e di oppressione che sussistono a livello internazionale, in un singolo paese e nell\u2019ambito della famiglia. A fronte dei colossali sconvolgimenti che hanno contrassegnato il passaggio dal XX al XXI secolo, la teoria della lotta di classe si rivela oggi pi\u00f9 vitale che mai a condizione che non diventi facile populismo che tutto riduce allo scontro tra \u2018umili\u2019 e \u2018potenti\u2019, ignorando proprio la molteplicit\u00e0 delle forme del conflitto sociale.\u2028Domenico Losurdo procede a una originale rilettura della teoria di Marx ed Engels e della storia mondiale che prende le mosse dal <em>Manifesto del partito comunista.<\/em><\/p>\n<p><strong>PREMIO SILA \u201949 \u2013 Vincitrice Premio Speciale Saggio in traduzione sul Mezzogiorno<\/strong><\/p>\n<p><strong>LUCY RIALL<\/strong><strong> <\/strong>(1962)<strong> <\/strong>insegna Storia all\u2019Istituto Universitario Europeo di Firenze e al Birkbeck College dell\u2019Universit\u00e0 di Londra. \u00c8 stata visiting professor, tra l\u2019altro, all\u2019\u00c9cole normale sup\u00e9rieure di Parigi, all\u2019Universit\u00e0 di Friburgo e alla University of California di Berkeley. Tra le sue pubblicazioni italiane, <em>La Sicilia e l\u2019unificazione italiana <\/em>(Torino 2004) e <em>Il Risorgimento. Storia e interpretazioni <\/em>(nuova edizione, Roma 2007).<\/p>\n<p><em><\/em><strong>La rivolta. Bronte 1860<\/strong> (Traduzione di David Scaffei) &#8211; Laterza<br \/>\n\u00abTriste missione per noi venuti a combattere per la libert\u00e0!\u00bb. Parla Nino Bixio, il pi\u00f9 intransigente comandante di Garibaldi. Ha appena assistito all\u2019esecuzione dei cinque uomini considerati colpevoli dell\u2019efferata rivolta di Bronte: nei primi giorni dell\u2019agosto 1860, migliaia di contadini, bande di uomini e di donne, avevano saccheggiato, distrutto, rubato. In mezzo al fumo degli incendi, i proprietari terrieri e i loro funzionari trascinati fuori dalle loro case, torturati, uccisi, gettati nel fuoco. Bixio risponde con la sua consueta rapidit\u00e0: proclama lo stato d\u2019assedio e ordina un generale disarmo. Il suo compito \u00e8 di fare in modo che i processi a carico degli insorti comincino velocemente, ricorrendo ai decreti che consentivano ai tribunali militari di applicare procedure sommarie per reati contro l\u2019ordine pubblico. Alla rivolta feroce si risponde con una repressione brutale. Ma Garibaldi non era un liberatore? Allora, perch\u00e9 i plotoni di esecuzione? Perch\u00e9 sono proprio i garibaldini a opporsi alle speranze contadine di ottenere terra e migliore qualit\u00e0 di vita? La rivolta di Bronte dura non pi\u00f9 di sei giorni ma la sua fama \u00e8 sopravvissuta a lungo. Le \u00e8 stato attribuito un grande valore simbolico ed \u00e8 stata narrata in libri, articoli, romanzi, sceneggiati, perfino un film. Eppure ancora non la si conosce veramente. \u00abSe consideriamo quanto profondamente Bronte sia collegata ai miti e ai contromiti di Giuseppe Garibaldi e dell\u2019ammiraglio Nelson, al Risorgimento italiano, alla questione meridionale e all\u2019Impero britannico, stupisce che la sua storia non sia stata oggetto di analisi pi\u00f9 approfondite\u00bb: Bronte ha ancora molto da dire sulla Sicilia, sull\u2019Italia e sul resto del mondo.<\/p>\n<p><strong>Fondazione Premio Sila \u201849<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.premiosila49.it\" target=\"_blank\">www.premiosila49.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa:<\/strong><br \/>\nDavis &amp; Franceschini &#8211; Tel. +39 055 2347273 &#8211; <a href=\"http:\/\/www.davisefranceschini.it\" target=\"_blank\">www.davisefranceschini.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premio Sila \u201949 Edizione 2013 Cosenza, sabato 7 dicembre, ore 18 I vincitori Alessandro Perissinotto Le colpe dei padri (Piemme) Premio Letteratura Domenico Losurdo La lotta di classe. 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