{"id":557,"date":"2010-06-10T10:51:01","date_gmt":"2010-06-10T08:51:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/home\/?p=557"},"modified":"2013-04-08T17:21:43","modified_gmt":"2013-04-08T15:21:43","slug":"aprono-le-stanze-di-tobino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=557","title":{"rendered":"Aprono le &#8220;Stanze di Tobino&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Fondazione Mario Tobino<\/strong><br \/>\nNel centenario della nascita<\/p>\n<p><strong>Stanze con vista sull&#8217;umanit\u00e0<\/strong><br \/>\n11 giugno 2010, ore 16<\/p>\n<p>Palazzina Medici<br \/>\nVia di Fregionaia<br \/>\nMaggiano, Lucca<\/p>\n<p>Aprono <strong>Le Stanze di Tobino<\/strong> nell&#8217;ex-manicomio di Maggiano con un tributo allo scrittore di Mario Monicelli, Silvia Ballestra, Maurizio Maggiani e Giorgio Van Straten.<br \/>\n<!--more--><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4351\" rel=\"attachment wp-att-4351\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"maggiano-la-stanza-di-tobino\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/maggiano-la-stanza-di-tobino1.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"80\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=4351\" rel=\"attachment wp-att-4351\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8220;La mia vita \u00e8 qui, nel Manicomio di Lucca. Qui si snodano i miei sentimenti. Qui sincero mi manifesto. Qui vedo albe, tramonti e il tempo scorre nella mia attenzione.<br \/>\nDentro una stanza del Manicomio studio gli uomini e li amo. Qui attendo: gloria e morte.<br \/>\nDi qui parto per le vacanze. Qui, fino a questo momento sono ritornato.<br \/>\nEd il mio desiderio \u00e8 di fare di ogni grano di questo territorio<br \/>\nun tranquillo, ordinato, universale parlare&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">da <em>Le libere donne di Magliano<\/em><\/p>\n<p>Come ha letto e come rilegge oggi, a cento anni dalla nascita del suo autore, <em>Le libere donne di Magliano<\/em> una scrittrice come Silvia Ballestra, classe 1969, sensibile ai temi delle emergenze al femminile? E cosa racconta di Tobino uno scrittore come Maurizio Maggiani che condivide con l&#8217;autore viareggino molte cose, dalla geografia dei luoghi alla vocazione anarchica e popolare? O chi come Giorgio Van Straten ha fatto dei maestri toscani, da Tobino a Bilenchi, tesoro di scrittura?<br \/>\nL\u2019occasione per ascoltarli, insieme a Mario Monicelli che di Mario Tobino era amico e che ha fatto, pochi anni fa, del Deserto della Libia un film dal titolo \u201c<em>Le rose del deserto<\/em>\u201d, sar\u00e0 l\u2019inaugurazione di una parte dell\u2019ex-manicomio di Maggiano, alle porte di Lucca, dove lo scrittore-psichiatra ha vissuto fino alla fine dei suoi giorni.<br \/>\nL\u201911 giugno alle ore 16, infatti, la Fondazione Mario Tobino inaugura, dopo un lungo restauro,\u00a0la Palazzina Medici, e cio\u00e8 l\u2019ala dell\u2019ex-Ospedale Psichiatrico di Maggiano che ospitava l\u2019alloggio dei medici e dove si trovano le \u201cStanze di Tobino\u201d con il loro spartano arredamento originale, la scrivania, le penne, i libri, la macchina da scrivere. La Fondazione avvia cos\u00ec, nel grande e suggestivo complesso medioevale,\u00a0 il percorso di costruzione del Museo e del Centro di studi tobiniani: sia per la sezione letteraria sia per quella di storia della medicina, della psichiatria e del disagio sociale. Il Centro potr\u00e0 contare sulla formazione di un archivio bibliografico, sul riordino della biblioteca e sull\u2019esposizione dei pi\u00f9 significativi strumenti medici e scientifici. Inoltre, grazie all\u2019accordo chiuso con le Teche Rai, sar\u00e0 possibile visionare l\u2019immenso patrimonio televisivo di interviste, ritratti, cronache di Premi letterari che vedono protagonista Mario Tobino.