{"id":8242,"date":"2015-10-02T22:48:07","date_gmt":"2015-10-02T20:48:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/?p=8242"},"modified":"2015-10-02T22:48:07","modified_gmt":"2015-10-02T20:48:07","slug":"toscana-900-da-rosai-a-burri-percorsi-inediti-tra-le-collezioni-fiorentine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=8242","title":{"rendered":"Toscana \u2019900. Da Rosai a Burri: percorsi inediti tra le collezioni fiorentine"},"content":{"rendered":"<p><strong style=\"text-align: left;\">Toscana \u2019900. Da Rosai a Burri<br \/>\nPercorsi inediti tra le collezioni fiorentine<br \/>\n<\/strong>Firenze, Villa Bardini<br \/>\n3 ottobre \u2013 10 gennaio 2015<br \/>\nall\u2019interno del progetto<br \/>\n<strong>\u2028TOSCANA \u2019900 &#8211; PGM 2015<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del progetto <em>Toscana \u2019900 \u2013 Piccoli Grandi Musei<\/em>, promosso e organizzato da Ente\u00a0Cassa di Risparmio di Firenze e Regione Toscana, in collaborazione con\u00a0la Consulta delle Fondazioni di origine bancaria della Toscana, <\/strong><strong>dal 3 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016 Villa Bardini a Firenze ospiter\u00e0 la mostra \u201cToscana <\/strong><strong>\u2019<\/strong>900. Da Rosai a Burri. Percorsi inediti tra le collezioni fiorentine\u201d a cura di Lucia Mannini e Chiara Toti.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ottone-rosai-trattoria-lacerba-1921.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Trattoria Lacerba 1921\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/ottone-rosai-trattoria-lacerba-1921-300x163.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"163\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019esposizione intende riportare l\u2019attenzione su alcune delle realt\u00e0 cittadine che accolgono e tutelano collezioni del \u2019900 normalmente non esposte e accessibili al pubblico. Biblioteche, archivi, istituzioni destinate alla formazione, allo studio e alla ricerca, oppure collezioni di origine bancaria o raccolte private: a loro si deve la conservazione in luoghi significativi della vita sociale e culturale della citt\u00e0 di un patrimonio ricco ma \u201csilenzioso\u201d al quale \u00e8 dedicata la mostra di Villa Bardini. Si tratta infatti di un progetto corale che ha visto numerose partecipazioni sia di enti pubblici sia di cittadini privati. Il percorso si suddivide infatti in due parti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/antonio-donghi-donne-per-le-scale-1929.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Donne per le scale 1929\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/antonio-donghi-donne-per-le-scale-1929-210x300.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nella prima sono contemplate le raccolte di cinque importanti istituzioni fiorentine presenti con opere di differenti tipologie, provenienti da altrettanti differenziate vicende collezionistiche. Le sale pi\u00f9 vaste accolgono la<strong> raccolta di origine bancaria del Monte dei Paschi di Siena<\/strong>, che ospita nelle proprie sedi \u2013 soprattutto tra Firenze e Siena \u2013 fondi oro e dipinti dei maggiori rappresentanti dell\u2019arte senese dal XIV al XIX secolo, ma anche un vasto nucleo di dipinti novecenteschi, arricchitosi soprattutto in seguito all\u2019incorporazione della collezione di Banca Toscana. Se di Felice Carena \u00e8 la celebre grande tela che raffigura una lezione accademica di nudo \u2013 nella quale sono forse ritratti gli stessi colleghi del pittore all\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze \u2013, di Rosai sono opere fondamentali come <em>I giocatori di Toppa<\/em>, esempio di quella critica alle convenzioni borghesi che si esprimeva attraverso lo scelta del popolo come soggetto principale della propria pittura e di una stile scarno e antiaccademico a sottolinearne il carattere allo stesso tempo toscanissimo e universale. Di quel candidissimo pittore delle essenze che fu Donghi le <em>Donne per le scale<\/em>, esempio di quel \u201crealismo magico\u201d che caratterizza molta pittura\u00a0 italiana\u00a0 tra\u00a0 le\u00a0 due\u00a0 guerre, mentre di\u00a0 Severini\u00a0 uno dei pannelli dipinti nel 1928 per l\u2019abitazione parigina del mercante L\u00e9once Rosenberg, incentrato sul tema del circo e delle maschere italiane caro al pittore in questi anni. E poi anche nature morte (un singolare De Pisis) e paesaggi (un raro Morandi) offrono dimostrazione di una coerenza di scelte collezionistiche, da cui esula inaspettatamente un\u2019opera giovanile di Burri, una tela realizzata con frammenti di stoffe.