{"id":9768,"date":"2018-03-13T12:02:43","date_gmt":"2018-03-13T11:02:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/?p=9768"},"modified":"2021-06-28T06:15:41","modified_gmt":"2021-06-28T04:15:41","slug":"roman-ondak-base-progetti-larte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=9768","title":{"rendered":"Roman Ondak a Base Progetti per l&#8217;arte"},"content":{"rendered":"<p><strong>BASE \/ PROGETTI PER L&#8217;ARTE<br \/>\n<\/strong><strong>ROMAN ONDAK \/ OBJECTS IN THE MIRROR<br \/>\n<\/strong><strong>Inaugurazione mercoled\u00ec\u00a014 marzo \/ ore 18<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>14 marzo &#8211; 21\u00a0maggio\u00a02018<\/p>\n<p><strong>\u2028<\/strong>BASE \/ <a href=\"https:\/\/maps.google.com\/?q=Via+San+Niccol%C3%B2+18r+\/+Firenze&amp;entry=gmail&amp;source=g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Via San Niccol\u00f2 18r \/ Firenze<\/a><\/p>\n<p><strong>BASE \/ Progetti per l&#8217;arte Arte<\/strong>, presenta mercoled\u00ec 14 marzo dalle ore 18 la prima mostra di Roman Ondak a Firenze che, dopo la mostra di Richard Long, rilancia il programma speciale di mostre in occasione del suo Ventesimo anno di attivit\u00e0. L&#8217;intervento dal titolo <em>Objects in the Mirror<\/em>, realizzato appositamente per lo spazio non profit di BASE, conferma l&#8217;interesse del famoso artista neo-concettuale slovacco di creare esperienze inedite con cui spostare l&#8217;attenzione del pubblico sulle modalit\u00e0 di scoperta, percezione e pratica sia della realt\u00e0 che dell&#8217;esperienza dell&#8217;arte.\u00a0<!--more--><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-Measuring-the-Universe-MoMA-New-York-2009.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9770\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-Measuring-the-Universe-MoMA-New-York-2009-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-Measuring-the-Universe-MoMA-New-York-2009-300x200.jpg 300w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-Measuring-the-Universe-MoMA-New-York-2009-768x512.jpg 768w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-Measuring-the-Universe-MoMA-New-York-2009-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-Measuring-the-Universe-MoMA-New-York-2009-866x577.jpg 866w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-Measuring-the-Universe-MoMA-New-York-2009.jpg 2000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nObjects in the Mirror<\/strong> \u00e8 il progetto concepito da Roman Ondak per la scatola architettonica di Base e per il pubblico che pratica quel contesto. Il suo approccio spiazzante e rigeneratore si \u00e8 concentrato, in questa occasione, sulla presenza della porta a vetri e della finestra del luogo. Questi due elementi caratterizzano fortemente lo spazio rendendolo accessibile visivamente all&#8217;osservatore anche dalla strada e viceversa, lasciandolo al contempo a distanza di sicurezza al di l\u00e0 del vetro. Il titolo, come specifica l&#8217;artista stesso, deriva da: \u201cObjects in the Mirror Are Closer Than They Appear (Gli oggetti nello specchio sono pi\u00f9 vicini di quanto appaiono). Questa \u00e8 la frase che in alcuni paesi deve essere incisa per legge sugli specchietti retrovisori delle automobili. L&#8217;avvertimento di sicurezza sollecita il guidatore a fare attenzione al fatto che un tale specchio convesso fa sembrare pi\u00f9 piccoli gli oggetti che si riflettono al suo interno\u201d<em>. <\/em>L\u2019artista, creando una situazione surreale e concreta, immateriale e coinvolgente, punta l&#8217;attenzione sulla ri-formulazione delle modalit\u00e0 di interazione del soggetto con un mondo reso globale dalle comunicazioni elettroniche e che appare, potenzialmente, a portata di un click. La sua per\u00f2 non \u00e8 una critica al sistema, bens\u00ec una riflessione sui meccanismi che lo alimentano.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-2017-Foto-Benoit-Linero.