{"id":9804,"date":"2018-04-06T17:04:12","date_gmt":"2018-04-06T15:04:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.davisandco.it\/?p=9804"},"modified":"2018-04-06T17:04:12","modified_gmt":"2018-04-06T15:04:12","slug":"giuliano-ghelli-inedito-gioco-e-forma-in-opere-dal-1963-al-1983","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/responsive.davisandco.it\/?p=9804","title":{"rendered":"Giuliano Ghelli inedito. Gioco e forma in opere dal 1963 al 1983"},"content":{"rendered":"<p><strong>Giuliano Ghelli inedito<br \/>\n<\/strong><strong>Gioco e forma in opere dal 1963 al 1983<br \/>\n<\/strong><strong>nel clima fiorentino contemporaneo<br \/>\n<\/strong><strong>Fiesole, Sala del Basolato<br \/>\n<\/strong>7 aprile \u2013 20 maggio 2018<br \/>\na cura di Mirella Branca<\/p>\n<p><strong>La Sala del Basolato di Fiesole (Firenze) ospita, dal 7 aprile al 20 maggio 2018, \u201cGiuliano Ghelli inedito. Gioco e forma in opere dal 1963 al 1983 nel clima fiorentino contemporaneo\u201d. Una mostra, a cura di Mirella Branca,<\/strong> che ricorda l\u2019artista toscano, scomparso nel 2014, attraverso una cinquantina di opere, dagli esordi negli anni Sessanta, in cui abbracci\u00f2 le tendenze pop dell\u2019arte italiana ed internazionale dell\u2019epoca, sino agli inizi degli anni Ottanta. Non vedremo il Ghelli maturo, pi\u00f9 conosciuto, a cui negli ultimi anni sono state dedicate numerose mostre, ma un Ghelli giovane, totalmente \u2018inedito\u2019, per gioco e forma, che guarda all\u2019avanguardia italiana ed europea degli anni \u201860 e \u201870, produce quadri e oggetti che desteranno stupore e ammirazione e nei quali\u00a0si sente gi\u00e0 tutta la coerenza e la forza dell\u2019artista.<!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Indicapaesaggi-1974.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9806\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Indicapaesaggi-1974-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Indicapaesaggi-1974-300x213.jpg 300w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Indicapaesaggi-1974.jpg 598w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nLa mostra vede quale partner <strong>Banca Cambiano 1884 Spa<\/strong>, che possiede molte opere del Maestro, che espone nelle proprie filiali, per condividerne la cultura e l\u2019espressione creativa.<\/p>\n<p>Giuliano Ghelli, nato a Firenze nel 1944, si affacci\u00f2 al mondo dell\u2019arte nei primi anni Sessanta, partecipando, pur in modo assolutamente individuale, alle tendenze del periodo, quando il paese si apriva alla cultura di massa, nel contesto di una piena fiducia nella tecnologia.<\/p>\n<p>Ghelli espose in quegli anni in mostre collettive nelle sedi di Firenze e di Milano della galleria \u201cNumero\u201d di Fiamma Vigo, luogo di incontro delle pi\u00f9 moderne tendenze del momento, respirando anche, nel decennio successivo, il clima fiorentino reso fervido dalla presenza di gallerie d\u2019avanguardia.<\/p>\n<p>Sono questi i decenni a cui \u00e8 dedicata la mostra fiesolana, volta a dimostrare la coerenza di Ghelli, incentrata su una visione della realt\u00e0 in chiave fantastica, stimolata tra l\u2019altro dal mondo della fantascienza, centrale nell\u2019Italia di quel periodo. Lo attestano le opere degli anni Sessanta e Settanta vicini al ciclo dei robot dei romanzi di Isaac Asimov, nelle quali si afferma un linguaggio fatto di lettere o cerchi, segni o forme libere stese a piatto, giunture meccaniche e dinamiche frecce direzionali, colori intenzionalmente privi del loro carattere pittorico, richiamo piuttosto al mondo industriale, in contrasti ora delicati ora pi\u00f9 vivi.<\/p>\n<p>Ne emerge un mondo personale tendente all\u2019astratto, dove larga parte hanno il gioco, lo humour e il trascendere la tela, secondo quanto ormai ben presente nell\u2019arte italiana dopo il Futurismo.<\/p>\n<p>Nella realizzazione di sagome colorate, quasi dotate di vita autonoma e divenute forme oggettuali, si trova un\u2019altra caratteristica del linguaggio di Ghelli, quella della capacit\u00e0 di un racconto favolistico, che si articola nello snodarsi delle forme. Come per esempio nei suoi <em>Portapaesaggi<\/em>, fatti di ruote, segnali stradali, binari, grattacieli: un mondo reale che diventa qui fantastico.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Inventario-1971.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9807\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Inventario-1971-250x300.