<\/p>\n<p>\u201cNel recupero dei luoghi, la Fondazione \u2013 dice il presidente Andrea Tagliasacchi &#8211; ha avuto un ruolo importante, come anche nella rinata attenzione verso Tobino. Abbiamo iniziato a riparlarne tanti anni fa con Cesare Garboli e abbiamo continuato a farlo con Enzo Siciliano, riportando in libreria l\u2019autore non solo delle Libere donne di Magliano ma anche di Per le antiche scale, delle Braci dei Biassoli,\u00a0 de L\u2019Angelo del Liponard: un autore sfuggito alle classificazioni, alle scuole, che \u00e8 stato in grado di darci, ad esempio, il pi\u00f9 intenso e vitale libro sulla Resistenza, Il Clandestino, con cui vinse il Premio Strega. E oggi, grazie all\u2019attenzione delle Istituzioni, finalmente la riapertura della \u2018citt\u00e0\u2019 di Tobino, del luogo dove curava i suoi malati, e dove ha vissuto quarant\u2019anni anni della sua vita: l\u2019ex Manicomio di Maggiano sulle colline di Lucca\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il Centenario<\/strong><\/p>\n<p>Mario Tobino nasceva cento anni fa a Viareggio, il 16 gennaio 1910 (mor\u00ec ad Agrigento l\u201911 dicembre 1991 dopo aver ritirato il <em>Premio Pirandello<\/em>). All\u2019autore delle Libere donne di Magliano, uno dei veri e propri long seller della letteratura italiana, la Fondazione Mario Tobino &#8211; insieme alla Regione Toscana, alla Provincia di Lucca, al Comune di Viareggio, al Comune di Lucca, alla USL di Lucca e agli eredi Tobino &#8211; dedica un anno di attivit\u00e0 volte a mostrare e a indagare sia gli aspetti scientifici che quelli letterari dello scrittore viareggino.<\/p>\n<p>Dopo la realizzazione della mostra <em>Le immagini del vivere, scritture e figure di Mario Tobin<\/em>o (Viareggio, Museo Civico Palazzo Paolina, 15 &#8211; 31 gennaio 2010) che esponeva carte manoscritte e dattiloscritte, corrispondenza, documenti personali, ritagli di giornale, insieme a ritratti, oli e disegni, che amici pittori di Tobino &#8211; Marcucci, Rosai, Tirinnanzi e altri &#8211;\u00a0 hanno eseguito e donato allo scrittore &#8211; ecco gli altri eventi:<\/p>\n<p>Nell\u2019ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, Andrea Cortellessa, Alfonso Berardinelli e Andrea Tagliasacchi hanno presententato gli atti del Convegno: <em>Il turbamento e la scrittura<\/em>, curato da Giulio Ferroni (Donzelli, 2010) tenutosi a Lucca nel dicembre 2008.<br \/>\nUscir\u00e0, inoltre, il <em>Catalogo degli strumenti medici e scientifici dell\u2019ex Ospedale Psichiatrico Provinciale di Fregionaia Lucca<\/em>, a cura di Franco Bellato, Gino Fornaciari, Marco Natalizi e Renzo Sabbatini (edizioni Fondazione Mario Tobino) che\u00a0 raccoglie il materiale, gli oggetti di 150 anni di psichiatria.<\/p>\n<p>Il 10 giugno, alle ore 17, al Gabinetto Vieusseux di Firenze verr\u00e0 presentato il volume curato da Paola Italia con Giuseppe Emiliano Bonura e Giacomo Contiero, <em>Mario Tobino bibliografia testuale e critica (1910-1991)<\/em> che raccoglie tutti gli scritti pubblicati nella stampa periodica dall\u2019Autore e tutti gli articoli di critica pubblicati sulla sua opera.