{"id":5635,"date":"2014-01-14T10:30:28","date_gmt":"2014-01-14T08:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/?p=5635"},"modified":"2014-01-18T00:44:38","modified_gmt":"2014-01-17T22:44:38","slug":"le-statue-calde-al-museo-marino-marini-scultura-corpo-azione-1945-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=5635","title":{"rendered":"Le statue calde al Museo Marino Marini: Scultura &#8211; corpo &#8211; azione, 1945 &#8211; 2013"},"content":{"rendered":"<p><strong>Museo Marino Marini<\/strong><br \/>\nFirenze, Piazza San Pancrazio<\/p>\n<p><strong>EARLY ONE MORNING<\/strong><br \/>\n<em><strong>LE STATUE CALDE<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Alis\/Filliol, Monica Bonvicini, Claudia Castellucci, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Ugo La Pietra, Eva Marisaldi, Marcello Maloberti, Piero Manzoni, Giovanni Morbin, Bruno Munari, Gianni Pettena, Marinella Pirelli, Michelangelo Pistoletto, Franz Erhard Walther, Gilberto Zorio, Italo Zuffi<\/strong><\/p>\n<p>Disegni\/istruzioni:<strong> Marco Mazzoni<\/strong><br \/>\nAttivazione delle opere a cura di <strong>FOSCA<\/strong><\/p>\n<p>A cura di <strong>Simone Menegoi<\/strong><br \/>\nAssistente curatrice: <strong>Barbara Meneghel<\/strong><\/p>\n<p><strong>20 gennaio \u2013 8 marzo 2014<\/strong><\/p>\n<p><strong>Inaugurazione:<\/strong><br \/>\nsabato 18 gennaio 2014, ore 19 con una performance di <strong>Franz Erhard Walther<\/strong><\/p>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Il Museo Marino Marini inaugura sabato 18 gennaio 2014 la mostra <em>Le statue calde. Scultura \u2013 corpo \u2013 azione, 1945-2013<\/em>, a cura di Simone Menegoi con l\u2019assistenza curatoriale di Barbara Meneghel. La mostra fa parte del ciclo <em>EARLY ONE MORNING<\/em>, programma espositivo dedicato al tema della scultura e della sua interpretazione dagli anni Sessanta ad oggi, ideato e curato da Alberto Salvadori, direttore artistico del Museo.<br \/>\n<!--more--><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=5636\" rel=\"attachment wp-att-5636\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"eva-marisaldi-divisa-per-dare-da-mangiare-agli-uccelli-1994-collezione-privata\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/eva-marisaldi-divisa-per-dare-da-mangiare-agli-uccelli-1994-collezione-privata-300x296.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"296\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><em>Le statue calde<\/em> indaga il rapporto fra scultura, corpo e azione nel secondo dopoguerra, concentrandosi principalmente sull\u2019arte italiana. Cerca di mettere a fuoco due idee fra loro complementari: da un lato, la scultura che si fa estensione del corpo; dall\u2019altro, il corpo che si fa scultura. <\/span><\/p>\n<p>In mostra, opere realizzate nell\u2019arco di quasi settant\u2019anni da artisti di almeno tre generazioni diverse: Alis\/Filliol,<strong> <\/strong>Monica Bonvicini, Claudia Castellucci, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Ugo La Pietra, Eva Marisaldi, Marcello Maloberti, Piero Manzoni, Giovanni Morbin, Bruno Munari, Gianni Pettena, Marinella Pirelli, Michelangelo Pistoletto, Franz Erhard Walther, Gilberto Zorio, Italo Zuffi. Sono opere create con l\u2019intento di essere manipolate. Opere su cui camminare e su cui sedersi, da impugnare e da sollevare, da indossare e perfino da prendere a calci. Oggetti dalla forma essenziale, realizzati spesso con materiali ordinari: una pedana di legno, un tubo di ottone ricurvo, una piccola costruzione di mattoni di cemento. Sollecitano l\u2019intervento di un corpo, al quale si offrono come sostegni, protesi, utensili. La pedana diventa allora un piedistallo che trasforma \u201cmagicamente\u201d chi vi sale sopra in scultura (Piero Manzoni, <em>Base magica<\/em>, 1961); il tubo si rivela un singolare strumento \u2013 con tanto d\u2019istruzioni per l\u2019uso \u2013 per parlare a s\u00e9 stessi (Giovanni Morbin, <em>Strumento a perdifiato<\/em>, 1995); la costruzione in mattoni serve a esibirsi nell\u2019atto di fare delle flessioni (Marcello Maloberti, <em>Messe en fran\u00e7ais<\/em>, 2013). Mentre compie le azioni previste, il corpo stesso diventa scultura, anzi, statua: statua animata, \u201cstatua calda\u201d (come scrive in una sua poesia Claudia Castellucci) idealmente in dialogo con le sculture figurative di Marini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=5637\" rel=\"attachment wp-att-5637\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"gabriele-devecchi-scultura-da-prendere-a-calci-3-1959\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/gabriele-devecchi-scultura-da-prendere-a-calci-3-1959-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Le opere esposte sembrano invocare un ambito disciplinare a s\u00e9 stante. All\u2019idea tradizionale