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Inventario-1971-250x300.jpg 250w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Inventario-1971.jpg 709w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><br \/>\n<\/a>In quegli anni Giuliano Ghelli \u00e8 stato recensito da voci critiche di grande rilievo, da Lara-Vinca Masini, in chiave molto poetica, a Aldo Passoni. Con Vinicio Berti scatt\u00f2 poi un\u2019affinit\u00e0 speciale, nell\u2019essere Berti legato al mondo del fumetto, come Ghelli a quello robotico, ambedue parte della cultura popolare, anche come strumento per guardare oltre la realt\u00e0: un fiabesco segnato dalle suggestioni della tecnologia.<\/p>\n<p>In questo mondo si radica anche l\u2019interesse, maturato pi\u00f9 tardi, per le macchine di Leonardo, non estranee allo sviluppo di automatismi, spunto per giochi immaginari. Vi tornano con pi\u00f9 forza i colori e le forme, giocate in libert\u00e0, dal carattere pi\u00f9 naturalistico ma libere come giocattoli senza peso in una giocosa dimensione onirica. La mostra intende concludersi su questa fase della sua attivit\u00e0, nei primi anni ottanta, quando l\u2019opera dell\u2019artista acquista un carattere pi\u00f9 surreale.<\/p>\n<p>Insieme ai lavori di Giuliano Ghelli saranno esposte opere di altri artisti a lui contemporanei: Valerio Adami, Luca Alinari, Vinicio Berti, Antonio Bueno, Pietro Gentili, Sebastian Matta, Gastone Novelli, Vittorio Tolu.<\/p>\n<p>Il catalogo, edito da Polistampa, include testi di Mirella Branca, Lara-Vinca Masini e Barbara Casalini, Assessore alla Cultura del Comune di Fiesole.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9805\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Giuliano-Ghelli-2008-238x300.jpg\" alt=\"\" width=\"238\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Giuliano-Ghelli-2008-238x300.jpg 238w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Giuliano-Ghelli-2008.jpg 627w\" sizes=\"(max-width: 238px) 100vw, 238px\" \/><br \/>\n<strong>L\u2019artista<\/strong><br \/>\nGiuliano Ghelli, nato a Firenze nel 1944, era un artista praticamente ossessionato dal segno e dal colore, quanto dalla campagna toscana in cui, per scelta e per sorte, ha vissuto tutta la vita.<\/p>\n<p>A diciassette anni cominci\u00f2 a frequentare la galleria \u201cNumero\u201d di Fiamma Vigo. Il giro di artisti e intellettuali che conobbe influenzarono molto il suo approccio alla pittura. Dieci anni dopo, un contratto con il gallerista Marcello Secci permise all\u2019artista di dipingere a tempo pieno.<\/p>\n<p>Nel 1974 pubblic\u00f2 il piccolo volume \u201cIl Portapaesaggi\u201d con testi di Lara-Vinca Masini, nota storica dell\u2019arte contemporanea. Delle opere che espose a Parigi lo stesso anno, Aldo Passoni, direttore della Galleria d\u2019Arte Moderna di Torino, lod\u00f2 \u201cla segnaletica pop, il tratto volutamente ruvido, goffo, la dimensione narrativa\u201d.<\/p>\n<p>Ghelli cominci\u00f2 ad essere apprezzato nel nord Europa e nel \u201975 ebbe la prima di tre mostre personali a New York. Nello stesso anno fu segnalato dal critico Tommaso Paloscia nel Catalogo Nazionale Bolaffi d&#8217;Arte Moderna come uno dei migliori artisti italiani.<\/p>\n<p>Negli anni \u201880 una progressiva invalidit\u00e0 della moglie Annamaria costrinse Ghelli a ridurre i ritmi di lavoro, per occuparsi di lei. Nei dipinti, a cui si aggiunsero anche acquerelli, scene fantasiose raffigurano temi letterari e relazionali in paesaggi giocosi. Contorni e colori, rispetto alle tele degli anni \u201870, si ammorbidiscono; al posto della ricerca spinta si avverte una dolce intimit\u00e0. Degli anni \u201880 \u00e8 l\u2019amicizia con i collezionisti Giulio Baruffaldi e Cuca Roaldi, fonte di innumerevoli contatti nel mondo della cultura, la politica e l\u2019industria che portarono nuove idee e importanti commissioni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Nuove-poesie-1973.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-9808\" src=\"http:\/\/www.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Nuove-poesie-1973-300x214.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Nuove-poesie-1973-300x214.jpg 300w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Nuove-poesie-1973-768x548.jpg 768w, https:\/\/responsive.davisandco.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Nuove-poesie-1973.