{"id":91,"date":"2008-03-16T17:55:35","date_gmt":"2008-03-16T15:55:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/home\/?p=91"},"modified":"2015-07-24T16:42:16","modified_gmt":"2015-07-24T14:42:16","slug":"asta-antonio-fosco-e-grato-maraini-memorie-di-una-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=91","title":{"rendered":"Antonio, Fosco e Grato Maraini, memorie di una famiglia &#8211; Asta"},"content":{"rendered":"<p><strong>Casa d&#8217;Aste Pandolfini<br \/>\n<\/strong>Palazzo Ramirez-Montalvo<br \/>\nBorgo degli Albizi 26, Firenze<\/p>\n<p><strong>ASTA<br \/>\nMarted\u00ec 18 Marzo 2008, ore 17<br \/>\n<\/strong>Dipinti, disegni e sculture dei sec. XIX e XX <strong><br \/>\nMercoled\u00ec 19 Marzo 2008, ore 16<\/strong><br \/>\nArredi, mobili antichi ed oggetti d&#8217;arte<strong><em><br \/>\n<\/em><br \/>\n<\/strong><strong>ESPOSIZIONE<\/strong><br \/>\nda venerd\u00ec 14 a luned\u00ec 17 Marzo<br \/>\norario 10.00 &#8211; 13.00 \/ 14.00 &#8211; 19.00<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Antonio, Fosco e Grato Maraini,<\/strong><strong> memorie di una famiglia<\/strong>, \u00e8 il titolo dell&#8217;asta che inaugurer\u00e0, marted\u00ec 18 marzo, il calendario 2008 della Casa d&#8217;Aste Pandolfini: una vendita molto particolare di beni provenienti da questa nota ed eclettica famiglia, che ne ricostruisce la storia, gli affetti e gli interessi attraverso documenti, opere d&#8217;arte, libri e fotografie. Bench\u00e9 Fosco sia sicuramente pi\u00f9 noto al grande pubblico, il catalogo costituisce un approfondimento soprattutto per la figura di suo padre, <strong>Antonio Maraini<\/strong> (1886-1963) presentando sue sculture e disegni insieme a libri e altre testimonianze dell&#8217;atmosfera intellettuale italiana e internazionale che gravitava attorno alla famiglia nel bellissimo podere di Torre di Sopra, accanto al Poggio Imperiale, dove i figli <strong>Fosco<\/strong> (1912-2004) e <strong>Grato<\/strong> (1917-2004) sono nati e cresciuti.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/fosco-maraini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"fosco-maraini\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/fosco-maraini-240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dell&#8217;importante figura dell&#8217;artista, d&#8217;origine svizzera ma nato e cresciuto in Italia, non \u00e8 ancora stata fatta abbastanza luce: fu uno dei protagonisti della vita artistica del Ventennio, sebbene la critica del dopoguerra lo abbia completamente trascurato, secondo un destino comune ad altri intellettuali della sua generazione.<br \/>\nNato a Roma nel 1886 e laureato in Giurisprudenza, Antonio Maraini ebbe la fortuna di crescere in un ambiente vivace, in una casa frequentata da scrittori, musicisti e artisti, come Giulio Bargellini, Angelo Zanelli, Adolfo De Carolis, Giulio Aristide Sartorio, Duilio Cambellotti e Giovanni Prini. Si dedic\u00f2 presto all&#8217;arte, seguendo la sua vocazione per la scultura, per il bassorilievo in particolare. Nel 1912 vinse il concorso per il monumento a Adelaide Ristori a Cividale del Friuli e da allora, e soprattutto poi negli anni Venti, le sue opere &#8211; la tre statue per il Teatro Savoia (attuale Odeon) di Firenze del 1922, i bassorilievi per la Tomba di Giacomo Puccini a Torre del Lago (1924), la sala personale alla Biennale di Venezia del 1926, la Via Crucis di Rodi del 1927, i pannelli in bronzo per la Porta di San Paolo a Roma, per la Scala Nuova dei Musei Vaticani e l&#8217;Arengario di Brescia del 1932, per citarne alcune &#8211; rivelano una spiccata grazia ornamentale, organizzata in composizioni monumentali che rispondono a cadenze architettoniche e ad un&#8217;esigenza di ordine, simmetria e proporzione. Nel Fascismo, promotore proprio di grandi imprese monumentali, Maraini vide realizzate le sue aspirazioni. L&#8217;architetto con il quale si trov\u00f2 a collaborare pi\u00f9 spesso fu Marcello Piacentini, al quale era legato da amicizia gi\u00e0 in giovent\u00f9.