di scultura come oggetto autosufficiente e offerto alla contemplazione, oppongono la partecipazione attiva dello spettatore. Alla volatilit\u00e0 delle <em>performing arts<\/em> oppongono la persistenza dell\u2019oggetto-scultura. All\u2019utilitarismo del design oppongono una finalit\u00e0 estetica e ludica. Definizioni e categorie tendono a sovrapporsi e sfumare: di Bruno Munari, a suo agio tanto nei panni di designer quanto in quelli di artista, si \u00e8 scelto di esporre una sedia; ma \u00e8 una sedia dalla seduta fortemente inclinata in avanti, su cui \u00e8 impossibile sedersi per pi\u00f9 di qualche secondo. (Il titolo, perfidamente ironico, \u00e8 <em>Sedia per visite brevissime<\/em>; l\u2019anno, con geniale anticipo sui tempi, il 1945).<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=5638\" rel=\"attachment wp-att-5638\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"gilberto-zorio-fluidita\u0300-radicale-fotografie-1972-courtesy-giobatta-meneguzzo\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/gilberto-zorio-fluidita\u0300-radicale-fotografie-1972-courtesy-giobatta-meneguzzo-300x47.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"47\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Una panoramica completa degli artisti e delle opere pertinenti a questa idea di \u201cscultura performativa\u201d non \u00e8 negli obiettivi della mostra. Si \u00e8 scelto di procedere per campionature, per esempi, per punti essenziali. Il percorso inizia cronologicamente con tre artisti legati alla brevissima e folgorante esperienza della galleria milanese Azimut (1959), divisi fra provocazioni neo-dadaiste (Piero Manzoni) e un approccio quasi scientifico al problema di includere lo spettatore, con le sue facolt\u00e0 percettive e motorie, nell\u2019opera (Gianni Colombo, Gabriele Devecchi). Due artisti del gruppo originario dell\u2019Arte Povera, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio, esemplificano l\u2019attenzione per il corpo e i gesti (anche quotidiani) del movimento tenuto a battesimo da Germano Celant; un terzo artista dell\u2019Arte Povera, Luciano Fabro, insieme alla critica d\u2019arte e teorica del femminismo Carla Lonzi, \u00e8 protagonista di una azione scultorea ripresa e rielaborata in video da Marinella Pirelli. Ugo La Pietra e Gianni Pettena sono chiamati a rappresentare l\u2019affascinante esperienza della cosiddetta \u201cArchitettura radicale\u201d degli anni Sessanta e Settanta, in cui l\u2019architettura, emancipata dall\u2019attivit\u00e0 del costruire, dava vita a situazioni effimere, oppure a oggetti ibridi e portatili, abiti-abitacoli. Della galassia di esperienze pi\u00f9 recenti, difficile da riassumere e classificare, la mostra presenta quattro esempi particolarmente significativi. Monica Bonvicini imposta in modo aggressivo e quasi sfrontato il rapporto fra il corpo, sempre connotato sessualmente, e ci\u00f2 che lo contiene e lo imprigiona, in primo luogo l\u2019architettura. Marcello Maloberti rielabora poeticamente gesti, immagini e materiali prelevati dalla vita quotidiana di qualunque citt\u00e0 del mondo occidentale. Eva Marisaldi coltiva intuizioni singolari e delicate sul rapporto fra artista, opera e spettatore. Italo Zuffi crea oggetti che colloca al centro di performance dall\u2019indole agonistica e sottilmente crudele. A fare idealmente da ponte fra la generazione dei quarantenni e quella precedente \u00e8 Giovanni Morbin (1956), il cui lavoro dialoga consapevolmente con le esperienze degli anni Sessanta attraverso sculture\/strumenti dall\u2019aspetto minimale e dall\u2019uso paradossale. <\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=5639\" rel=\"attachment wp-att-5639\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"italo-zuffi-masse-trasportabili-performance-museo-marini-firenze-dic2013-foto-dario-lasagni-courtesy-artista\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/italo-zuffi-masse-trasportabili-performance-museo-marini-firenze-dic2013-foto-dario-lasagni-courtesy-artista-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Le ricerche italiane dialogano con quelle internazionali: le affinit\u00e0, le filiazioni, i legami fra le une e le altre sono molto fitti. A titolo di esempio di questi rapporti, sono state incluse nella mostra due opere seminali di Franz Erhard Walther, artista tedesco nato nel 1939 la cui opera di scultore (oggetto, negli ultimi anni, di una vera e propria riscoperta a livello internazionale) si articola interamente intorno al rapporto fra corpo, spazio e gesto. \u00c8 lo stesso Walther a raccontare come, all\u2019inizio degli anni 1960, nel percorso di radicale ripensamento della scultura che aveva intrapreso in solitudine, Manzoni gli apparisse come uno dei pochi riferimenti possibili a livello internazionale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Laddove