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nDal 1990 Ghelli fu affascinato dai testi e dai disegni di Leonardo da Vinci, protagonisti di un grande ciclo di opere del periodo. Una personale al Castello Sforzesco di Milano, nel \u201992, fu accompagnata da un catalogo con testi dello storico leonardesco Carlo Pedretti. Nel 1995 Ghelli complet\u00f2 la commissione privata pi\u00f9 importante della sua carriera: venti tele di grande formato, sempre richiamando temi meccanici, per la sede di Mercedes-Benz Italia a Roma.<\/p>\n<p>Dalla met\u00e0 degli anni \u201890 Ghelli convisse con Sandra Stanghellini, che lo affianc\u00f2 nell\u2019organizzazione di mostre in luoghi sempre pi\u00f9 vari. All\u2019aumento di produzione si associ\u00f2 uno stile pi\u00f9 \u201cpieno\u201d e controllato: il \u201ctratto volutamente ruvido, goffo\u201d commentato da Passoni negli anni \u201870 non era pi\u00f9 in evidenza; permase un cenno alla \u201cdimensione narrativa\u201d.<\/p>\n<p>Attorno al 2000 Ghelli inizi\u00f2 a creare il suo Esercito di Terracotta, sulla scia delle antiche figure del Mausoleo di Qin Shi Huang ritrovato a Xi&#8217;an. I quarantacinque busti femminili di Ghelli, descritti da lui come \u201cun esercito di pace\u201d, dettero spunto ad edizioni in materiali, dimensioni e finiture varie, ampiamente esposte negli anni successivi.<\/p>\n<p>Nel 2002, con il critico Maurizio Vanni e il supporto della Galleria Tornabuoni, Ghelli pubblic\u00f2 il catalogo \u201cL\u2019Eco del sogno\u201d. Sempre con Vanni nel 2005 usc\u00ec l\u2019importante monografia \u201cLe vie del tempo\u201d. Il 2008 vide Ghelli ad inaugurare una personale all\u2019Istituto Italiano di Cultura a Tokyo, in contemporanea del lancio della Fiat \u201cNuova 500\u2033 della quale realizz\u00f2 un esemplare unico per beneficienza. Nello stesso anno partecip\u00f2 con le sue opere al Festival Sete S\u00f3is Sete Luas in Portogallo, Marocco, e Spagna. Poi nel 2012, sempre col Festival Sete S\u00f3is Sete Luas, espose in Portogallo e Francia.<\/p>\n<p>Nel 2013 una mostra personale a Palazzo Panciatichi, a Firenze, celebrando 50 anni di piena attivit\u00e0, rallegr\u00f2 l&#8217;intero edificio storico per alcuni mesi. Lo stesso anno Ghelli fu riconosciuto con il Gonfalone Argento dal Consiglio Regionale della Toscana e con l\u2019Onorificenza di Commendatore dell&#8217;Ordine \u201cAl Merito della Repubblica Italiana\u201d dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Archivio Giuliano Ghelli<\/strong>, fondato nel 2015, \u00e8 un&#8217;associazione culturale che si occupa della conservazione e gestione di opere lasciate in eredit\u00e0 dall\u2019artista, nonch\u00e9 della certificazione e\u00a0catalogazione\u00a0di opere in collezioni private.<\/p>\n<p><strong>La cartella stampa completa, con i testi del catalogo e le immagini, \u00e8 scaricabile al link<br \/>\n<\/strong><a href=\"https:\/\/we.tl\/FBl9powUu1\"><strong>https:\/\/we.tl\/FBl9powUu1<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Giuliano Ghelli inedito<br \/>\n<\/strong><strong>Gioco e forma in opere dal 1963 al 1983<br \/>\n<\/strong><strong>nel clima fiorentino contemporaneo<br \/>\n<\/strong>a cura di Mirella Branca<br \/>\n<strong>Fiesole, Sala del Basolato<br \/>\n<\/strong>Inaugurazione: sabato 7 aprile ore 17.30<\/p>\n<p>Orario dall\u20198 aprile al 20 maggio 2018<br \/>\nda marted\u00ec a venerd\u00ec ore 14.00-18.00<br \/>\nsabato e domenica ore 11.00-13.00 e 14.00-18.00<br \/>\nchiuso luned\u00ec<br \/>\n<em>Ingresso libero<\/em><\/p>\n<p><strong>Informazioni<br \/>\n<\/strong><strong>Archivio Giuliano Ghelli<br \/>\n<\/strong><a href=\"mailto:info@archivioghelli.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">info@archivioghelli.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.archivioghelli.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.archivioghelli.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Ufficio stampa mostra<br \/>\n<\/strong><strong>Davis &amp; Co. \u2013 Lea Codognato\/Caterina Briganti<br \/>\n<\/strong>Tel. +39 055 2347273 \u2013 fax +39 055 2347361<br \/>\n<a href=\"mailto:info@davisandco.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">info@davisandco.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.davisandco.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.davisandco.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuliano Ghelli inedito Gioco e forma in opere dal 1963 al 1983 nel clima fiorentino contemporaneo Fiesole, Sala del Basolato 7 aprile \u2013 20 maggio 2018 a cura di Mirella Branca La Sala del Basolato di Fiesole (Firenze) ospita, dal 7 aprile al 20 maggio 2018, \u201cGiuliano Ghelli inedito. 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