<\/p>\n<p>L\u201911 giugno, alle ore 16, inaugurazione della Palazzina Medici, storica dimora di Mario Tobino all\u2019interno dell\u2019ex-manicomio di Maggiano. Intervengono Mario Monicelli, Maurizio Maggiani, Giorgio Van Straten.\u00a0 Silvia Ballestra parler\u00e0 delle Libere donne di Magliano.<\/p>\n<p>Il 1\u00b0 luglio, presso la sala Accademia\u00a0della Provincia di Lucca, si terr\u00e0 la tavola rotonda<em> Questioni di Storia dell\u2019organizzazione e dell\u2019assistenza sanitaria.<\/em><\/p>\n<p>Il 26 e 27 novembre, ancora Giulio Ferroni sar\u00e0 il curatore del convegno<em> Il mondo di Tobino: il medico e le arti in Toscana e in Italia<\/em>, che si terr\u00e0 nel palazzo Ducale di Lucca.<\/p>\n<p>A dicembre verr\u00e0 presentato uno dei primi volumi coordinati da Renzo Sabbatini e da Marco Natalizi: Il manicomio di Fregionaia, il disagio mentale e i problemi dell\u2019assistenza sociale e sanitaria nel territorio lucchese tra Sette e Novecento.<\/p>\n<p>La Fondazione Tobino, inaugurata il 20 maggio 2006, intende infatti conservare, valorizzare, ma soprattutto mettere a frutto la grande eredit\u00e0 culturale di Mario Tobino; riportare alla luce le vicende dell\u2019ospedale di Fregionaia fin dalla sua istituzione, recuperare la memoria storica di un\u2019intera comunit\u00e0, favorire l\u2019indagine critica della produzione letteraria tobiniana e allo stesso tempo farsi strumento di promozione del dibattito regionale e nazionale sul futuro dell\u2019assistenza psichiatrica. La Fondazione opera in stretto rapporto con la Regione Toscana e con la USL lucchese nonch\u00e9 con la Provincia e il comune di Lucca, il comune di Viareggio, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Fondazione Banca del Monte. Molto importanti sono anche le sinergie con le scuole superiori e con l\u2019Universit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Fondazione Mario Tobino<\/strong><br \/>\nMuseo e Centro di studi tobiniani<br \/>\nOrario di apertura:<br \/>\ndal luned\u00ec al venerd\u00ec 9-13, marted\u00ec e gioved\u00ec anche 14-18<br \/>\nTel. e fax + 39 0583 327243 \u2013 si consiglia la prenotazione telefonica<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.fondazionemariotobino.it\" target=\"_blank\"> www.fondazionemariotobino.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa:<\/strong><br \/>\nDavis &amp; Franceschini &#8211; Alba Donati, Irene Cencetti<br \/>\nTel +39 055 2347273 &#8211; <a href=\"mailto:davis.franceschini@dada.it\" target=\"_blank\">davis.franceschini@dada.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.davisefranceschini.it\" target=\"_blank\">www.davisefranceschini.it<\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019ex Ospedale Psichiatrico di Maggiano<br \/>\n<\/strong>Il manicomio \u00e8 su un colle. Un piccolo colle, nella vasta pianura lucchese. Il colle si chiama Santa Maria delle Grazie. Il paese pi\u00f9 vicino \u00e8 Magliano, ed \u00e8 questo nome che \u00e8 celebre nella provincia di Lucca. Essere stati a Magliano significa, ridendo, essere stati matti.<\/p>\n<p><strong> Mario Tobino<br \/>\n<\/strong>L\u2019imponente struttura era in origine sede del Monastero dei Canonici Lateranensi di Santa Maria di Fregionaia.\u00a0 Nel 1769 Il Senato della Repubblica lucchese formul\u00f2 al Pontefice Clemente XIV (Lorenzo Ganganelli) una richiesta per ottenere la soppressione del Monastero, a condizione di utilizzare gli utili in opere di assistenza nello Spedale lucchese di San Luca della Misericordia. Fu cos\u00ec deciso di destinare la struttura al ricovero e alla custodia dei folli.