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/alberto-burri-1951-senza-titolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Senza titolo 1951\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/alberto-burri-1951-senza-titolo-300x232.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"232\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dall\u2019<strong>Archivio Bonsanti del Gabinetto Vieusseux <\/strong>sono esposte opere provenienti da quattro fondi, selezionate secondo un filo tematico che ha nel ritratto l\u2019evocazione di personalit\u00e0 del mondo dell\u2019arte e della cultura. Decenni di frequentazioni di artisti, musicisti e letterati si intuiscono dai piccoli ritratti delineati da Leonetta Pieraccini, moglie del critico Emilio Cecchi, mentre intensi e pregnanti sono i gessi con i quali Quinto Martini plasma i volti e le attitudini di maestri e amici; se i ritratti di Adriana Pincherle costituiscono al Vieusseux quasi una galleria di uomini illustri, l\u2019incessante indagine di Pier Paolo Pasolini sul suo volto sono esempio di una modalit\u00e0 di espressione seriale che si estende anche all\u2019effigie del suo maestro, Roberto Longhi. Sono testimonianze preziose del tenore di una stagione come scrive Antonio Paolucci: \u201cA scorrere i fulminei ritrattini di Leonetta Cecchi Pieraccini a inchiostro su carta dei grandi del Novecento (Malipiero e Ungaretti, Montale ed Eliot, Pirandello e Nino Rota), sostando di fronte all\u2019imprevisto e imprevedibile ritratto caricaturale che Roberto Longhi fece del suo antagonista Emilio Cecchi, o ai gessi di Quinto Martini dedicati ad Ardengo Soffici e a Luigi Dallapiccola, ci si rende conto di quale straordinaria stagione, popolata di avventurosi talenti, \u00e8 stato il Novecento artistico a Firenze\u201d.<\/p>\n<p>A questo clima stimolante si deve anche la formazione della vasta <strong>collezione di disegni dell\u2019Accademia<\/strong>, creatasi negli anni Trenta grazie alla \u201cchiamata agli artisti\u201d da parte di Felice Carena e qui rappresentata da una selezione incentrata sul tema della figura e del nudo, con fogli di Casorati, Morandi, Sironi, Marini. La mostra di Villa Bardini si presenta anche come un\u2019occasione importante di rilancio di questa raccolta, da un lato attraverso il restauro dei disegni presenti in mostra (da parte dell\u2019Ente Cassa di Risparmio di Firenze), dall\u2019altro attraverso l\u2019impegno dell\u2019Accademia di Belle Arti per un nuovo aggiornamento della collezione che ha visto recentemente giungere un intenso foglio di Lorenze Bonechi, donato nel 2015 da Stefania Papi in ricordo\u00a0 del marito gi\u00e0 allievo dell\u2019Accademia, e un progetto di Gianfranco Baruchello in via di acquisizione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/gino-severini-l-equilibriste-1928.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Maschere e rovine o L'equilibriste 1928\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/gino-severini-l-equilibriste-1928-270x300.jpg\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Di tutt\u2019altra origine e provenienza la vasta <strong>collezione di edizioni d\u2019arte e libri d\u2019artista della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze<\/strong>: formatasi grazie alla passione collezionistica di un privato, Loriano Bertini, in ragione della sua importanza e ampiezza \u00e8 stata acquistata in blocco nell\u2019anno 2000 dal Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali e affidato alla biblioteca. Gi\u00e0 allora definito da Paolucci come il \u201cfondo numericamente pi\u00f9 cospicuo e storicamente pi\u00f9 importante di libri d\u2019autore del Novecento oggi propriet\u00e0 dello Stato italiano\u201d, esso attraversa tutta la storia dell\u2019arte occidentale. La selezione \u2013 con nomi che vanno da Depero a Munari, da Kandinskij a Picasso, da Duchamp a Dal\u00ec, da Fontana a Warhol &#8211; \u00e8 presentata a dare misura non solo della qualit\u00e0 e vastit\u00e0 di una collezione solitamente accessibili solo agli studiosi, ma soprattutto di quello che fu il livello s di creativit\u00e0 raggiunto nel Novecento dalla cooperazione tra scrittori e illustratori sotto l\u2019egida di illuminati editori.