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9769\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-2017-Foto-Benoit-Linero-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-2017-Foto-Benoit-Linero-300x203.jpg 300w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-2017-Foto-Benoit-Linero-768x521.jpg 768w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-2017-Foto-Benoit-Linero-866x587.jpg 866w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Roman-Ondak-2017-Foto-Benoit-Linero.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nRoman Ondak<\/strong>\u00a0(\u017dilina, Slovacchia, 1966; vive e lavora a Bratislava) fin dagli anni &#8217;90 ha realizzato installazioni site-specific grazie alle quali fare i conti con l&#8217;eredit\u00e0 modernista, ma anche con la pratica concettuale e minimalista degli anni &#8217;60 e &#8217;70. Con i suoi interventi effimeri che si trasformano in happening spontanei per mezzo dell&#8217;idea di delocalizzazione, rappresentazione e duplicazione dell&#8217;esperienza, l\u2019artista espande l&#8217;attenzione dello spettatore sui gesti della vita di tutti i giorni. Il voler esplorare e attivare un dialogo tra lo spazio dell&#8217;arte e quello della vita lo ha portato, infatti, a realizzare opere come <em>Loop<\/em> per il Padiglione della Repubblica Ceca e della Repubblica Slovacca\u00a0della Biennale di Venezia del 2009, in cui l\u2019architettura stessa spariva, privata di porte e riempita di piante come se la natura se ne fosse riappropriata, per sottolineare che i principi di divisione nazionale nell\u2019era post-ideologica erano da ripensare radicalmente. Con l&#8217;intervento <em>Measuring the Universe,<\/em> presentato in istituzioni come la Tate Modern di Londra e il MoMA di New York, rimandava alla definizione di nuove esigenze di convivenza al di l\u00e0 delle regolamentazioni politiche internazionali, poich\u00e9 lo spettatore, segnando la sua altezza sulle pareti dello spazio che ai primi visitatori appariva vuoto se non per la presenza del custode e della lineetta che testimoniava il passaggio dell&#8217;artista \u2013, contribuiva in prima persona a creare una costellazione di identit\u00e0 differenti. Le sue mostre pur usando tecniche e display differenti sono tutte accomunate dall&#8217;esigenza di trasformarsi in depositi per esperienze individuali e di gruppo. Tra le numerosissime mostre personali internazionali sono da citare\u00a0GBagency, Paris, 2017; The Arts Club of Chicago, 2017; Kunsten Museum of Modern Art, Aalborg, 2017; South London Gallery, London, 2016; Guangdong Times Museum, Guangzhou, 2015; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sof\u00eda, Madrid, 2013; Modern Art Oxford,\u00a0 2011; Padiglione Ceco-Slovacco, Biennale di Venezia, 2009; MOMA, New York, 2009. Tra le Biennali: Biennale di Venezia, 2011 e 2003;\u00a0 Biennale di Mosca, 2013; Biennale di Liverpool, 2008; Biennale d&#8217;Arte di Panama, 2008;\u00a0 Biennale di San Paolo, 2006; Biennale di Praga, 2003.<\/p>\n<p><strong>Base \/ Progetti per l\u2019arte<\/strong>\u00a0\u00e8 un\u2019idea di artisti per altri artisti. Base \u00e8 un luogo unico per la pratica dell\u2019arte in Italia. L\u2019attivit\u00e0, iniziata nel 1998, viene curata da un collettivo di artisti che vivono e operano in toscana e che promuovono, a Firenze, alcuni aspetti tra i pi\u00f9 interessanti dell\u2019arte di oggi. Base \u00e8 un dialogo sulla contemporaneit\u00e0 aperto ad un confronto internazionale. Fino adesso si sono tenute a Base oltre sessanta mostre tra le quali: Sol Lewitt, Marco Bagnoli, Alfredo Pirri, Cesare Pietroiusti, Jan Vercruysse, Niele Toroni, Michael Galasso, Luca Pancrazzi, John Nixon &amp; Marco Fusinato, Heimo Zobernig, Ingo Springenschmid, Paolo Masi &amp; Pier Luigi Tazzi, Antonio Muntadas, Robert Barry, Luca Vitone, Gino De Dominicis, Liliana Moro, Claude Closky, Remo Salvadori, Pietro Sanguineti, Liam Gillick, Massimo Bartolini, Mario Air\u00f2, Eva Marisaldi, Rainer Ganahl, Fran\u00e7ois Morellet, Bernhard R\u00fcdiger, Nedko Solakov e Slava Nakovska, Olaf Nicolai, Giuliano Scabia, Kinkaleri, Steve Piccolo &amp; Gak Sato, Rirkrit Tiravanija, Matt Mullican, Michel Verjux, Elisabetta Benassi, Pedro Cabrita Reis, Pietro Riparbelli, Simone Berti, Jeppe Hein, Gerwald Rockenschaub, Jonathan Monk, Peter Kogler, Carsten Nicolai, Surasi