<br \/>\nDal 1772 al 1775 furono realizzati i primi lavori di adattamento dell&#8217;ex complesso monastico alla nuova struttura manicomiale. Lorenzo Bartolini, rettore dello Spedale di San Luca della Misericordia, cominci\u00f2 a gettare le basi per una efficiente organizzazione dell&#8217;istituto, inviando alcuni assistenti a Firenze affinch\u00e9 prendessero visione dei metodi adottati presso la &#8220;casa de&#8217; pazzerelli&#8221; di Santa Dorotea. Il 20 aprile 1773, con l&#8217;insediamento del personale, fu ufficialmente aperto lo Spedale de&#8217; Pazzi di Fregionaia come dipendenza dallo Spedale cittadino di San Luca della Misericordia e il giorno seguente arrivarono i primi undici malati, provenienti dal Carcere cittadino della Torre.<br \/>\nI primi anni di vita dell&#8217;ospedale videro la prevalenza di sistemi custodialistici, mentre a partire dal secondo decennio dell&#8217;Ottocento, grazie all&#8217;opera di Giovanni Buonaccorsi, fu adottata come terapia riabilitativa l&#8217;occupazione manuale dei malati. Cos\u00ec mentre gli uomini erano occupati prevalentemente nei lavori agricoli, le donne erano impiegate in lavori di pulizie e di riassetto. Tra le terapie pi\u00f9 significative \u00e8 da segnalare, nel 1860, l&#8217;acquisto di un organo a tastiera e cilindro e l&#8217;apertura di una sala da ballo, metodi quasi antesignani della moderna musicoterapia.<br \/>\nL&#8217;istituzione lucchese, nella seconda met\u00e0 del secolo XX, \u00e8 stata legata al nome dello psichiatra e scrittore Mario Tobino, che per molti anni ha svolto il ruolo di primario del reparto femminile. Molti sono i romanzi nei quali lo scrittore viareggino si richiama alla sua esperienza professionale. Basti ricordare <em>Le libere donne di Magliano<\/em> (Firenze, 1953), <em>Per le antiche scale<\/em> (Milano,1972), <em>Gli ultimi giorni di Magliano<\/em> (Milano, 1982) e <em>Il manicomio di Pechino<\/em> (Milano, 1990).<\/p>\n<p><strong>Biografia<\/strong><br \/>\nMario Tobino nacque il 16 gennaio 1910 a Viareggio da genitori liguri. Il padre farmacista gestiva l\u2019attivit\u00e0 in via Battisti (piazza del Mercato) tuttora condotta dalla famiglia. La madre Biassoli, alla quale fu sempre molto legato, proveniva da Vezzano. Ha avuto un fratello, Pietro, e due sorelle, Clotilde e Luisa. Di temperamento assai vivace, indocile e generoso, fu messo in un Collegio di religiosi a Collesalvetti (PI) per concludere il Ginnasio, e consegu\u00ec la Maturit\u00e0 a Pisa. Fin dagli anni giovanili si appassion\u00f2 alla lettura di Dante, Machiavelli, dei classici latini, dei grandi Autori europei e nord-americani. Frequent\u00f2 la Facolt\u00e0 di Medicina e Chirurgia di Pisa e si laure\u00f2 a Bologna nel 1936. Esord\u00ec nel 1934 con <em>Poesie<\/em>; collabor\u00f2 con le riviste \u201cIl selvaggio\u201d di Mino Maccari, \u201cRivoluzione\u201d, \u201cL\u2019Italiano\u201d, nelle quali espresse subito la propria personalit\u00e0 irruenta ed insofferente verso il fascismo, con uno stile molto personale.