<\/p>\n<p>Il percorso presenta anche una scelta di <strong>pezzi storici testimoni dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019Istituto d\u2019Arte di Porta Romana<\/strong> tra anni Venti e Trenta, il momento in cui ha costruito la propria fama. Ogni classe di insegnamento ha infatti conservato la propria collezione di eccellenze: sculture realizzate nei materiali pi\u00f9 diversi, ceramiche, tessuti, oggetti d\u2019oreficeria, disegni, stampe, mobili, fotografie, pitture e vetrate costituiscono un ricco patrimonio che viene evocato in questa mostra con alcuni esemplari tra i pi\u00f9 celebri, almeno per gli anni qui presi in considerazione, delle classi di scultura, oreficeria e tessile. Come nel caso dell\u2019Accademia di Belle Arti, l\u2019esposizione \u00e8 stata occasione per porre mano al restauro di alcuni gessi storici, tra cui il gruppo delle \u201cGiraffe\u201d, esempio del gusto del raffinato gusto europeo improntato alla lezione di Libero Andreotti che dell\u2019Istituto fu direttore dagli anni Venti.<\/p>\n<p>Nella seconda parte la mostra si compone di <strong>un\u2019ampia sezione dedicata al collezionismo privato<\/strong>, da sempre filtro e integrazione alle raccolte museali. Sebbene oggi donazioni di intere collezioni private, aperture di nuove sedi museali e incalzanti appuntamenti espositivi rendano l\u2019arte del XX secolo molto pi\u00f9 visibile, alcune mura domestiche custodiscono un patrimonio prezioso, spesso inedito e insospettato per una citt\u00e0 come Firenze, che pu\u00f2 andare convenientemente a integrare quello esposto nei musei. La presente mostra, che ha sottesa l\u2019ambizione di mostrare (o dimostrare) quanto a Firenze sia ampio e vario il patrimonio d\u2019arte del Novecento non esposto e non visibile ai pi\u00f9, non poteva dunque rinunciare a contemplare un segmento costruito con quanto di pi\u00f9 \u201cnon musealizzato\u201d la citt\u00e0 possa offrire: cio\u00e8 la collezione privata. La disponibile generosit\u00e0 dei collezionisti interpellati ha consentito di creare un piccolo ma significativo percorso impostato secondo un andamento cronologico, nel quale si rispecchia quella compresenza, riscontrata nelle raccolte, di artisti italiani di fama internazionale con altri toscani di apertura e rinomanza nazionale con opere significative di primo Novecento (Balla, De Chirico, Soffici) e incursioni nella creativit\u00e0 della seconda met\u00e0 del secolo con Manzoni, Pascali, Fontana e Castellani. Nella sezione sono anche significative presenze di opere di artisti stranieri quali Picasso, Moore e Yasuda, in gran parte dovute a particolari legami che questi hanno avuto con la citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>AREA STAMPA CON COMUNICATI E IMMAGINI SCARICABILI SU<\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><br \/>\n<\/span><a href=\"http:\/\/www.toscana900.com\/area-stampa\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.toscana900.com\/area-stampa<\/a><\/p>\n<p><strong>Toscana \u2018900. Da Rosai a Burri<\/strong><br \/>\n<strong>Percorsi inediti tra le collezioni fiorentine<\/strong><\/p>\n<p>3 ottobre 2015 \u2013 10 gennaio 2016<br \/>\nFirenze, Villa Bardini, Costa San Giorgio 2<br \/>\nTel. +39 055 20066206 &#8211; <a href=\"mailto:info@bardinipeyron.it\" target=\"_blank\">info@bardinipeyron.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.bardinipeyron.it\" target=\"_blank\">www.bardinipeyron.it<\/a><\/p>\n<p>Aperto da marted\u00ec a domenica ore 10,00 \u2013 19,00. La biglietteria chiude alle ore 18,00<br \/>\nIngresso intero 6 euro, ridotto 4 euro con il Pass Toscana \u2018900<\/p>\n<p><strong>Ufficio Stampa:<\/strong><br \/>\nDavis &amp; Franceschini<br \/>\nLea Codognato\/Caterina Briganti<br \/>\n<a href=\"mailto:info@davisefranceschini.it\" target=\"_blank\">info@davisefranceschini.it<\/a> &#8211; Tel. 055 2347273<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.toscana900.com\" target=\"_blank\">www.toscana900.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Toscana \u2019900. 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