sia possibile, tutte le opere destinate all\u2019uso sono effettivamente manipolabili dagli spettatori. Di alcuni pezzi storici e particolarmente fragili (Devecchi, Manzoni, Pistoletto, Walther) sono presentate copie da esposizione, autorizzate dagli artisti o dai loro archivi, che possono essere adoperate. Solo in determinati casi i lavori sono esposti come \u201cnormali\u201d sculture, eventualmente accompagnate dalla documentazione relativa al loro uso (o al limite rimpiazzate da essa). <\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/?attachment_id=5640\" rel=\"attachment wp-att-5640\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"marinella-pirelli-indumenti-1967-courtesy-archivio-pirelli\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/marinella-pirelli-indumenti-1967-courtesy-archivio-pirelli-300x238.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"238\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">Un asciutto \u201cmanuale di istruzioni\u201d per l\u2019uso delle opere, illustrato da disegni del performer e artista <strong>Marco Mazzoni<\/strong>, sar\u00e0 a disposizione dei visitatori. Inoltre, in alcuni momenti della mostra, le opere saranno attivate da performer del collettivo artistico <strong>FOSCA<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.fosca.eu\" target=\"_blank\">www.fosca.eu<\/a>).<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">La mostra \u00e8 stata preceduta da una serata di performance (13 dicembre 2013) ad opera di Alis\/Filliol, Claudia Castellucci e Italo Zuffi, centrate sull\u2019idea del divenire scultura del corpo. <strong>Anche l\u2019inaugurazione del 18 gennaio sar\u00e0 accompagnata da una performance: Franz Erhard Walther<\/strong> mostrer\u00e0 come interagire con due opere storiche del suo repertorio, un elemento della <em>1.Werksatz<\/em> (1963-69) e <em>Schreitsockel <\/em>(1975).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\">In relazione a <em>Le statue calde. Scultura \u2013 corpo \u2013 azione, 1945-2013 <\/em>il Museo Marino Marini propone <strong>Con la tua pARTEcipAZIONE<\/strong>, laboratorio creativo per famiglie che si terr\u00e0 in due giornate: <strong>sabato 25 gennaio 2014, ore 15<\/strong> e<strong> sabato 22 febbraio 2014, ore 15 <\/strong>(per Info e prenotazioni +39 055 219432).<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><strong><em>Le statue calde. Scultura \u2013 corpo \u2013 azione, 1945-2013 \u00a0<\/em><\/strong><strong>rimarr\u00e0 aperta fino all\u20198 marzo.<\/strong><\/span><strong><\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Museo associato AMACI<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Museo Marino Marini<\/strong><br \/>\nPiazza San Pancrazio, Firenze<br \/>\nOrario: 10 &#8211; 17, chiuso il marted\u00ec, la domenica e i giorni festivi<br \/>\nBiglietti: intero \u20ac 6, ridotto \u20ac 4, studenti \u20ac 3<br \/>\nTel. +39 055 219432<br \/>\n<a href=\"mailto:info@museomarinomarini.it\" target=\"_blank\">info@museomarinomarini.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.museomarinomarini.it\" target=\"_blank\">www.museomarinomarini.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa:<br \/>\n<\/strong>Davis &amp; Franceschini<br \/>\nTel. + 39 055 2347273 \u2013 Fax + 39 055 2347361<br \/>\n<a href=\"mailto:davis.franceschini@dada.it\" target=\"_blank\">davis.franceschini@dada.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.davisefranceschini.it\" target=\"_blank\">www.davisefranceschini.it<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Museo Marino Marini Firenze, Piazza San Pancrazio EARLY ONE MORNING LE STATUE CALDE Alis\/Filliol, Monica Bonvicini, Claudia Castellucci, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Ugo La Pietra, Eva Marisaldi, Marcello Maloberti, Piero Manzoni, Giovanni Morbin, Bruno Munari, Gianni Pettena, Marinella Pirelli, Michelangelo Pistoletto, Franz Erhard Walther, Gilberto Zorio, Italo Zuffi Disegni\/istruzioni: Marco Mazzoni Attivazione delle opere a &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=5635\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Le statue calde al Museo Marino Marini: Scultura &#8211; corpo &#8211; azione, 1945 &#8211; 2013&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":5636,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[611,534,609,57,610,615],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5635"}],"collection":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5635"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5635\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5654,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5635\/revisions\/5654"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5636"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}