Kusulwong, Franz West, Tino Sehgal, Nico Dockx, Grazia Toderi, Armin Linke, Davide Bertocchi, Pierre Bismuth, Olivier Mosset, Stefano Arienti, Erwin Wurm, Thomas Bayrle, Hans Schabus, Maurizio Mochetti, Lawrence Weiner, Amedeo Martegani, Gianni Caravaggio, Piero Golia, David Tremlett, Franco Vaccari, RADICALTOOLS (con Remo Buti, Gianni Pettena, Superstudio, Lapo Binazzi &amp; Ufo, 9999, Zziggurat), Koo Jeong-A, Christian Jankowski, Giuseppe Gabellone, Martin Creed, Ken Lum, Jiri Kovanda, BASEOPEN (con Margherita Moscardini, Francesco Fonassi, Giuseppe Stampone, Giulio Delv\u00e8, Marcello Spada, Jacopo Miliani, Riccardo Giacconi, Jaya Cozzani\/Marco Andrea Magni\/Agostino Osio), Nicole Miller, Luca Trevisani, Richard long che hanno sempre presentato progetti inediti, legati ad una personale lettura dello spazio. Base si propone come uno spazio aperto alla conoscenza degli aspetti pi\u00f9 significativi dell\u2019arte di oggi, italiana e internazionale, in una dialettica di segni e linguaggi che concorre a tenere aperto un confronto di idee sulla contemporaneit\u00e0. Base \u00e8 promossa da un gruppo aperto di artisti che si avvicendano nella conduzione dell\u2019attivit\u00e0 e si prefigge di coinvolgere, in una forma di partecipazione e supporto attivi, un numero sempre pi\u00f9 vasto di artisti, studiosi, collezionisti, amici. Base si propone quindi come un necessario luogo di scambio di esperienze e di informazione che fanno parte di un patrimonio comune al quale tutti possono attingere. Base presenta mostre, progetti, confronti e dialoghi, proponendo differenti letture e prospettive su quanto di pi\u00f9 interessante accade nell\u2019arte e suoi territori limitrofi. Attualmente fanno parte del collettivo di Base: Mario Air\u00f2, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Vittorio Cavallini, Yuki Ichihashi, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori, Enrico Vezzi.<\/p>\n<p><strong>L\u2019attivit\u00e0 \u00e8 promossa e sostenuta dagli artisti fondatori con il contributo dell\u2019associazione BASExBASE \/ Centro per l\u2019arte contemporanea Luigi Pecci, Prato \/ Regione Toscana<\/strong><\/p>\n<p>Base \/ Via San Niccolo 18r \/ Firenze<br \/>\nmar-ven 18-20 | 20-24 come vetrina<br \/>\nPer appuntamenti oltre l\u2019orario d\u2019apertura: +39 3286927 778 | +39 3292298 348 | +39 347 7210222 | <a href=\"mailto:info@baseitaly.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">info@baseitaly.org<\/a> | <a href=\"http:\/\/www.baseitaly.org\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.baseitaly.org<\/a><\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa:<\/strong><br \/>\nDavis &amp; Co. | Lea Codognato e Caterina Briganti<br \/>\nTel. +39 055 2347273<br \/>\n<a href=\"mailto:info@davisandco.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">info@davisandco.it<\/a><a href=\"mailto:info@davisanco.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><\/a> | <a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.davisandco.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BASE \/ PROGETTI PER L&#8217;ARTE ROMAN ONDAK \/ OBJECTS IN THE MIRROR Inaugurazione mercoled\u00ec\u00a014 marzo \/ ore 18 14 marzo &#8211; 21\u00a0maggio\u00a02018 \u2028BASE \/ Via San Niccol\u00f2 18r \/ Firenze BASE \/ Progetti per l&#8217;arte Arte, presenta mercoled\u00ec 14 marzo dalle ore 18 la prima mostra di Roman Ondak a Firenze che, dopo la mostra &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=9768\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Roman Ondak a Base Progetti per l&#8217;arte&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":9770,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[2169,2421,120,2422],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9768"}],"collection":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9768"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9768\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11232,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9768\/revisions\/11232"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/9770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}