<br \/>\nComp\u00ec il servizio militare quale Ufficiale Medico degli Alpini a Merano e poi divenne Specialista a Bologna in Neuropsichiatria e Medicina Legale. Pubblic\u00f2 una seconda raccolta di liriche<em> Amicizia<\/em> nel 1939, cui segu\u00ec <em>Veleno e amore<\/em> nel 1942, assieme alla prima edizione de <em>Il figlio del farmacista<\/em> e alla <em>Gelosia del marinaio<\/em>. Lavor\u00f2 negli Ospedali psichiatrici di Bologna, Ancona, Gorizia, Firenze, e fu richiamato alle armi nella seconda guerra mondiale come Ufficiale medico della 31a Sezione di Sanit\u00e0 della Divisione \u201cPavia\u201d che operava in Libia. Da questa esperienza trasse uno dei suoi capolavori <em>Il deserto della Libia<\/em>, disincantato ed ironico diario di guerra, edito nel 1952.<br \/>\nRientrato in patria invalido nel 1942, prese servizio al Manicomio di Maggiano, frazione del Comune di Lucca dove visse e lavor\u00f2 per quaranta anni. Il tema doloroso della follia fu uno dei grandi e amati argomenti della sua poetica, assieme al mondo degli affetti familiari, a quello della guerra, della Resistenza nella lotta di Liberazione contro il Nazi-Fascismo, tema quest\u2019ultimo de<em> Il clandestino<\/em>, con il quale vinse il<em> Premio Strega<\/em> nel 1962. Sono del 1949 \u201c44 \u2013 48\u201d, del 1950 <em>Bandiera nera<\/em>, del 1951 <em>L\u2019angelo del Liponard<\/em>.<br \/>\nNel 1953 usc\u00ec <em>Le libere donne di Magliano<\/em>, splendido diario nel quale esprime, ai vertici della narrativa, l\u2019osservazione scientifica dello psichiatra e l\u2019umano affetto per le donne internate, anime struggenti di dolore e di vitalit\u00e0. Nel 1956 e 1957 tenne la Direzione dell\u2019Ospedale psichiatrico, verso il quale profuse tutte le sue energie, approntando il giardino della Direzione, il laboratorio di elettroencefalografia, l\u2019Infermeria, la sezione infantile. Poi fu Primario della Divisione femminile dopo l\u2019arrivo del Direttore Gherarducci.<br \/>\n<em>L\u2019asso di picche<\/em> fu pubblicato nel 1955. Nel 1956, rappresent\u00f2 l\u2019affetto profondo per la madre con accenti di malinconico lirismo ne<em> La brace dei Biassoli<\/em>. Rari viaggi lo portarono fuori dal Manicomio: <em>Due italiani a Parigi<\/em>, 1954, e <em>Passione per l\u2019Italia<\/em>, 1958. La Viareggio, tanto amata, dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza e la Versilia, celebr\u00f2 in <em>Sulla spiaggia e di l\u00e0 dal molo<\/em>, 1966; poi nel 1968 pubblic\u00f2 <em>Una giornata con Dufenne<\/em>. Il tema del Manicomio riapparve tra speranze e delusioni in <em>Per le antiche scale<\/em>, con il quale vinse il Premio Campiello nel 1972.<br \/>\nIl suo poeta prediletto da sempre, Dante Alighieri, Maestro di Toscanit\u00e0 e di Lingua, venne in modo del tutto personale, descritto in Biondo era e bello, 1974. Nello stesso anno pubblic\u00f2 un\u2019altra raccolta di versi <em>Veleno e Amore secondo<\/em>. Vinse il <em>Premio Viareggio<\/em> nel 1976 con<em> La bella degli specchi<\/em>. <em>Il perduto amore<\/em>, 1979, richiam\u00f2 l\u2019esperienza sul teatro di guerra libico, un amore \u201cimpossibile\u201d e l\u2019avvio del lavoro nel Manicomio. In molte opere di narrativa e di poesia ricord\u00f2 la sua affettuosa relazione con la Giovanna, compagna di una vita. Soffr\u00ec molto, quasi isolato, per l\u2019avvento delle Leggi 180 e 833 del 1978 che sancirono la chiusura degli Ospedali psichiatrici in Italia; condusse con pochissimi Medici una battaglia impari contro la demagogia e la mistificazione socio-politica che negarono l\u2019esistenza e la specificit\u00e0 della follia. Volle che fino a quando un solo malato fosse presente in Ospedale, questi dovesse essere curato ed assistito, ma non avvenne cos\u00ec. Rese testimonianza di ci\u00f2 ne <em>Gli ultimi giorni di Magliano<\/em>, pubblicato nel 1982. Nel 