<br \/>\nAntonio non fu solo artista ma anche uomo d&#8217;azione, di studio, scrittore, oratore e organizzatore. Fu critico d&#8217;arte per il giornale La Tribuna di Roma e non solo; collabor\u00f2 con Domus, Dedalus e La Nazione. Fu Segretario Generale della Biennale di Venezia dal 1927 al 1938 e si devono a lui la sua costituzione in Ente Autonomo, la creazione di un Archivio Storico della Biennale, cos\u00ec come l&#8217;aumento dei Padiglioni stranieri (dove esposero, tra gli altri, Matisse, Gauguin, Nolde, Marc, Modigliani, Moore, Toulouse-Lautrec, Klee), e le grandi mostre dedicate alla &#8220;Scuola di Parigi&#8221; e al Futurismo. Il suo spirito &#8216;europeista&#8217; non fu apprezzato da Hitler, in vista alla Biennale nel 1934. Ma egli s&#8217;adoper\u00f2 per un&#8217;apertura &#8216;internazionale&#8217; delle arti e, al momento delle Leggi Razziali, per garantire la presenza di artisti come Corrado Cagli. Con la creazione della Mostra del Cinema Maraini fu anche il promotore dell&#8217;ammissione del Cinema come forma d&#8217;arte alla Biennale, e di altre manifestazioni collaterali come il Festival della Musica, del Teatro e della Poesia.<br \/>\nFu inoltre Commissario Nazionale del Sindacato Nazionale Fascista di Belle Arti e rappresentante degli artisti alla Camera dei Deputati oltre che Membro delle Corporazioni, dando grande impulso all&#8217;arte italiana e contemporanea all&#8217;estero, con mostre tra le quali restano memorabili quella di Parigi al Mus\u00e9e du Jeu-de-Paume nella primavera del 1935 e quella di Berlino nell&#8217;autunno del 1937.<br \/>\nNel dopoguerra, e a partire dagli anni &#8217;50, Antonio rallent\u00f2 la sua frenetica attivit\u00e0, si ritir\u00f2 nella sua villa fiorentina di Torre di Sopra e l\u00ec mor\u00ec nel 1963.<br \/>\nFosco e suo fratello Grato, nati dal matrimonio di Antonio con la scrittrice di novelle e libri di viaggio Yoi Pawlowska Crosse (1877-1944), di nazionalit\u00e0 inglese, grazie alle frequentazioni dei genitori ebbero a loro volta la fortuna di crescere in un ambiente vivace e culturalmente stimolante. La loro casa era meta di visite di Aldous Huxley, il poeta Herbert Trench, Eugenio Montale, Arturo Loria, Harold Acton, Ugo Ojetti o Gi\u00f2 Ponti.<br \/>\nL&#8217;asta del 18 marzo documenta la vita di questa famiglia, raccoglie testimonianze legate sia al padre che ai figli. In catalogo un folto gruppo di sculture, gessi e disegni di Antonio Maraini, alcuni ricordi della casa di famiglia, mobili, oggetti orientali, cose appartenute alla storia di Torre di Sopra e poi alcune fotografie di Fosco Maraini. Ci sar\u00e0 inoltre una parte della biblioteca di Antonio e testimonianze di amicizie, di legami e di scambi intellettuali suoi e della moglie Yoi Maraini, che furono suddivise tra i due figli Fosco e Grato. Infine una parte di libri che testimoniano la formazione culturale, le letture preferite e gl&#8217;interessi di Fosco Maraini.<br \/>\nTra le opere pi\u00f9 significative di Antonio Maraini, segnaliamo gli studi definitivi per la Tomba di Giacomo Puccini a Torre del Lago: La Musica felice e La Musica che piange (stima 16.000\/20.000); il lotto pi\u00f9 importante \u00e8 sicuramente quello costituito dagli oltre quattrocento disegni di Antonio: sanguigne, carboncini e matite che documentano l&#8217;instancabile attivit\u00e0 di progettazione per monumenti pubblici, sculture, edifici, fontane, sepolcri e opere tra le pi\u00f9 importanti del Ventennio italiano. Il lotto viene presentato con una stima di 120-150.000 euro. Ci saranno inoltre opere a lui donate da altri artisti e attestazioni e riconoscimenti che Maraini raccolse nel corso della sua attivit\u00e0 come Segretario della Biennale di Venezia.