1980 fu collocato in pensione per raggiunti limiti di et\u00e0, ottenendo dalla Provincia di Lucca l\u2019uso delle due stanze di Casa Medici, dove aveva vissuto, scritto e lavorato per quaranta anni. Pubblic\u00f2 ancora i racconti: <em>La ladra<\/em>, 1984;<em> Zita dei fiori<\/em>, 1986; poi <em>La verit\u00e0 viene a galla<\/em>, 1987, <em>Tre amici<\/em>, 1988 e <em>Il Manicomio di Pechino<\/em>, 1990, testimonianza degli anni nei quali resse la Direzione dell\u2019Ospedale psichiatrico, quaderni di appunti che allora \u201c\u2026sperava fossero un giorno pubblicati cos\u00ec come sono\u201d. Oggi gran parte della sua opera \u00e8 raccolta nel Meridiano Mondadori <em>Opere scelte<\/em> (2007).<br \/>\nIl Consiglio Comunale di Lucca, all\u2019unanimit\u00e0, gli confer\u00ec la cittadinanza onoraria nel 1987 e l\u2019Amministrazione Provinciale lo festeggi\u00f2 per gli Ottanta anni, vissuti lucidamente e con indomita energia e generosit\u00e0. Si rec\u00f2 ad Agrigento per ritirare il Premio Luigi Pirandello e, dopo una calorosa e affettuosa accoglienza da parte di Autorit\u00e0, critici, e soprattutto dei giovani che sempre ha prediletto, mor\u00ec nella citt\u00e0 siciliana l\u201911 dicembre 1991. Fu sepolto nel cimitero della\u00a0della Misericordia a Viareggio.<br \/>\nUsc\u00ec postuma la raccolta autobiografica <em>Una vacanza romana<\/em>, 1992. Il 7 settembre 1992, il Comune di Lucca e la USL di Lucca, assieme alla Famiglia e a intimi amici, posero una lapide nel Giardino della Direzione, sul muro di Casa Medici, che recita con gli accenti del Suo capolavoro, <em>Le libere donne di Magliano<\/em>:<\/p>\n<p><em>La mia vita \u00e8 qui, nel Manicomio di Lucca. Qui si snodano i miei sentimenti. Qui sincero mi manifesto. Qui vedo albe, tramonti e il tempo scorre nella mia attenzione. Dentro una stanza del Manicomio studio gli uomini e li amo. Qui attendo: gloria e morte. Di qui parto per le vacanze. Qui, fino a questo momento sono ritornato. Ed il mio desiderio \u00e8 di fare di ogni grano di questo territorio un tranquillo, ordinato, universale parlare.<\/em><\/p>\n<p>Il 1 marzo 2006, dopo anni di lavoro da parte di pochi colleghi, amici ed familiari, \u00e8 stata costituita la Fondazione Mario Tobino, inaugurata il 20 maggio dello stesso anno, con lo scopo di valorizzare e approfondire la vita e l\u2019opera dello Psichiatra e dello Scrittore nel contesto nazionale ed europeo, scientifico e letterario. La Sede, \u00e8 ubicata nel nucleo storico quattrocentesco del Monastero di Fregionaja, poi Spedale dei Pazzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fondazione Mario Tobino Nel centenario della nascita Stanze con vista sull&#8217;umanit\u00e0 11 giugno 2010, ore 16 Palazzina Medici Via di Fregionaia Maggiano, Lucca Aprono Le Stanze di Tobino nell&#8217;ex-manicomio di Maggiano con un tributo allo scrittore di Mario Monicelli, Silvia Ballestra, Maurizio Maggiani e Giorgio Van Straten.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4351,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[36],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/557"}],"collection":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=557"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/557\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4380,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/557\/revisions\/4380"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4351"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}