<br \/>\nPer quanto riguarda Fosco Maraini saranno presenti in catalogo una serie di fotografie tra le tante scattate dall&#8217;appassionato fotografo, viaggiatore e antropologo, nei suoi viaggi in Italia e nel mondo, e che furono presentate nel Padiglione Italia dell&#8217;Esposizione Universale di Osaka nel 1970. Ci saranno poi molti testi su cui effettu\u00f2 la sua formazione in linguistica, letteratura italiana, inglese e storia dell&#8217;arte. \u00c8 noto che la parte pi\u00f9 importante della biblioteca di Fosco \u00e8 stata donata, assieme ai suoi fondi fotografici, al Gabinetto Vieusseux di Firenze.<\/p>\n<p>Nella sessione del 18 marzo, oltre ai beni della famiglia Maraini, andranno in asta anche Dipinti, disegni e sculture del XIX e XX secolo. Un&#8217;accurata selezione di opere tra le quali spiccano: Plinio Nomellini (Livorno 1866 &#8211; Firenze 1943) con un olio su tela raffigurante una Marina a Capri, firmata sul retro (stima 30.000 \/ 40.000 euro); Rubens Santoro (Mongrassano 1859 &#8211; Napoli 1942) con Interno di Cappella con Dama, dipinto firmato dall&#8217;artista (stima 26.000 \/ 30.000 euro); Nicodemo Vagaggini (Santa Fiora 1892 &#8211; Firenze 1955) con Traghetto in Maremma, firmato e datato 1939 (stima 8.000 \/10.000 euro); Francesco Paolo Michetti (Tocca Di Casauria 1851 &#8211; Francavilla al Mare 1929) con una tavola raffigurante Pastorelle con Gregge, firmato (stima 18.000 \/ 22.000 euro); Federico Andreotti (Firenze 1847 &#8211; 1930) con Due Bimbi Con Cesto Di Frutta (stima 20.000 \/ 25.000 euro); e Giuseppe Costantini (Napoli 1844 &#8211; 1894) presente con due piccoli dipinti: Musicisti in miniatura e Piccoli Patrioti ambedue firmati (stima 6.000 \/ 9.000 euro ciascuno).<\/p>\n<p>Il giorno seguente, mercoled\u00ec 19 marzo, andranno invece all&#8217;incanto Arredi, mobili antichi ed oggetti d&#8217;arte. Tra i lotti segnaliamo un grande vaso di forma Medici, in porcellana, bianco, oro e bisquit, uscito dalla manifattura Ginori alla met\u00e0 del secolo XIX (stima 8.000\/10.000 euro); un cassettone veneto della met\u00e0 del XVIII secolo, in noce e radica d&#8217;olivo, col piano sagomato, la fronte e i fianchi mossi, tre cassetti e le gambe sinuose su piedi a ricciolo stilizzato (stima 15.000 \/ 18.000 euro). E infine un trumeau siciliano, sempre della met\u00e0 del XVIII secolo, in legno intagliato, dipinto in finta radica e in parte dorato, con un alta cimasa intagliata a motivi rocaille e due sportelli sagomati con specchiature decorate da composizioni di fiori (stima 26.000 \/ 32.000).<br \/>\nSar\u00e0 presentato anche un interessante gruppo di arredi realizzati tra gli anni &#8217;50 e &#8217;70 e provenienti da una collezione privata fiorentina e un importante nucleo di ceramiche e maioliche di alta epoca. In particolare sar\u00e0 ben rappresentata la produzione veneziana della met\u00e0 del XVI secolo con albarelli riconducibili a Mastro Domenego e alle maestranze attive nella sua bottega. In catalogo ne spicca uno, datato 1550-60, in maiolica fondo blu decorata nei toni del giallo e del verde, con temi vegetali e, sul recto, col ritratto di una gentildonna (stima 14.000 \/ 18.000 euro).<\/p>\n<p><strong>Casa d&#8217;Aste Pandolfini<\/strong><br \/>\nPalazzo Ramirez-Montalvo, Borgo degli Albizi 26, 50122 Firenze<br \/>\nTel. 055 2340888 &#8211; Fax 055\/2444343<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.pandolfini.it\" target=\"_blank\">www.pandolfini.it<\/a> &#8211; <a href=\"mailto:info@pandolfini.it\" target=\"_blank\">info@pandolfini.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa:<\/strong><br \/>\nDavis &amp; Franceschini<br \/>\nBorgo degli Albizi, 11, 50122 Firenze<br \/>\nTel. 055 2347273 &#8211; Fax 055 2347361<br \/>\n<a href=\"mailto:davis.franceschini@dada.it\" target=\"_blank\">davis.franceschini@dada.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Casa d&#8217;Aste Pandolfini Palazzo Ramirez-Montalvo Borgo degli Albizi 26, Firenze ASTA Marted\u00ec 18 Marzo 2008, ore 17 Dipinti, disegni e sculture dei sec. 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